NAPOLI – Head Quarter Gevi. All’ombra del Vesuvio si è appena conclusa la cosiddetta “settimana azzurra”.

A seguito della vittoria dello scudetto della Partenope calcistica, dopo pochi giorni è arrivata la tanto sognata ed agognata salvezza nella massima serie della Partenope cestistica.

La Gevi Napoli in quel di Verona ha celebrato l’ennesimo grande traguardo di coach Cesare Pancotto che ha raggiunto, con la prestazione svolta all’AGSM Forum, non solo la salvezza della sua Napoli ma anche la vittoria n° 501 in serie A.

Coach Pancotto ottiene così il terzo posto di tutti i tempi per il numero di vittorie raggiungendo Cesare Rubini. Ora davanti a lui ci sono solo Tonino Zorzi con 525 e Carlo Recalcati con 546 successi.

Proviamo a fare un recap della squadra azzurra cercando di smarcare i punti più salienti di questa grande missione portata a termine.

GEVI NAPOLI – 6 stagione travagliata. Gli alti ed i bassi che hanno caratterizzato l’intero cammino della squadra di coach Pancotto hanno messo a dura prova il sistema nervoso dei tifosi azzurri.

Una squadra assemblata non alla perfezione ha dovuto fare i conti, nell’arco della regular season, con team molto più attrezzati e corazzati uscendone spesso e volentieri sempre con le ossa rotte.

Il cambio della guida tecnica ha giovato e non poco al destino della Gevi portando una ventata di entusiasmo e fiducia che ha scaturito infatti risultati importanti (vedi vittoria contro Milano in un momento clou della stagione) che hanno dato una sterzata al campionato.

Pur godendo degli innumerevoli innesti dal mercato per poter puntellare la rosa ed arrivare ad una salvezza più tranquilla, la squadra si è trovata sempre alla ricerca perenne di un equilibrio che non è mai arrivato se non nel rush finale di stagione.

La squadra del patron Grassi si becca quindi la sufficienza non tanto per il lavoro svolto ma per l’obiettivo raggiunto.

MVP REGULAR SEASON – ELIJAH STEWART

Il nativo di DeRidder è stato il Most Valued Player della stagione Gevi Napoli secondo Basket Magazine.

Partendo in sordina è riuscito a prendere le misure e calarsi nella nostra LBA riuscendo poi a raccogliere i frutti a fine stagione.

La guardia statunitense ha chiuso il campionato 2022-2023 con 11,4 punti di media giocando 25,9 minuti a partita, tirando con il 44,2% da due ed il 40,7% da tre. Dalla linea della carità un notevole 82,8%. Conclundendo quindi con una valutazione positiva media di 9,4.

Non numeri strabilianti ma cosi efficaci tali da raggiungere la salvezza toccando diversi career-hight nei match decisivi.

E’ stato il fulcro dell’attacco azzurro soprattutto nella seconda ed ultima fase del campionato e da grande leader qual è, si è sobbarcato sulle spalle l’intera squadra trascinandola alla salvezza a suon di bombe e azioni difensive che hanno recato punti vittoria importantissimi per la Gevi.

Se dovessimo gettare le basi per la nuova stagione, sarebbe senza dubbio una delle pietre miliari dalle quali partire per costruire una stagione di successi.

FOCUS SQUAD 

La citazione Machiavelliana “Il fine giustifica i mezzi”, è l’emblema della scalata verso la salvezza conquistata dalla Gevi Napoli.

Il giocare in maniera non costante e per di più in maniera molto altalenante per poi chiudere in bellezza la regular season con 3 vittorie di fila ha portato al risultato sperato.

Il blocco squadra si sa, al netto di quelle che sono state le evidenti defaillances sotto il punto di vista tecnico/qualitativo del basket giocato, ha dimostrato di avere un elevato tasso di compatezza, caparbietà e coesione che ha sopperito alle mancanze sopracitate.

Sono da sottolineare le prestazioni di alcuni giocatori come Stewart, Williams ed il folletto azzurro Howard.

Il trio napoletano ha dimostrato di avere le doti che il GM Bolognesi aveva cercato ad inizio anno e cioè: punti nelle mani.

Hanno rispettato in toto le aspettive societarie anche se con non poche sofferenze.

A parte Elijah Stewart, dotato anche di spiccate doti difensive, i suoi teammates, JW e JH nella metà campo difensiva hanno sofferto tremendamente i loro avversari; Il primo per una questione di ruolo il secondo per gap fisici. Per quanto Williams sia stato ingaggiato come numero 5 da Napoli, è puramente un 4. Ma difendendo sempre ed esclusivamente su centri puri aveva senza dubbio dalla sua, il brio e lo sprint per puntare l’uomo e dar sfogo alle sue virate ed ai suoi semiganci in attacco, ma quando si trattava di difendere il proprio canestro è stato bullizzato causa gap di potenza fisica e poca applicazione difensiva.

Stessa cosa per Jordan Howard, doti offensive indiscusse, un tiro da tre mortifero ma nella metà campo difensiva, subiva troppo spesso evidenti miss matches da parte degli avversari.

Ma tirando le somme, la scelta societaria è stata azzeccatta. Salvezza raggiunta.

Un encomio particolare va senza dubbio al capitano di questa squadra che da sempre ha lottato in prima linea per i colori bianco azzurri.

Lorenzo Uglietti è stato anche quest’anno il simbolo di tenacia e caparbietà. In più di un’occasione è stato protagonista di prestazioni strepitose toccando anche la doppia cifra nel tabellino e svolgendo il ruolo di mastino difendendo sulle bocche da fuoco delle squadre avversarie. Spesso e volentieri decretato anche il miglior italiano di giornata.

La stagione del nativo di Torino è da incorniciare.

Un giocatore che invece non ha inciso come avrebbe dovuto è stato sicuramente il francese Michineau. Troppo discontinuo nell’arco dell’intera stagione. Atleticamente molto dotato, ma forse anche lui, come già detto per Williams, è stato adattato in un ruolo non propriamente nelle sue corde.

Il classe 94 transalpino è più una guardia che un play e dettare i ritmi di gioco ed organizzare gli schemi per i suoi, è stato a tratti davvero difficoltoso. Ma ha saputo fare delle sue falcate in contropiede e dei suoi break i suoi punti di forza atti a trascinare la Gevi alle vittorie che contavano.

Sottotono è parso colui che invece avrebbe dovuto portare Napoli ad una salvezza già a metà campionato e cioè Joseph “Joe” Young.

Arrivato a Napoli con grande attese e con il titolo di capocannoniere della Eurocup in corso, si sperava di aver trovato in lui il Messia che avrebbe sollevato la Gevi dalle sabbie mobili della lotta salvezza ed invece è parso sempre un pesce fuor d’acqua. Rimandato.

Il blocco italiano poi composto da Zerini, Dellosto e Zanotti è risultato un pò deludente. Ci si aspettava un apporto maggiore da loro ma spesso e volentieri ci si è trovati prima con Buscaglia, poi con Pancotto a giocare partite con delle rotazioni ridotte all’osso.

Infine come non sottolineare positivamente l’impatto di Thomas Wimbush. L’ala americana seppur un undersized nel suo ruolo rispetto ai suoi avversari, si è battuto come un leone. Caratterialmente coriaceo e sempre pronto a battagliare per conquistare anche un sol centimetro di parquet.

Tirando le somme, la Gevi Napoli ha raggiunto lo scopo che si era prefissata ad inizio anno.

Il come ci sia arrivata alla salvezza non conta; conta solo ed esclusivamente la massima serie nella stagione avvenire.

I primi rumors di mercato hanno accostato un nuovo nome alla panchina di Napoli.

Si tratta di coach Walter De Raffaele che da quest’anno ha lasciato la Reyer Venezia. Non sarebbe male come personaggio in quel di Napoli in quanto porterebbe non solo grande esperienza in termini di basket applicato ma anche e soprattutto perchè renderebbe una piazza come Napoli molto più accattivante per l’arrivo di giocatori di un certo calibro.

Al tempo stesso però c’è una parte della platea azzurra che vorrebbe, in termini di riconoscenza, riconfermare coach Cesare Pancotto.

Indipendentemente da tutte le porte girevoli che potranno esserci è doveroso però fare un ringraziamento speciale a due uomini che con il loro lavoro, non sempre sotto i riflettori, sono stati presenti a 360° per il bene della Gevi. Si tratta del Vice allenatore Francesco Cavaliere e dell’assistant coach Davide Gabriele.

A loro va un grande riconoscimento per il traguardo ottenuto.

Ora meritato riposo per la Gevi Napoli che dovrà ricaricare le batterie e porre le basi per una stagione molto importante.

Possiamo concludere quindi che dopo il tricolore azzurro e la salvezza nel mondo nel basket, la citazione del cantante Clementino sia propriamente azzeccata: “Ma niscuna è cchiu belle e Partenope stasera!

 

Edoardo Cafasso