TRIESTE – La Virtus Olidata Bologna chiude il suo 2025 con una vittoria di peso e di carattere, espugnando il PalaTrieste per 74-66 al termine di una partita dura, spezzettata e fisica, davanti a un palazzetto sold out.
Una vittoria costruita con personalità, nonostante le assenze pesanti e una gara vissuta a strappi, in cui a fare la differenza sono state le giocate nei momenti chiave di Derrick Alston Jr.: suo il rimbalzo offensivo decisivo, suoi i due liberi del +4 e soprattutto sua la giocata da quattro punti a 30 secondi dalla sirena che ha definitivamente chiuso i conti.
La Virtus arriva a Trieste senza Carsen Edwards e Alen Smailagic, con Karim Jallow limitato dal problema al polpaccio, mentre i padroni di casa devono rinunciare a Mady Sissoko.
L’avvio è però tutto bianconero: l’Olidata impone ritmo e fisicità, Morgan prende in mano l’attacco e dopo appena tre minuti il tabellone dice 11-3. Il divario si allarga fino al 15-5, dando l’illusione di una gara in controllo. Ma il primo campanello d’allarme arriva presto: dopo sette minuti Aliou Diarra è costretto a uscire per un brutto infortunio alla caviglia sinistra, rimasta sotto al corpo di Colbey Ross. L’impatto emotivo è forte e la Virtus rallenta, permettendo a Trieste di rientrare fino al 25-22 di fine primo quarto.
Nel secondo periodo le V Nere ritrovano ordine e lucidità. Morgan e Taylor colpiscono, la difesa di Trieste torna a sbandare e il vantaggio bolognese tocca di nuovo la doppia cifra sul 44-32. Ma ancora una volta la partita cambia volto nel finale di tempo: blackout offensivo Virtus, parziale aperto di 7-0 dei giuliani e squadre all’intervallo sul 44-39.
Il momento più delicato arriva a cavallo tra secondo e terzo quarto. Trieste piazza un 9-0 complessivo, figlio di sei minuti senza canestri dell’Olidata, e rientra fino al -3 (44-41). È una fase sporca, nervosa, in cui la partita perde fluidità e si gioca più sulla tensione che sulla qualità. A complicare ulteriormente lo scenario arriva anche l’infortunio di Colbey Ross, costretto ad abbandonare il campo al 34’. Alla terza sirena la Virtus è avanti 55-52, ma l’equilibrio è totale.
Nel quarto periodo la gara resta sul filo. Trieste trova il pareggio a quota 62 a 3’20” dalla fine, spinta dal pubblico e dalla sensazione di poter completare la rimonta. È qui che emerge l’esperienza dei bianconeri. Morgan segna in penetrazione, poi Derrick Alston Jr. fa valere freddezza e lucidità: rimbalzo offensivo pesantissimo, due liberi per il 66-62 e, poco dopo, la giocata simbolo della serata. A 30 secondi dalla fine, sull’ennesimo possesso pesante, Alston segna da tre subendo fallo da Toscano-Anderson e completa il gioco da quattro punti che spegne definitivamente il PalaTrieste.
L’ultimo possesso non cambia la storia: Trieste non riesce nemmeno a rimettere in gioco il pallone e la Virtus può festeggiare una vittoria sofferta ma preziosa. Un successo che racconta di una squadra capace di stringere i denti, reagire alle difficoltà e affidarsi ai suoi uomini più solidi nei momenti che contano. Un modo forte e significativo per chiudere l’anno, anche lontano da casa.

QUI le statistiche complete del match 

Eugenio Petrillo 

Nell’immagine Momo Diouf, foto Ciamillo-Castoria