BOLOGNA – La Virtus Bologna ritrova sé stessa e lo fa nella notte più pesante, battendo l’Acqua S.Bernardo Cantù per 89-79 alla Virtus Arena. Una vittoria che vale tantissimo: interrompe la striscia di otto sconfitte consecutive tra campionato ed EuroLeague, riporta le V Nere in vetta alla classifica LBA a quota 38 insieme a Brescia (ma con gli scontri diretti favorevoli) e regala il primo successo da head coach a Nenad Jakovljevic.
Dentro questa vittoria ci sono subito due chiavi di lettura forti. La prima è la prestazione di Carsen Edwards: 34 punti, ritmo, personalità e quella sensazione costante di poter creare qualcosa ad ogni possesso. È tornato il vero Edwards, leader offensivo e riferimento nei momenti decisivi, pur con qualche sbavatura negli ultimi dieci minuti. La seconda, meno felice, è l’infortunio di Matt Morgan, costretto a fermarsi nel secondo quarto e a lasciare una rotazione già priva di Alessandro Pajola e Luca Vildoza. A completare il quadro delle assenze, in tribuna c’era anche Yago Dos Santos, non disponibile perché non tesserato in tempo.
La gara, poi, si sviluppa esattamente lungo queste linee: una Virtus padrona dell’inerzia ma mai davvero capace di chiuderla in anticipo. L’avvio è travolgente, tutto firmato Edwards: 12 punti nei primi sei minuti e Bologna che scappa subito sul 21-10. È una partenza che racconta tanto, quasi una liberazione dopo settimane complicate. Il primo quarto si chiude sul 28-19, con i bianconeri in controllo.
Nel secondo periodo arriva anche il massimo vantaggio sul +15 (37-22), ma qui emerge una delle poche ombre della serata. La Virtus si blocca offensivamente, perde fluidità e consente a Cantù di rientrare fino al 50-39 dell’intervallo. È un passaggio che tiene aperta la partita e, forse, riaccende qualche timore.
Timori che si riflettono anche nella ripresa. Bologna non scappa più, ma allo stesso tempo non concede mai davvero l’aggancio. È una gestione continua, fatta di piccoli strappi e risposte puntuali. Come nel finale di terzo quarto, quando Ferrari segna cinque punti consecutivi per il 69-59 al 30’, ristabilendo un margine di sicurezza.
L’ultimo quarto è il più delicato: la Virtus avrebbe più volte l’occasione di chiudere i conti, ma non affonda il colpo. Cantù, guidata dalla solidità di Walter De Raffaele, prova a rientrare senza però trovare mai la spinta decisiva. E qui, rispetto alle ultime uscite, cambia qualcosa: Bologna resta lucida, cinica, e nei possessi finali trova le giocate giuste per evitare qualsiasi beffa.
Accanto a Edwards, spiccano i 19 punti di Derrick Alston Jr., mentre per Cantù arrivano 17 da Giordano Bortolani, 14 da Xavier Sneed e 10 a testa da Ivan Fevrier e Oumar Ballo. Ma la sensazione è chiara: quando la Virtus alza il livello di intensità e qualità, la resistenza canturina non basta.
Per Cantù, del resto, non era questa la partita da vincere per la corsa salvezza. Per la Virtus, invece, è molto più di una semplice vittoria: è un segnale, forse il primo vero, di rinascita.

QUI le statistiche complete del match 

Eugenio Petrillo 

Nell’immagine Carsen Edwards, foto Ciamillo-Castoria