Deflagra il caso “Barçagate” che da tempo turbava la quotidianità blaugrana, con Bartomeu altri tre membri del club in manette.

 

Josep María Bartomeu, presidente del Barcellona prossimo a lasciare il posto (previste le elezioni per il 9 marzo) è stato arrestato dai Mossos d’Esquadra che avevano avuto accesso alla sede del sodalizio blaugrana nell’ambito dell’inchiesta sul caso Barçagate, scandalo nato per le presunte azioni di discredito a mezzo stampa intraprese dal club nei confronti di suoi tesserati.

Non è un fulmine a ciel sereno ad abbattersi sul Camp Nou; già da mesi il caso era il pane quotidiano del club catalano, un rumore che Saras Jasikevicius ha provato, finora con successo, a silenziare alle orecchie dei suoi giocatori.

Nel corso dell’intervento delle forze dell’ordine sono stati tratti in arresto anche tre collaboratori del club: Josep Masferrer, braccio destro del presidente uscente, il responsable della commissione giuridica Román Gómez Pontí ed il direttore esecutivo Óscar Grau.

Tutti i detenuti sono, al momento, sottoposti ad interrogatorio nel commissariato dei Mossos d’Esquadra di Les Corts.

Oltre agli arresti, gli agenti hanno eseguito il sequestro di una serie di documenti in possesso del club la cui natura non è stata rivelata, visto che le indagini, dopo varie proroghe da parte dell’Audiencia Provincial di Barcellona, risultano ancora sottoposte a segreto.

Immediata la reazione dei due candidati alla presidenza, Joan Laporta e Toni Freixa: l’ex presidente blaugrana, ricandidatosi, ha voluto esprimere il massimo rispetto per l’azione delle forze dell’ordine e dei magistrati; più dura la replica dell’avversario che ha voluto evidenziare la presenza di troppe persone che vorrebbero solo danneggiare il club.

Elio De Falco

In foto: Josep María Bartomeu, credits to: Cordon Press