Tutto è iniziato da questa estate, quella del Mondiale, arrivava a questa competizione dopo un EuroBasket, l’anno precedente, giocato benissimo con la maglia azzurra e anche trascinatore offensivamente in alcune occasioni.

Doveva essere ancora una volta una bella vetrina per Achille Polonara, un modo per farsi notare anche dal basket mondiale e non solo da quello europeo, invece gioca male, non riesce a sorprendere o far innamorare dei suoi tiri come l’estate precedente, risultando quasi, a detta di molti addetti ai lavori, un peso in campo.

L’Italia finisce ottava ai Mondiali e, sommerso di dubbi e critiche, inizia la stagione di Polonara, ritornando in Italia dopo 4 anni in giro per l’Europa, in maglia bianconera, la Virtus Bologna ha deciso di acquistarlo dallo Zalgiris Kaunas. Il campionato, per lui, non inizia nel migliore dei modi, il 9 ottobre la società bolognese comunica che dovrà sottoporsi ad un intervento chirurgico per la rimozione di una neoplasia testicolare. Passano, intanto, ben due mesi dalla sua ultima partita, Polonara torna in campo il 3 dicembre contro Tortona segnando 5 punti.

Da lì è un crescendo di buone prestazioni, gara dopo gara, minuto dopo minuto, si riprende il campo e inizia a zittire tutti coloro che lo avevano criticato, contro Pesaro torna ad andare in doppia cifra nel punteggio, sfiorando la doppia doppia, ma è lunedì contro Brindisi che si mette ancora una volta in mostra.

La Virtus vince in scioltezza sulla HappyCasa Brindisi 103-76, Polonara non è il miglior marcatore, non è neanche tra i primi 5 della squadra, bensì è il settimo, soli 7 punti, ma c’è ben altro nei suoi 24 minuti sul parquet, il giocatore con più alto minutaggio della squadra: prende 15 rimbalzi, di cui 12 difensivi, e si conquista così una valutazione di 24, la più alta di tutti i giocatori delle due squadre.

Ciò ci dimostra ancora una volta cosa nel basket sia davvero importante, forse non i punti segnati, quanto più quello che permette alla propria squadra di recuperare una palla, e Achille, proprio come il guerriero degli Achei che nella famosa guerra di Troia venne ucciso da un colpo di freccia scagliato nel tallone, unico suo punto debole, forse ha capito qual’è il suo “Tallone d’Achille”: i suoi momenti no, come quello che ha avuto in estate, ma, a differenza dell’Achille Acheo, ha anche compreso come superarli o nasconderli, invece di segnare un punto in più, preferisce aiutare la squadra.

Foto di Ciamillo Castoria