La Valtur Brindisi cade al PalaPentassuglia sotto i colpi della Fortitudo Bologna, ma il risultato finale racconta solo una parte della storia. La serata brindisina si chiude infatti con un doppio colpo durissimo: la perdita del terzo posto e, soprattutto, una frattura evidente con il proprio pubblico. Al termine della gara, la contestazione della tifoseria biancoazzurra è stata forte e rumorosa. A inasprire ulteriormente il clima ha contribuito anche un gesto discutibile di Copeland nei confronti della curva. Ma sarebbe riduttivo spiegare tutto con una singola sconfitta. Brindisi resta quarta in un campionato complesso come la Serie A2, e la delusione nasce da più lontano.

Perché Brindisi è una piazza che vive di pallacanestro, che si nutre di passione e appartenenza. Un ambiente che ha sempre sostenuto la squadra, anche nei momenti più difficili. Ma c’è un principio che non può venire meno: il rispetto. Ed è proprio questo che, nell’ultima uscita, è sembrato mancare da parte di alcuni protagonisti in campo. La rabbia del pubblico è figlia di una somma di fattori: il risultato negativo, le prestazioni opache dei due americani – chiamati a fare la differenza e troppo spesso invece controproducenti – le occasioni sprecate in stagione, tra cui il mancato sfruttamento di scenari favorevoli come il fallimento di Bergamo e le opportunità di mercato, fino alla perdita del podio in classifica. Tutto è esploso nel post-partita di domenica.

Sul parquet, la Fortitudo Bologna ha offerto una prova solida e ben preparata. La squadra di coach Caja ha imposto ritmo, aggressività e grande attenzione difensiva, accompagnate da una fluida circolazione di palla in attacco. Decisivo il primo tempo, in cui gli ospiti hanno colpito con un ottimo 45% da tre punti, indirizzando la gara fin dalle prime battute. Brindisi, al contrario, ha inseguito sin dall’inizio. I sette palloni persi nei primi venti minuti e i 49 punti concessi raccontano di una squadra fragile, incapace di contenere l’urto avversario. In attacco, ancora una volta, si è vista una manovra troppo dipendente dalle iniziative individuali, senza un vero leader in grado di prendersi responsabilità nei momenti chiave.

Ora lo sguardo si sposta inevitabilmente sul mercato. La società del presidente Marino è pronta a intervenire per inserire un profilo capace di spostare gli equilibri in vista dei playoff. Sotto osservazione finiscono proprio i due statunitensi. Francis è il principale indiziato a lasciare la Puglia: nelle ultime cinque gare ha tirato con un preoccupante 7/34 dall’arco, partendo stabilmente dalla panchina e senza mai trovare continuità. Numeri che pesano e che ne mettono in discussione la permanenza. Anche Copeland, però, non è al sicuro: 12/35 da tre e ben 16 palle perse nelle ultime cinque uscite sono cifre che non possono passare inosservate. Entrambi, teoricamente specialisti del tiro dalla lunga distanza, stanno invece faticando proprio nel fondamentale che dovrebbe essere il loro marchio di fabbrica. Il tempo, però, stringe. Alla fine della regular season mancano soltanto due partite: la trasferta di Pistoia e l’ultima sfida casalinga contro Ruvo di Puglia. Poi sarà playoff.

Se Brindisi vuole davvero recitare un ruolo da protagonista, dovrà ritrovare in fretta identità, equilibrio e connessione con il proprio pubblico. E, se necessario, intervenire subito sul mercato: chi arriverà dovrà avere il tempo di inserirsi, capire il gruppo e portare quel valore aggiunto che finora è mancato. Perché la stagione non è finita, ma da qui in avanti non sono più ammessi passi falsi.