Per il Panathinaikos, il duello col Fenerbahçe, dopo le tre vittorie consecutive ottenute su Asvel, Paris e Maccabi, ha significato il primo vero e proprio banco di prova di una stagione alla quale Atene si presenta con un roster altamente rafforzato, a partire dal ritorno di Željko Obradović al timone di una compagine che come scopo minimo della stagione ha strappare il titolo di campione d’Europa e di Grecia agli arcirivali dell’Olympiacos.

Per raggiungere l’obiettivo, la prima tappa intermedia, con tutto il rispetto per gli avversari precedentemente incontrati, è stata superata inviando un segnale preciso al resto delle squadre che ambiscono a vincere l’Eurolega. Una prova difensiva superlativa è stato il marchio di fabbrica col quale il Panathinaikos ha imposto forte e chiaro le proprie condizioni a un Fenerbahçe che, malgrado le proprie qualità, è rimasto in partita praticamente solo un quarto (92:74).

In una OAKA arena ribollente, anche per via della presenza di due ex di lusso, il presidente di Euroleague Dejan Bodiroga sugli spalti e Šarūnas Jasikevičius sulla panchina degli ospiti, Željko Obradović ha tenuto un vero e proprio corso di difesa. Pressione sulla palla, occlusione delle linee di passaggio, e una manovra impeccabile in transizione ha permesso ad Atene di impedire al Fenerbahçe di realizzare i propri piani realizzativi soprattutto sulla metà campo.

Prossimo esame a Belgrado

Oltre all’atteggiamento di squadra, a permettere tale prestazione è stato un trio di giocatori, composto da Sylvain Francisco, Matthias Lessort e Nigel Hayes-Davis, sui quali l’allenatore maggiormente vincente d’Europa ha fatto affidamento per conferire al Panathinaikos quel senso di supremazia sul terreno di gioco che, de facto, ha chiuso la partita andando all’ultimo intervallo con un vantaggio di dodici lunghezze.

Certamente, per Atene non mancano aspetti da rivedere, come una presenza a rimbalzo nella quale i padroni di casa hanno concesso agli ospiti qualche seconda occasione di troppo, che tuttavia non è stata capitalizzata anche grazie alla rapida ricomposizione difensiva di una squadra che, coerentemente con la filosofia di Željko Obradović, le partite e i campionati vuole vincerli partendo giustamente da dietro.

Per il Panathinaikos, la seconda grande prova è all’orizzonte. Nella prossima giornata, Atene è infatti chiamata a una trasferta delicata a Belgrado contro un Partizan che ha mostrato grande solidità nelle prime tre partite di Eurolega. L’incontro segnerà anche un inevitabilmente emotivo ritorno di Željko Obradović dinanzi al pubblico dal quale lo stratega di Čačak si è congedato un anno fa, aprendo la strada all’arrivo di Joan Peñarroya.

Matteo Cazzulani

Photo Credits: Euroleague