Il presidente FIP Gianni Petrucci è stato intervistato da Marco Evangelisti de Il Corriere dello Sport ed ha parlato anche del CT dell’Italbasket Gianmarco Pozzecco:

“Pensavo fosse il ct ideale. Lo sta dimostrando. Soprattutto per l’entusiasmo che ha portato. Vado in giro con lui e mi rendo conto che nessun altro allenatore italiano gode della sua popolarità. Una federazione deve perseguire sia il risultato sportivo sia la crescita dell’immagine. Per quanto riguarda i risultati direi sin quì bene: siamo al Mondiale, abbiamo battuto la Spagna dopo otto anni. È significativo che Pozzecco sia stato richiesto da club stranieri importanti”.

Vede il Poz più come un personaggio, un gestore di personaggi o semplicemente un bravo tecnico? .

Vorrei che si guardassero attentamente gli allenamenti che dirige. Nel basket come nel calcio ci sono tecnici convinti di essere professori. Pozzecco è un allenatore bravo, concreto. Si sa far ascoltare e sa quando piazzare una frase che distende l’atmosfera. Non voglio fenomeni, i fenomeni mi fanno paura. I giovani visti contro la Spagna sono potenzialmente da NBA, dove non è che ci siano solo “mostri”. Ma poi il Poz sta cambiando l’atteggiamento dei giocatori nei confronti della Nazionale. Lo leggo nei messaggi che mi arrivano dai convocati, carichi di eccitazione. Niente più bocche storte e questo è merito anche suo. Andiamo avanti senza esaltarci. Il basket è difficile il terzo sport più seguito al mondo dopo il calcio ed il cricket, che fa storia a sè per via dell’India. Nessuno si aspettava l’Argentina fuori dal Mondiale”.