SCAFATI 8: Tirare con il 60% dal campo in una finale, contro questi avversari, è cosa da pochi. Quando Cantù tenta l’allungo replica a stretto giro, poi esonda soprattutto con l’intensità difensiva da cui trae le energie per infliggere il KO tecnico. Si assopisce un po’ troppo presto, ma trova nei suoi leader le giocate che ricacciano indietro il tentativo disperato di rimonta canturino.

COMPATTA

MOBIO 6.5: Sostanza ed energia in uscita dalla panchina, rende la vita difficile a chiunque transiti dalle sue parti. Quando si trova ad attaccare, poi, lo fa con efficacia, concedendosi anche un accenno di “Papaveri e Papere” all’indirizzo di Nikolic.

SOLIDO

DANIEL 5.5: Ok, 9 punti con anche un canestro che definire difficile sarebbe riduttivo. La sua presenza si nota ad intermittenza ed è in campo nei momenti migliori degli avversari. Se poi ci aggiungiamo le 7 palle perse, capiamo che non è stata una serata delle sue.

SCIVOLOSO

PARRAVICINI 6.5: Offensivamente apporta poco (3 pt), ma il suo impatto difensivo ed emotivo sulla gara è di quelli che spostano l’ago della bilancia. Sarà il clima torrido, ma il numero 10 svolazza attorno al portatore di palla come una zanzara particolarmente molesta e non ci sono zampironi che tengano.

PUNGENTE

DE LAURENTIIS 7: Ma veda – direbbe un suo omonimo – si fa presto a dire 100% dal campo. Lui lo fa prendendosi quei tiri che servono. Ci mette anche la tripla piazzata ed è fondamentale sia nei movimenti offensivi che negli aiuti difensivi. Fa esattamente quel che serve, nella misura in cui serve. Come il sale nelle ricette di cucina.

QB

CLARKE 5: Serata decisamente storta per l’ex San Severo. Il canestro gli dice di no più volte della bella della classe ai tempi del liceo. Stavolta hanno rimediato i compagni, ma da lui ci si aspetta ben altro livello di prestazione.

2 DI PICCHE

ROSSATO 7.5: Una ne pensa, cento ne fa. Ci mette un po’ a carburare, stavolta, ma quando il motore è a pieni giri sciorina basket e fa sembrare Vitali un direttore Skinner qualsiasi che tenta infruttuosamente di controllarne l’esuberanza.

BART SIMPSON

COURNOOH 7.5: Scafati è in difficoltà? Lui c’è. È il momento di affondare la zampata? Lui c’è. Cantù rientra pericolosamente fino al -7? Lui c’è. Talmente presente che sembra di sentire il tormentone dell’estate nella radio a tutte le ore, in tutte le stazioni, su tutte le piattaforme possibili. Nikolic prova a spegnere la radio calando la mannaia, rimedia solo l’antisportivo.

H24

MONALDI 8: Se qualcuno si fosse chiesto perchè Steph Curry non ha praticamente giocato il quarto periodo contro Boston, sappia che doveva giocare al PalaMangano stasera. 5/8 da 3, regia pulita e Cantù alza bandiera bianca. Vince il duello tra ex Napoli con Vitali. Ah giusto, porta anche la 30. Coincidenze?

SPLASH BROTHER

CUCCI 5.5: Non è in serata e si vede, molto meno intraprendente, lascia la scena agli esterni che sono caldi. Partita storta, ma verrà il suo turno anche in questa serie.

GRIGIO

 

IKANGI 7: Cambia su tutti, esterni, lunghi, arbitri, giornalisti e pure qualche falena sfaccendata che passava attratta dalla luce. Al tiro è preciso, pur non attaccando il ferro come potrebbe per i suoi mezzi atletici, ma esegue gli ordini alla perfezione e ne raccoglie i frutti.

LIGIO

 

COACH ROSSI 8: Sul piano del gioco la sua Scafati surclassa l’avversario. Alterna quintetti molto diversi a seconda del momento della gara e riesce sempre ad azzeccare la mossa tattica che cambia le carte in tavola. In conferenza stampa, nonostante potesse bearsi del successo, liquida le cose buone fatte in due parole e si sofferma con esigenza sugli errori commessi.

MARTELLO

 

CANTÙ 5: Non basta un primo quarto chiuso davanti, arriva troppo tardi il tentativo di rimonta. Come segnala Sodini, i suoi perdono tutti i duelli individuali e crolla sotto i colpi dell’avversario perdendo anche la testa (Nikolic e Stefanelli) in certi frangenti.

AVULSA

STEFANELLI 4.5: Riesce a farsi notare solo per una protesta di troppo che gli vale il fallo tecnico, dopodichè si eclissa e vagabonda per il parquet cercando il proprio posto nella partita come Totò e Peppino a Milano.

NOIO VULEVAM SAVUAR…

BRYANT 7: Unico vivo dei suoi, attacca spesso il ferro sfruttando il proprio atletismo, anche se, a volte, paga lo scotto andandosi ad imbottigliare nella difesa avversaria.

VOLENTEROSO

NIKOLIC 5.5: La prestazione in sè non dispiace, ma commette l’ingenuità del fallo antisportivo e progressivamente perde impatto.

OPACO

DA ROS 5.5: Si fa sentire a rimbalzo e gioca una gara da collante, manca però la zampata del giocatore di categoria superiore.

SPARAGNINO

BUCARELLI 5.5: Aggiusta la sua gara quando i buoi sono abbondantemente scappati, per il resto perde nettamente il duello quando si trova accoppiato con Monaldi. In Spagna commenterebbero con un serafico “alla buon’ora” che veniva dedicato alla Guardia Civil per il perenne arrivare sul posto quando non c’era più niente da fare. Valga il soprannome.

MANGAS VERDES

VITALI 5.5: Nella prima parte di gara prova a dialogare con Cusin e trova anche il canestro dall’arco, poi si trova, lui che tiratore non è, costretto a prendersi troppe volte la responsabilità (2/7). Con il passare dei minuti il suo rendimento risente della fatica, poi in difesa Rossato lo fa sedere per terra prima di piazzare la tripla dal palleggio.

ESAUSTO

CUSIN 5: Se non prende lui i rimbalzi, chi dovrebbe farlo? Parte anche bene,m a finisce la gara fluttuando senza precisi scopi nel pitturato avversario.

IMPALPABILE

BAYEHE 5.5: Si prende la scena quando la difesa scafatese dimentica il suo taglio profondo, per la gioia dei fotografi presenti al PalaMangano. Anche lui, però, viene via via reso innocuo dai dirimpettai.

SMORZATO

ALLEN 4: Spettatore non pagante e pure abbastanza fastidioso, visto l’1/10 che fattura dal campo. La serata è di quelle storte e nell’immediato post partita Sodini lo punzecchia velatamente in conferenza stampa. Forse per provocare una reazione che gli permetta di capire dove si sia cacciato quello vero.

CHI L’HA VISTO

SEVERINI 5.5: Due triple a referto, poi si nasconde e si autoesclude dalla partita.

EFFIMERO

 

SODINI 5.5: Prova ancora la zona che gli aveva permesso di prevalere in Coppa Italia, ma stavolta il materiale tecnico a sua disposizione non risponde. Nei time out cerca di aumentare il battito dei suoi ma l’opera di defibrillazione fa effetto troppo tardi. In conferenza stampa, poi, è tagliente sulla prestazione dei suoi, senza accampare scuse.

ONESTO.

 

Elio De Falco