VARESE 6

Meriterebbe un 2, impreparato, per come gioca i primi 20 minuti, squadra frenetica e pasticciona in attacco, soporífera in difesa. L’espulsione di Gentile innesca una reazione da 10 che si spegne solo nell’overtime, dopo aver rimontato 19 punti. Egbunu è tornato e sfiora la tripla doppia con i falli subiti.

La domanda da porsi, visti anche i precedenti, è “E se non fosse la squadra di AleGent?”

Ai posteri l’ardua sentenza.

A DUE FACCE.

 

KELL 6: Sparacchia al tiro, ma entra nel momento in cui Varese rivolta la partita come un calzino. Sfrutta parecchio il mismatch con Marini, causando continui grattacapi alla difesa di Sacripanti, ma viene meno nel momento più importante.

CHIAROSCURO

GENTILE 3: L’espulsione per doppio tecnico è solo la ciliegina sulla torta di una partita in cui è una zavorra per i compagni. Torna l’AleGent accentratore, quello che si prende tutti i tiri che può per ergersi a Salvatore della Patria, ma questo atteggiamento toglie ritmo ai compagni.

Le proteste, il muso duro con gli arbitri ed i nervi che saltano certificano che Ale, stasera, ha ceduto al suo Lato Oscuro della Forza.

DANNOSO

BEANE 7,5: Uno di quelli che ci credono anche quando il punteggio sembra impietoso. Ci pensa lui a riaccendere Masnago ed a crederci anche quando gli sforzi non venivano ripagati dal fondo della retina. Mastinaccio su Rich nel secondo tempo, si spende fino a quando i crampi lo costringono a lasciare il campo.

INDOMABILE

SOROKAS 5,5: Fa sentire la propria presenza a rimbalzo con l’atletismo che lo contraddistingue, ma non si prende responsabilità (solo 1/4 dal campo). Prova l’azione spettacolare ma viene cancellato da uno Zerini in stile Olajuwon.

BELLO A METÀ

DE NICOLAO 7: Ok, solo 3 punti a referto, ma se Varese riapre una partita su cui già scorrevano i titoli di coda, gran parte del merito è suo. Eroico nell’allungare la difesa, attaccato all’avversario come la famosa “carogna” del personaggio comico interpretato da Luca Bizzarri, il fallo sulla transizione di Rich ed i tiri sbagliati nell’overtime sono figli della benzina finita.

MOHICANO

EGBUNU 7,5: Se guardassimo solo a punti, rimbalzi e falli subiti, meriterebbe 9 per la prestazione gigantesca che mette in scena sul parquet di Masnago. Ma tanto grande è la sua gara, quanto esteso è il neo che la macchia: 5/13 ai liberi è una leggerezza che condanna l’Openjobmetis. Quando la palla è in movimento, però, è immenso, doppia doppia grassa e tripla doppia quasi arrivata grazie ai falli sistematici su di lui.

COLOSSO

FERRERO 6: 10’ in campo in cui si spende soprattutto in cose utili che non entrano nelle statistiche, dà fiato alle rotazioni accorciate dopo l’espulsione di Gentile.

SOLDATINO

JONES 6,5: Uno dei pochi sufficienti all’inizio, macchia la sua doppia doppia con troppi errori, qualcuno anche banale, al tiro (2/9 da 2), ma è protagonista nel 13-0 di parziale che riapre tutto.

DI SOSTANZA

KEENE 5: Qualche lampo, poco più, nel mezzo di una serie di errori. Prova a sfruttare la propria velocità, ma fatica ancora a trovare intesa con i compagni. Peggiore per plus/minus, resta ancora avulso dal contesto in cui si dovrebbe inserire.

ALIENATO.

VERTEMATI 6,5

Trovatevi voi a gestire una situazione in cui il vostro miglior giocatore, quello intorno al quale è stata costruita la squadra, si fa espellere come un rookie qualsiasi e siete sotto di quasi 20 punti contro una delle squadre del momento.

Zona e difesa lunga, il mantra del tecnico di Cornaredo; l’attacco fatica, ma riesce a rintuzzare poco a poco fino allo showtime che regala anche uno dei rari momenti in cui i biancorossi mettono il naso avanti.

Intanto l’ex assistente di Trinchieri prende appunti, soprattutto con vista al futuro più prossimo.

 

NAPOLI 7.

Se si fossero giocati soltanto 25 minuti, sarebbe stata una prestazione quasi perfetta. Vero, subisce 41 punti nel primo quarto, ma è una gara in cui i possessi durano quanto un battito di ciglia e gli azzurri ne mettono a referto 56, roba che si vede dall’altro lato dell’Oceano, con 2 minuti in più da giocare per quarto.

Il 7 pieno lo merita per la gestione dell’overtime, quando sale in cattedra il Professor Jason Rich ad insegnare pallacanestro ed a riscattare un quarto periodo pessimo.

Ora Pesaro e le Final Eight sono ad un soffio dalla punta delle dita, dopo la quinta vittoria consecutiva. Solo la Carpisa di Lynn Greer (6 successi) ha fatto meglio.

IN VOLO

ZERINI 8,5

Un americano, uno di quelli buoni. 16 punti, 10 rimbalzi, 3 stoppate, 3/3 dall’arco, il duello con Egbunu retto alla pari. Siamo sicuri che sia nato a Firenze e non in una Florence degli USA? Chiediamo per un amico.

MADE IN USA

MC DUFFIE 7

Partita un po’ in sordina per l’ex Piacenza che fatica contro Jones e trova punti e rimbalzi nelle pieghe di una gara tutt’altro che appariscente. Alla fine il tabellino recita 13 punti ed 8 rimbalzi, tutti senza che il pubblico di Masnago si fosse accorto della sua presenza. Ma la pinna esce fuori ogni volta che la preda non se l’aspetta.

LO SQUALO

PARGO 5: Un canestro capolavoro, una tabellata, qualche bella intuizione, ma poco più. L’ex Maccabi resta lontano parente del giocatore dominante che può essere, ancora difficili da smaltire i carichi di lavoro della preparazione. Si prende 14 tiri, qualcuno anche con poco criterio, ne segna soltanto 2 per un -4 di valutazione totale. Come Godot, aspettiamo di vederlo al massimo del suo splendore.

IN RODAGGIO

VELICKA 5,5

Serata no del lituano, troppo timido nello sfruttare il vantaggio fisico rispetto ai 175cm di Keene, spesso poco dentro i giochi disegnati da Sacripanti. Alla sua età è normale avere un briciolo di discontinuità, ne uscirà come sa.

PULCINO

LYNCH 6,5

Progressi confortanti, appaiono le prime stoppate marchio di fabbrica, anche se le statistiche ne segnano solo 2. Atletismo, gancetto galeotto, ma anche qualche errore di esuberanza che lo porta anzitempo fuori dalla partita.

BULLDOZER

PARKS 5,5

Dopo tanti alti, ci può stare una partita meno brillante. Limitato presto dai falli, stavolta esce dalla gara e si fa vedere solo a sprazzi. 6 punti, 6 rimbalzi, ma anche meno reattività difensiva. Esce per raggiunto limite di falli per un tecnico che poteva risparmiarsi.

OPACO

MARINI 7

La strigliata di Sacripanti dopo la gara con Cremona è servita, l’esterno abruzzese approccia i minuti che gli concede il tecnico con il piglio giusto e non fa rimpiangere i problemi di falli di Parks. Migliore per plus/minus (+24!), si spende anche in difesa nonostante provino a sfruttarne la mancanza di tonnellaggio fisico.

SUL PEZZO

UGLIETTI SV

Appena un minuto per il capitano, poi esce per problemi fisici. Si fa notare per l’assist a Lynch dopo aver preso da manuale la linea di fondo.

SFORTUNATO

LOMBARDI 6,5

Entra a dare manforte quando Lynch è in difficoltà, dopo una gara in cui contribuisce a far saltare i nervi a Gentile non concedendogli nulla in post basso. Porta acqua al mulino azzurro anche contro la soverchiante fisicità di Egbunu. Metteteci anche un 2/3 dall’arco che non guasta.

ROCCIOSO

RICH 8,5

Il Professor Jason Rich si era segnato la gara di stasera dopo il mancato nullaosta della scorsa stagione. Parte con un 6/6 dal campo, a fine gara scrive 31, patisce un po’ la freschezza di Beane, messo su di lui come un Whelsh Corgi, ma nel momento più importante riprende in mano la squadra e chiude la partita con una tripla di talento cristallino.

IN CATTEDRA

SACRIPANTI 7

Quando gioca, la sua GeVi è una bellezza per gli occhi. Fluida, plastica, a tratti anche irriverente. Quando la gara diventa brutta e cattiva, con i fantasmi di Brescia e Reggio Emilia che aleggiano su Masnago, ha il coraggio di abbassare il quintetto contro Egbunu ed il parquet, come spesso accade, gli dà ragione.

Puntare poi su Rich è una scommessa vinta contro buona parte della piazza che ne invocava il taglio. Solo per questo, meriterebbe un rispettoso silenzio da chi gli aveva anche dato del nostalgico. Del resto, anche con Ragland, ai tempi di Avellino, la sua scelta fu salutata da fischi che ben presto si tramutarono in applausi.

PROFETA

 

Elio De Falco