Si avvicina Natale, tradizionalmente tempo di primi bilanci nella stagione Nba, soprattutto quest’anno con la novità del play-in tournament appena concluso e vinto dai Lakers. Vediamo quindi come si sta delineando la situazione nel campionato di basket americano.
CERTEZZE A EST
Per quanto visto in questi primi mesi di stagione, nelle due conference si stanno delineando delle situazioni diametralmente opposte. A est le forze sembrano simili a quelle viste negli scorsi anni. Abbiamo i Boston Celtics in vetta, a giocarsela con le inseguitrici Milwaukee Bucks e Philadelphia 76ers. Certo, la franchigia del Wisconsin deve ancora “limare”, fra le diverse assenze, la convivenza del formidabile duo composto da Giannis e Lillard, ma anche alle spalle troviamo pochi cambiamenti rispetto alle stagioni passate con Miami, Cleveland, New York che si giocano il resto della parte alta del tabellone insieme alle uniche due novità, gli Orlando Magic e gli Indiana Pacers, che comunque nell’ottica (ancora lontana) dei playoff non sembrano attrezzate per impensierire più di tanto le altre contenders.
INCERTEZZA A OVEST
A ovest, invece tutto cambia: davanti a tutti troviamo attualmente Minnesota Timberwolves e Oklahoma City Thunder, squadre di livello ma che certo in pochi, a inizio stagione, avrebbero pensato potessero collocarsi così in alto a dicembre: la domanda che i tifosi delle due franchigie si fanno è se saranno capaci di mantenere questo andamento fino alla post-season per provare a sorprendere tutti. Alle loro spalle i Dallas Mavericks sono sulla buona strada per riscattare il flop dell’ultima annata, mentre i più “costanti” restano i campioni in carica dei Denver Nuggets in quarta posizione. In attesa, ovviamente, di vedere anche se con il rientro dalla squalifica di Ja Morant anche i Grizzlies, attualmente lontani, riusciranno a riguadagnare terreno, insieme a Warriors e Suns decisamente distanti dalle posizioni nobili della classifica. Tante le incognite da chiarire nei prossimi mesi.
SAN ANTONIO E DETROIT, COS’ALTRO SERVE?
La stagione è ancora lunga e si può raddrizzare, i giovani devono aver tempo per crescere e dimostrare il loro livello, nessuno aveva delle grandi aspettative su queste due squadre. Tutto verissimo, ma se il buongiorno si vede dal mattino, anche quest’anno i San Antonio Spurs e i Detroit Pistons non solo non si avvicineranno minimamente ai playoff, ma resteranno in fondo alle due conference, esattamente come un anno fa. E sì che il Draft, negli ultimi anni, ha offerto a entrambe la possibilità di svoltare con decisione il proprio destino, “regalando” a ognuna una prima scelta. I Pistons nel 2021 hanno messo le mani su Cade Cunningham (che però l’anno scorso è stato a lungo ai box per infortunio), gli Spurs l’ultima estate hanno accolto il gioiellino francese Victor Wembenyama. E parliamo solo delle scelte più “prestigiose”, perché comunque dalla lottery entrambe hanno tirato fuori nelle ultime stagioni altri nomi interessanti come quelli di Ausar Thompson, Jaden Ivey, Jeremy Sochan: niente è bastato finora a ridare lustro a due franchigie che hanno fatto la storia di questo sport, e che ora invece arrancano nei bassifondi della lega.
Nell’immagine Shai Gilgeous-Alexander