Luigi Datome e Kyle Hines nella finale di Supercoppa/Foto Ciamillo-Castoria

di Andrea Ranieri 

Ormai ci siamo, domani è il giorno della tanto attesa sfida tra Virtus Bologna e Olimpia Milano, le due regine designate della nuova Legabasket. L’hype intorno alla gara delle 17:15 è confermato anche dalla diretta nazionale in chiaro su Rai Due, un evento importante per la nostra pallacanestro, un possibile punto di partenza per il viaggio di ritorno verso quel prestigio che le spetta per storia e tradizione. Ormai noto che nelle file della Virtus dovrebbe essere anche il giorno dell’esordio di Marco Belinelli, concentriamoci sulla situazione in casa Olimpia Milano.

L’unica assenza certa è quella di Vladimir Micov, positivo al coronavirus da una settimana, così come il primo assistente di Ettore Messina, Tom Bialaszewski. Per il resto, le regole sul numero di italiani presenti a referto imporranno, rispetto all’ultima gara europea contro il Baskonia, il rientro nei dodici di Riccardo Moraschini e Davide Moretti, con conseguente esclusione di due ulteriori stranieri oltre all’ala serba. Data quest’assenza, uno dei due esclusi sarà indubbiamente un lungo, con Kaleb Tarczewski principale indiziato, in quanto difficilmente Messina farà a meno di Kyle Hines in un impegno tanto importante. Allo stesso modo è improbabile che il nativo di Catania si privi di uno tra Sergio Rodriguez e Malcolm Delaney, dovendo lasciare fuori probabilmente una guardia. Qui a rischiare di più è sicuramente Michael Roll, considerata l’importanza all’interno del sistema milanese di Kevin Punter. I dubbi saranno comunque definitivamente sciolti solo nell’imminenza della palla a due.

Il totale dei (moltissimi) precedenti ufficiali dice 102-73 per l’Olimpia, che però è sotto 52-35 in terra bolognese. L’ultimo confronto diretto è stata la finalissima della Supercoppa Italiana, vinta per 75-68 dalla squadra meneghina, anche grazie a una serie di canestri pesanti di Luigi Datome nei minuti finali, dopo una gara quasi sempre condotta dai biancorossi, ma senza mai allungare definitivamente sul team di Sasha Djordjevic.

Moltissimi anche gli ex e gli incroci della gara. Da parte milanese, Kevin Punter ha giocato alla Virtus nel 2018/2019, vincendo la Basketball Champions League e il titolo di MVP delle Final Four. Riccardo Moraschini proprio nei ranghi delle giovanili bolognesi è cresciuto, lui che è nato nella non lontana Cento. Sul fronte Virtus, Awudu Abass ha trascorso due anni a Milano tra il 2016 e il 2018, vincendo due Supercoppe, una Coppa Italia e uno Scudetto. Sasha Djordjevic ha giocato a Milano nel biennio 1992-1994, vincendo una Coppa Korac, e di nuovo nel 2005, la stagione del ritiro. Nel 2005/2006 subentrò poi a Lino Lardo come allenatore e proseguì anche per la stagione successiva. Milos Teodosic al CSKA è stato allenato da Ettore Messina e ha giocato insieme a Kyle Hines. Marco Belinelli esordì in Serie A nel 2002 proprio sotto la guida dello stesso Messina, che ha avuto anche come assistente nella sua prima avventura (2013-2015) ai San Antonio Spurs.

Alcune statistiche possono ben introdurre talune chiavi tattiche generali dal punto di vista milanese. L’Olimpia, infatti, detiene tanto il miglior attacco (89.5 punti segnati) quanto la miglior difesa del campionato (71.7 punti subiti). Su una quantità e una distribuzione dei tiri dal campo praticamente identica (732 tiri tentati per Milano, 731 per la Virtus), Milano tira meglio da tre punti (44%), mentre la Virtus è più precisa nei pressi del ferro (55% contro il 51%. biancorosso). Cifre che ci dicono che la chiave per Milano starà nella capacità di contenere la fisicità bolognese nel gioco interno, tanto nelle situazioni di post-up quanto in quelle di pick and roll, dove la pressione su giocatori fantasiosi come Milos Teodosic o Josh Adams sarà fondamentale per non permettere loro di vedere comode linee di passaggio o creare comodi vantaggi dal palleggio. Bologna è squadra che difende molto bene a metà campo, mentre fatica decisamente di più in transizione difensiva, ancor più con l’assenza di Alessandro Pajola. E allora correre il campo da palle recuperate e rimbalzi può essere vitale per Milano, molto dinamica anche nel reparto lunghi, dove Zach Leday e Kyle Hines possono partire in palleggio in prima persona, tagliando quindi i tempi dell’apertura al playmaker.

Una gara molto equilibrata sulla carta, in cui i dettagli faranno la differenza. A differenza del confronto di settembre, quando due difese molto aggressive prevalsero sugli attacchi, lo stato di avanzamento della stagione permette di immaginare una gara a punteggio più alto. La cosa certa è che entrambe le formazioni vorranno lanciarsi un segnale reciproco, perché, nonostante le sorprese come Brindisi, da questo scontro a lungo termine uscirà probabilmente la prossima regina del basket italiano. E Milano ha il dovere di bramare quella corona.