One more, ne manca una, questo fu il grido di battaglia della Segafredo dopo la splendida vittoria ottenuta sul campo di Valencia ottenendo il pass per la finale di Eurocup, da cui poi la Virtus, vincendo, vide finalmente aperta la porta del sogno europeo dei grandi.

One more è tornato di moda nelle ultime ore, dopo la splendida e roboante vittoria in gara sei alla Segafredo Arena, davanti ad un pubblico festante che ha accompagnato i ragazzi di coach Scariolo a conquistare la possibilità di giocare una gara sette che vale lo scudetto 2023.

One more significa ancora una, una sola vittoria da uno scudetto che potrebbe rendere una stagione discreta in una stagione ottima, dopo il successo in Supercoppa, la finale di Coppa Italia (che probabilmente è stata il punto nero della stagione, occasione davvero gettata alle ortiche dai bianconeri) ed una prima partecipazione all’Eurolega che ha visto la Virtus ben figurare fintanto che gli infortuni sono diventati un fardello troppo pesante per una squadra esordiente alla massima competizione europea.

E siamo ad oggi, un campionato giocato sempre ai vertici, nonostante gli infortuni, ed alcune scelte estive del roster, che probabilmente non erano quelle inizialmente previste e concordate, hanno comunque portato la Segafredo a giocare questa finale contro Milano.

Arrivandoci dopo aver scialacquato un primo posto ed un vantaggio in classifica che sembrava ormai certo, a causa di alcune inopinate sconfitte come quella con Treviso, hanno portato i bianconeri ad un secondo posto in regular season, che oggi, visto l’andamento di questa finale in cui il fattore campo è sempre stato determinante, potrebbe fare la differenza.

Ognuno può fare le proprie considerazioni, ma rimane il fatto che in questi casi non esiste mai la controprova, lo scorso anno e quello ancora prima, tale fattore era stato del tutto ininfluente, tanto per citare due esempi recenti. In più, ad oggi, giocare una gara secca sul tre pari, potrebbe anche non essere scontato il vantaggio di avere a proprio favore il fattore campo, la pressione in una gara sette sale parecchio, specialmente per chi deve confermare per l’ultima volta il piccolo vantaggio del giocare sul proprio campo di casa.

Le due squadre arrivano piuttosto stanche a questo epilogo finale, ultima gara di una stagione durissima, dove entrambe hanno dovuto pagare un dazio notevole alla sfortuna, con tantissimi infortuni anche gravi, brave entrambe a sopperire in mille modi, seppur l’Olimpia abbia usufruito di innesti durante la stagione che ne hanno facilitato il compito a differenza della Virtus che ha fatto quadrato ed è rimasta con gli stessi uomini che si erano ritrovati all’Arcoveggio l’estate scorsa.

E’ davvero difficile prevedere chi potrà subire maggiormente l’effetto di un calo fisico a causa dei tanti impegni e delle ultime battaglie di queste sei gare giocate ad altissimo ritmo in così pochi giorni, di fatto stasera si andrà in campo con le ultime energie, per provare a conquistare l’ultimo trofeo di stagione, sicuramente un’ancora di salvezza per l’EA7 che mai come quest’anno, ha completamente fallito ogni appuntamento, risultando assente dalle due finali di Supercoppa e Coppa Italia, e avendo malamente disatteso l’obiettivo primario, quello di centrare almeno i playoff di Eurolega. Infatti a Milano si stanno già muovendo per assicurarsi giocatori di grande valore come Mirotic attualmente al Barcellona, e di un altro grande nome che ben presto verrà svelato, per riprovare già dal prossimo anno ad arrivare nell’elitè del basket europeo, prima che i parametri del fair play finanziario, arrivino a calmierare gli investimenti faraonici sinora messi in atto dalla proprietà meneghina.

Chi vincerà questa sera festeggerà, e probabilmente tirerà un sospiro di sollievo se a farlo sarà Milano, soprattutto coach Messina che al momento non può certo gioire per questa stagione, non avendo nemmeno l’alibi credibile degli infortuni, visti i giocatori che sono arrivati a sopperire quelli infortunati (alcuni rilasciati dopo l’Eurolega e altri lasciati in tribuna).

Se a vincere, a questo punto contro ogni pronostico, saranno gli uomini di coach Scariolo, potranno davvero fare una grande festa, sovvertire un risultato che ad oggi pende a favore degli avversari e farlo conquistando un titolo in casa d’altri, avrebbe un sapore piuttosto dolce, facendo tornare alla mente dei vecchi tifosi, quella stella conquistata proprio contro Milano da coach Bucchi ed i suoi fidati ragazzi. Perchè anche in questo caso, ognuno può pensarla come crede, ma la differenza fra le due squadre è evidente, budget decisamente più alto quello dell’Olimpia, ambizioni dichiarate in partenza più prestigiose quelle dell’Armani, primo posto in classifica a fine regular season, dati oggettivi, non chiacchiere.

Quella di stasera si preannuncia come una gara estremamente difficile e carica di grande tensione, anche per la terna arbitrale non sarà un compito facile, suona piuttosto singolare la designazione di un arbitro bolognese per questa partita, forse tale scelta sarebbe stato meglio evitarla, visto che in questa finale ne aveva già dirette due, ma evidentemente chi lo ha deciso, si sente tranquillo che il fischietto Lanzarini, non deluderà la scelta, fra l’altro come primo arbitro. Onde evitare qualsiasi polemica o sospetto, chi scrive avrebbe scelto in altra direzione.

Ultima nota, davvero divertente la mirandola di notizie gossip che si sono scatenate durante queste finali scudetto, sempre facendo riferimento ad una sola società, notizie di giocatori ormai firmati da altre squadre con Monaco intenta a far razzia in casa bianconera, coach in bilico prima fra Madrid e Toronto, poi ancora Madrid, ed oggi chissà, clamorosi ridimensionamenti, vista anche la rinuncia nel ciclismo che qualcuno poco informato, ha pensato fosse dovuta ad una riduzione drastica di investimento nel mondo dello sport da parte del gruppo italiano, quando invece il problema è più legato al fatto, che al momento non esistono atleti nazionali di vertice nel mondo delle due ruote, fattore estremamente importante per il gruppo Segafredo, che non ha più avuto un grande testimonial nostrano per il proprio marchio, dopo Vincenzo Nibali.

Palla a due alle ore 20,30, agli ordini dei Signori Lanzarini, Mazzoni e Bartoli, trasmessa in televisione dai canali Eurosport 1, Eleven Sports e Nove, mentre la radiocronaca sarà a cura di Radio Nettuno Bologna Uno, grazie all’immancabile voce di Dario Ronzulli.