di Elio De Falco
Heurtel: Real ho perso l’aereo, mi sono smarrito ad Istambul.
La paradossale storia del playmaker transalpino riaccende le antiche ruggini tra gli eterni rivali.
Da Luis Enrique a Luis Figo che fu ricevuto al Camp Nou con una testa di maiale lanciata dagli spalti, la rivalità tra Real Madrid e Barcellona ha vissuto tanti episodi controversi. Questo, però, supera ogni immaginazione comica o tragica.
LA VICENDA
Ma partiamo da quelle che, in Storia, sarebbero le cause remote:
Il Draft 2020 dell’NBA ha portato una novità in casa Real Madrid: Facundo Campazzo saluta tutti e va ai Denver Nuggets. Nel frattempo, Thomas Heurtel finisce sempre più ai margini del progetto di Saras Jasikevicius, che punta più sui giovani che sull’ex Baskonia. Così il playmaker transalpino, titolare di uncontratto da “appena” 1,2 milioni annui, comincia giustamente a guardarsi intorno, e chi è che ha appena perso il playmaker titolare? Risposta esatta.
Ora, però, c’è un “piccolissimo” problema: tra Real Madrid e Barça dire che non scorra buon sangue è un eufemismo, senza contare che il club catalano è attualmente gestito da una commissione ad interim per le note questioni societarie. Insomma, non proprio facile come situazione.
Come fare, allora? Dilemma molto complicato per Thomas e l’agenzia Beobasket che ne cura gli interessi; così cominciano a trattare sotto traccia con il Real, arrivando ad un accordo. Manca solo la firma. Ma il problema resta immutato, il Barça nonpermetterà mai di rinforzare una diretta concorrente per il titolo domestico e l’Eurolega, figuriamoci, poi, se si tratta degli acerrimi, eterni rivali merengues.
Rebus sic stantibus, serve un’idea geniale, e questa casca a fagiolo: il Barça è sulle tracce di Westermann, playmaker in forza ai turchi del Fenerbahce e graditissimo a Saras Jasikevicius, e la partita contro l’Anadolu Efes è l’occasione giusta per portare a termine il piano, ottenere la buonuscita pari al proprio stipendio annuale e poi firmare con il Real. È così che Heurtel finge di voler firmare con l’ex squadra di Gigi Datome, mentre tiene nascosta la vera trattativa con la Casa Blanca, per poter volare, pur nonconvocato da Jasikevicius, con la squadra in Turchia e coronare la messinscena.
C’è, però, una falla nel piano che né il giocatore, né chi ne cura gli interessi aveva notato: nell’era della comunicazione in tempo reale è difficile far passare certe bugie per il tempo necessario, così il Barcellona, che nel frattempo esce sconfitto dal match contro Larkin e compagni, scopre l’altarino quando il cestista francese è già sul suolo turco. La reazione potrà portare i calciofili a pensare a figure pittoresche come Luciano Gaucci, o i baskettari alle bizze di Nello Longobardi, patron di Scafati: Heurtel, che aveva il posto sull’aereo di ritorno, si vede vietare l’accesso e resta a terra. Dovrà raggiungere la Spagna con mezzi propri.
Ma c’è di più: il Barça, che aveva inizialmente acceduto alla buonuscita per poi lanciarsi sul mercato dei playmaker, decide che l’inganno è sufficiente a fargli cambiare idea, dunque niente rescissione. Ma nemmeno prima squadra: i dirigenti decidono che Heurtel si allenerà e giocherà in Liga EBA con i giovani.
DALLA PARTE DEL TORTO?
La storia non è passata certo inosservata, suscitando le reazioni di tanti colleghi di Heurtel: Evan Fournier, suo compagno di nazionale e giocatore degli Orlando Magic, ha definito “meschina” la decisione del Barcellona di punire il tentato inganno; anche l’ex Milano Mike James, che ha incrociato il francese durante lo scalo a Lione, ha voluto far sentire la sua voce dichiarando su Twitter che, dovesse essere vera la versione appresa da Heurtel, sarebbe una vergogna per un club che lui considerava tra i top dell’Eurolega. Ma non è tutto, la scenata potrebbe rivoltarsi contro il club blaugrana dopo l’intervento durissimo del sindacato dei giocatori (ABP) che ha definito i dirigenti come irresponsabili e disumani per quanto fatto senza considerare l’attuale situazione dovuta alla pandemia da covid-19.
Il rischio, concreto, è che la situazione non finisca qui e che il giocatore possa aver ragione in un tribunale. Forse sarebbe stato meglio limitarsi a non rescindere il contratto, piuttosto che esporsi a passare dalla parte della ragione a quella del torto.