Il presidente di Trapani Shark è stato intervistato da TG3 Sicilia ed ha confermato la volontà di giocare le prossime due gare in programma per i Trapani Shark in BCL e contro Trento. Ha inoltre affermato che qualsiasi azione volta al cancellamento delle società sarà portata nei Tribunali civili e che l’obiettivo sarà quello di arrivare a giugno per poi far ripartire le due società probabilmente con un nuovo proprietario. Queste le sue parole:
“Siamo di fronte a una vera e propria persecuzione messa in atto contro di me, sia sul calcio che sul basket senza precedenti, che evidentemente avrà delle conseguenze giudiziarie fuori dai tribunali sportivi. Basket? Per quanti giocatori ci saranno noi comunque scenderemo in campo, non daremo alla federazione l’opportunità di togliersi la soddisfazione di cancellarci, di farci radiare dal campionato per nostre inadempienze. Bisogna cercare per tutte e due le società in qualche modo di arrivare a giugno per poter poi ricominciare in maniera diversa, probabilmente con un nuovo proprietario sia nel calcio che nel basket. Ogni eventuale azione tesa a cancellare queste due società sarà portata presso tutti i tribunali civili per una richiesta di risarcimento danni senza precedente”.
Il presidente ha letto la clausola rescissoria applicata da Jordan Ford, Timmy Allen e Paul Eboua che è stata motivata dai punti di penalizzazione subiti dalla squadra e dalla mancanza di un allenatore. Ecco quanto dichiarato da Antonini:
“Le partite ufficiali non possono essere giocate in queste circostanze perchè può essere messa a repentaglio la carriera del giocatore.
Dopo aver ricevuto un documento dell’Agenzia dell’Entrate Valerio Antonini ha annunciato di averlo portato in Guardia di Finanza ed esposto una denuncia contro il sostituto del Direttore Provinciale Giuseppe Annone, ha inoltre dichiarato che questo è un tentativo di distruggere Valerio Antonini e le società che rappresenta. Antonini ha chiesto alle istituzioni di entrare in questo ambito ed osservare quello che sta succedendo, affermando che l’Agenzia dell’Entrate (un Ente pubblico) non può emettere durante il processo del Tribunale Federale questo documento, passando da una richiesta di tre mesi senza punti di penalizzazione ad una di due anni e tre punti di penalizzazione. Ha inoltre enunciato il contenuto del documento che affermava:
“Risulta evidente che il debito residuo non riguarda una posizione in termini di IVA bensì importi IRPEF e contenuti previdenziali”.