Serviva un’impresa. Serviva una prova di carattere. Varese ha risposto presente, presentissima. La squadra di coach Bulleri ha battuto il Banco di Sardegna Sassari con il punteggio di 89-74, grazie ad un quarto periodo magistrale. Ora, la salvezza è seriamente alla portata dei biancorossi, che hanno interrotto la striscia positiva di ben 8 partite consecutive senza sconfitta da parte della truppa di Pozzecco. Ma, analizziamo questa impresa titanica.

Lo abbiamo detto: serviva un’impresa titanica. Per due motivi soprattutto: il primo è che Varese veniva da troppe sconfitte, il morale non era dei migliori e Sassari era l’avversario peggiore possibile; il secondo è dovuto al fatto che la pressione iniziava seriamente a sentirsi e bisogna rispondere presenti. La vittoria dei biancorossi passa da due “piccoli” grandi tesori di Bulleri: Ruzzier e Douglas. Il primo ha assolutamente stupito chiunque: 17 punti sono la sua miglior prova stagionale, nel momento più difficile, nel giorno che lo vedeva opposto ad un playmaker che ha già fatto il salto di qualità, ossia Spissu, e che per caratteristiche è molto simile a lui. Non ha sfigurato Ruzzier, anzi gli ha rubato la scena, lo ha fatto sentire “piccolo” per 3 quarti. Insomma, per una sera, anzi per la sera, quella che forse conta di più nel campionato della Openjobmetis, il 10 di Varese si è caricato sulle spalle tutto il peso offensivo dei padroni di casa. Poi Douglas, il polverizzatore. Questo appellativo proviene da un dato: tutte le partite in cui Douglas ha giganteggiato, Varese ha vinto. O comunque, se l’è giocata davvero fino alla fine. Stasera i 22 punti hanno determinato la vittoria. Ma, andando oltre ai singoli, bisogna riconoscere la prova di squadra dei biancorossi, che non si sono mai disuniti. Che hanno giocato il miglior terzo periodo della loro stagione. Che hanno risposto ad ogni contro-parziale di Sassari. Che, con grinta e cuore, hanno mandato un segnale univoco: per la lotta salvezza, loro ci sono. 

Una Sassari che non ha fatto una grandissima prova, soprattutto nel quarto periodo. Nel momento decisivo si sono affievoliti, quasi spenti. E i padroni di casa hanno avuto vita facile nel chiudere la partita, sfruttando errori davvero banali in fase d’impostazione del Banco di Sardegna. Pozzecco interrompe in maniera dolce-amara la sua striscia di vittorie. Bulleri è ancora in panchina che guarda il cronometro: il tempo sembrava non passare mai. La vittoria alla fine è arrivata. E vale molto più di 2 semplici punti. 

CRONACA:

I sassaresi partono subito con il piede premuto sull’accelerato, con il solito Miro Bilan, che mette 4 punti di fila a referto e fa subito intendere il perché sia candidato a prendersi l’MVP di quest’anno. Gli ospiti sono partiti nettamente meglio, nonostante Varese sia comunque lì come punteggio, soprattutto grazie al solito apporto dato da Scola e Douglas. Bulleri però non è convinto dell’atteggiamento degli altri del quintetto e chiama subito time-out. Dopo il time-out c’è molto equilibrio in campo, dovuto anche ai numerosi errori da ambo le parti, spesso anche banali sotto canestro. Il dato eloquente arriva da Varese che ad ora ha 1/7 da 3. Sassari intanto con la penetrazione di Spissu a 1 minuto dalla fine crea il massimo vantaggio sul +9, 11-20. Varese che però non si scompone e, anzi, ha un moto d’orgoglio importante che la riporta sul -4, 18-22. 

In questo secondo periodo sono i biancorossi a partire nettamente meglio, costruendo un parziale di 7-0 (compresi i punti sul finale del primo) che viene interrotto da Happ. Sassari riprende in mano il match dopo aver un po’ sonnecchiato e si riporta sul +9 e costringe Bulleri al time-out per arginare la potenza offensiva sarda. E come nel primo periodo Varese ritorna a punzecchiare Sassari e addirittura si porta in vantaggio sul +1, con un controparziale di 12-2, che fissa il punteggio sul 32-31. E i padroni di casa continuano a volare, sulle ali delle triple di Douglas che mette a referto 15 punti di soli tiri dalla lunga distanza, che porta Varese in vantaggio sulla sirena. 41-39 il punteggio in alto, complice anche la prima tripla sassarese. 

Varese rispetto alle solite uscite dallo spogliatoio dopo il secondo periodo, gioca tutt’altra partita. Mantiene nei primi minuti il vantaggio, con le giocate dei soliti protagonisti, ma poi soffre nettamente il ritorno sassarese, che addirittura si riprende la testa della gara, sul 47-49. La partita procede equilibrata, su un filo di lana. Questo probabilmente è il miglior terzo periodo della squadra di casa finora. Ma Sassari sa bene come si rimonta una partita e sta alle calcagna ai biancorossi, che però gestiscono ottimamente il risultato e la tripla di capitan Ferrero sembra quasi mettere il vantaggio al sicuro in questo finale di terzo quarto. E infatti Varese chiude sul +6 questo terzo quarto. 

Il +6 viene polverizzato quasi subito, con un 5-0 iniziale in questo quarto quarto che sembra aver tagliato le gambe a Varese, costretta subito al time-out. Ed è Spissu che dà seguito al parziale aperto prima, con altri 3 punti, respinti subito dalla tripla dell’infinito Giancarlo Ferrero. Punteggio ora sul 65-64. La schiacciata con fallo di Egbunu riscrive il massimo vantaggio della sua partita sul +7. Spissu prova a tenere a galla i suoi, che per ora sembrano essere un po’ appannati. La guardia italiana porta Sassari sotto di 3 punti. Ma sono Scola e Douglas a riportare Varese in paradiso, con 5 punti di fila, 78-70 il punteggio. Nel finale Varese gestisce il vantaggio e vince una partita che sa realmente di impresa.