Erano 6 anni, dalla funesta partita con Sassari, da quando in panchina sedeva Caja, che Varese non riusciva a mettere a referto almeno 60 punti. Quella volta furono 54, ieri 59. Un’eternità, soprattutto per una squadra che ci ha abituato bene al tiro e a canestro, che ha sforato più e più volte quota 90. Ieri, il buio e il niente. Udine sbanca Masnago. Varese ha toccato il fondo e, adesso, bisogna risalire.
NON SEMPRE QUANDO TOCCHI IL FONDO, POI, RISALI
La risalita non è scontata. Lo sembrava. Sembrava che il campionato dovesse iniziare dopo la mirabolante vittoria contro Cantù, in un derby infuocato, dalle percentuali incredibili, dei grandi tiratori, delle prove individuali incredibili. Dei 12 di Assui e della prova da MVP a rimbalzo, dei 27 di Iroegbu, del solito Nkamhoua. In una settimana, invece, si è spento tutto. Contro l’ultima in classifica. Udine. Dell’ex coach Vertemati. Che per larghi tratti, sembrava non la volesse vincere nemmeno lui. Il terzo periodo è stato un po’ l’emblema del naufragio di 2 squadre che tecnicamente sono inferiori quasi a tutte. E che hanno lacune evidenti.
10. La percentuale da 3. Su 30 tiri tentati ne sono entrati 3. 9 su 61 in totale per le 2 squadre. I numeri sono lo specchio della realtà ed è difficile nasconderli o far finta che non ci siano. Kastritis avrà anche le sue colpe, sicuramente senza Davide Alviti, che ha dato forfait all’ultimo secondo per febbre, la partita era già iniziata in netta salita. Poi ci ha pensato… Varese. Sì, perché 3 triple segnate su 30 sono forse degne della classica scampagnata che si fa a Santo Stefano, nel campetto di provincia. Il professionismo è altro. E si denota dagli atteggiamenti e dalla voglia e verve che si mette in campo.
Scelte scellerate al tiro, senza ritmo. Nkamhoua addirittura 0/7 dall’arco da 3 e nonostante i continui errori, e i mugugni del palazzetto, ha continuano imperterrito a tirare. Lui, che dovrebbe prendere in mano la squadra e reggerla quasi da solo. Così si son sgretolati tutti. E Udine, con calma, pazienza e semplicemente più voglia, coi 12 rimbalzi di Spencer, un centro normalissimo, passato da qui come tanti altri, ha vinto un match cruciale per morale e classifica.
Non sempre quando tocchi il fondo, poi, risali. Questa è una grande verità, soprattutto per una Varese che tornerà sul mercato. Ancora. Come a dire: in estate è stato fatto tutto un po’ così, a sentimento. Dopo aver già aggiunto Iroegbu, il primo uscente sarà Stefan Moody, e poi si cercherà qualcuno che possa dare un minimo di gioco ad una squadra che sembra essersi persa e sciolta al primo scoglio incontrato. Un’onda, dopo Cantù, che è diventata inerme, piatta. Inconsistente. Si cercava continuità, si è trovato il dramma.