La serie contro Trento è ormai alle spalle, ma in casa Virtus Bologna nessuno ha dimenticato le difficoltà incontrate nei quarti di finale. Alla vigilia dell’inizio della semifinale playoff contro la Reyer Venezia, coach Nenad Jakovljevic ha voluto mantenere alta la soglia dell’attenzione, consapevole di trovarsi di fronte a un avversario di assoluto valore. “La ricordiamo bene la fatica fatta sia l’anno scorso che in questa stagione contro Venezia”, ha spiegato il tecnico bianconero durante la conferenza stampa di presentazione della serie. “Parliamo di una squadra veramente tosta, una delle migliori del campionato per aggressività difensiva e fisicità”.
Per Jakovljevic il successo ottenuto dalla formazione lagunare alla Virtus Arena durante la regular season rappresenta però un dato relativo. “Che Venezia abbia espugnato Bologna conta poco. Quello che mi ha fatto piacere nella serie contro Trento è stata la reazione di alcuni giocatori e la crescita della squadra. Abbiamo acquisito la consapevolezza che soltanto giocando con aggressività e difendendo forte possiamo vincere”.
Un concetto che il coach ha ribadito più volte nel corso della conferenza, sottolineando quale dovrà essere l’identità della Virtus nel corso della serie. “La partita dura quaranta minuti e per imporre il nostro ritmo dobbiamo essere duri dal primo all’ultimo secondo. Duri, compatti, coesi e disciplinati”.
Tra i protagonisti della rimonta contro Trento c’è stato senza dubbio Daniel Hackett, spesso utilizzato da playmaker nel quintetto decisivo. Una scelta che Jakovljevic ha spiegato senza troppi giri di parole. “Hackett è un playmaker. Può giocare da 1, da 2 e anche da 3. È l’anima della squadra, delle mie idee e dei miei principi”.
Parole importanti anche per Carsen Edwards, uno degli uomini più attesi nella semifinale. Il tecnico serbo ha evidenziato soprattutto i progressi difensivi della guardia americana. “Sì, ha reagito e si è messo a disposizione della squadra anche difendendo. Partirei proprio dalla sua difesa”.
Se Trento ha rappresentato un banco di prova complicatissimo per caratteristiche tecniche e ritmo offensivo, Venezia proporrà sfide completamente diverse. “Sono due squadre differenti. Trento ci ha messo in enorme difficoltà ed è molto complicato difendere contro una squadra del genere. Venezia invece ha tantissimo talento offensivo, è fisica ed esperta. Saprà trovare i nostri punti deboli e noi dovremo essere bravi a nasconderli, imponendo il nostro ritmo e le nostre scelte”.
Infine il capitolo legato alle rotazioni, inevitabilmente condizionate dalle assenze di Alessandro Pajola e Derrick Alston. Jakovljevic non cerca alibi, ma riconosce il peso delle defezioni. “Valutiamo partita per partita e allenamento per allenamento. Alcuni infortuni non voluti incidono sulle scelte e oggi abbiamo due giocatori in meno rispetto a due settimane fa”.
L’allenatore bianconero ha poi rivolto un pensiero ai due assenti, chiedendo però un passo avanti al resto del gruppo. “Non è facile parlare di giocatori che non possono aiutarci. Hanno qualità cestistiche e umane non facili da sostituire. Ma all’interno della nostra organizzazione chi c’è deve dare qualcosa in più. Serve uno sforzo extra in attacco e soprattutto in difesa. Mi aspetto maggiore consapevolezza e maggiore urgenza”.
Un messaggio chiaro, quasi un manifesto per la semifinale: la Virtus Bologna sa che il talento da solo non basterà. Per superare Venezia serviranno intensità, disciplina e quella durezza mentale che ha permesso ai bianconeri di rialzarsi nella serie contro Trento.