Il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, torna a lanciare l’allarme sulla sfida di Eurolega tra Virtus Bologna e Maccabi Tel Aviv, in programma il 21 novembre al PalaDozza. Una preoccupazione ribadita sia attraverso una lettera pubblicata dall’Ansa sia nel suo intervento telefonico a Basket City su TRC, dove il primo cittadino ha fatto il punto della situazione in vista del nuovo comitato per l’ordine pubblico atteso mercoledì.
“Come sindaco della città voglio ribadire la mia forte preoccupazione per lo svolgimento della partita Virtus-Maccabi prevista al PalaDozza per il prossimo 21 novembre. Non ci sono le condizioni di ordine pubblico a mio avviso per gestire con serenità tale evento”, ha scritto Lepore. E ancora: “I rischi per l’incolumità dei cittadini, i negozi e la città sono altissimi. Siamo ancora in tempo per spostare la partita ad altra data e altro luogo. Chiedo al Ministro Piantedosi di ripensarci per il bene di tutti”.
Una posizione che il sindaco ha ribadito in diretta televisiva, spiegando come l’amministrazione ritenga necessario spostare la gara alla Unipol Arena di Casalecchio, dove sarebbe più agevole garantire un adeguato dispositivo di sicurezza. “Noi ci siamo incontrati con il Prefetto e il Questore nei giorni scorsi, luogo deputato alle decisioni, e abbiamo fatto valutazioni. E’ una partita a rischio, si prevede una manifestazione di 5-10mila persone in arrivo da tutta Italia ed Europa, e sappiamo che queste cose possono prendere pieghe violente. Piantedosi scherzando ma non troppo ha detto che ci vorrebbe l’esercito: noi abbiamo il Paladozza in centro città, tra negozi e cantieri, abbiamo l’alternativa della Unipol Arena che in altra data sarebbe più comodo, e vorrei evitare che la partita si giocasse venerdì in centro con il solito rito di imbrattamenti e altro. Poi ci è stato detto che dovremmo pagare noi almeno 200mila euro per eventuali danni: si è superato il segno”.
Il prossimo passaggio è atteso tra poche ore: “Si deve andare lì e condividere una ordinanza di spostamento con Eurolega e la Virtus, come fatto in altre occasioni”.
Alla domanda sulla possibilità che sia proprio lui a firmare l’eventuale provvedimento, Lepore chiarisce ruoli e limiti istituzionali: “Queste possono essere fatte dal Prefetto o dal Sindaco se ci sono motivazioni. L’ordine pubblico è in capo al Viminale, al Sindaco sono più a capo questioni di protezione civile, alla sicurezza urbana e temi sanitari. Io sono pronto a prendermi le mie responsabilità, ma in chiave di rapporti istituzionali. Il Ministro ha detto che si gioca: di solito si collabora per il bene della città, prima di tutto, e io vorrei fare la scelta migliore. Vorrei risollecitare l’Eurolega sapendo che ci sono calendari da rispettare, io non dico di giocare in un’altra regione ma che ci sono due palazzetti pronti per le prossime settimane, in modo da usare il buon senso senza che nessuno distrugga la città. Non sono nemmeno entrato nella diatriba politica, ma solo nel rispetto della città”.
Sul tema delle proteste annunciate, il sindaco distingue tra diritto a manifestare e rischi connessi: “La democrazia prevede che ci siano. Io chiedo e auspico che non siano violente, anche perchè questo va a discapito del messaggio della pace e della Palestina. Ci sono persone che ritengono che la partita non vada giocata per boicottare Israele, e ci sono i diritti di tutti: di giocare, di manifestare, di non avere danni”.
Lepore sottolinea inoltre che le società sportive non hanno ancora fornito risposte chiare: “Virtus ed Eurolega sono state contattate senza trovare una risposta. Prima dei diritti televisivi e di altri interessi c’è la vita delle persone e la quotidianità delle persone. Ci sono le competizioni ma ci siamo anche noi, e le cose vanno tenute assieme”.
Sul possibile esito del confronto istituzionale di mercoledì, ammette: “Io sono determinato, poi vedremo come andrà l’incontro”.
Il sindaco è netto anche sulle conseguenze che comporterebbe giocare al PalaDozza: “Anche se nessuno ha gestito l’ordine pubblico tra gli ascoltatori, chi conosce la zona del Paladozza sa che servirebbe una zona rossa tipo G8, centinaia di poliziotti, e si opererebbe in contesto di persone barricate in casa, negozi chiusi e scuole chiuse in anticipo. Chiusura dei viali e spostamento dei mezzi pubblici, chiusura dei cantieri e troppi costi elevati”.