Inventore della pallacanestro moderna, giocatore e allenatore, ma anche diplomatico e religioso sono alcuni degli elementi che hanno caratterizzato la vita di Krešimir Ćosić, cestista e allenatore di Zadar, nazionale jugoslava, AEK Atene, Olimpija Lubiana e Virtus Bologna, al quale la città di Zara ha dedicato un importante monumento.
Installata nei pressi del palasport multifunzionale di Višnjik intitolato proprio alla memoria di Krešo (com’è chiamato Ćosić) a partire dal 2008, la statua, progettata dallo scultore zaratino Ratko Petrić, realizzata in bronzo presso le fonderie Ujević di Zagabria, è un sito che ogni tifoso di basket deve visitare almeno una volta nella propria vita.
Cambio di casa
Imponente ma ‘nascosta’ dal traffico, fiera ma decentrata rispetto ai principali itinerari turistici, la scultura, inaugurata nel 2002, è stata inizialmente posta dinnanzi al leggendario palasport di Jazine, lo storico ‘fortino’ zaratino ubicato a ridosso del centro storico di Zara.
È stato qui che Ćosić, assieme ad altre leggende dello Zadar come Pino Giergia, ha scritto pagine importanti della storia del basket della ex Jugoslavia, anticipando, da vero e proprio pioniere all’avanguardia rispetto ai suoi tempi, caratteristiche della pallacanestro attuale.
Come Garibaldi e Kościuszko
Centro dal fisico slanciato ma abbastanza snello, Krešo è stato il primo pivot della storia del basket ad esercitare un ruolo polivalente sul terreno di gioco non limitandosi a catturare rimbalzi, ma anche passando la palla, organizzando il gioco, e tirando dalla media e dalla lunga distanza.
‘Eroe dei due mondi’, capace di farsi apprezzare anche negli Stati Uniti d’America tra le fila dei Brigham Young University Cougars, Ćosić, il primo europeo ad essere nominato tra gli ‘all American’, è considerato il padre del basket moderno.
Un innovatore del basket mondiale
Lanciato nel basket professionistico dal professor Enzo Sovitti, Ćosić ha portato lo Zadar alla vittoria di cinque titoli di Jugoslavia tra 1965 e 1975, per poi conseguirne un sesto con la Cibona nel 1982. In Italia, Krešo ha altresì vinto due scudetti, con la Virtus Bologna, nel 1978 e nel 1980.
Da allenatore, Ćosić ha poi saputo adattare i propri concetti, fortemente legati alla tradizione ex jugoslava e croata, segnatamente zaratina, al basket riformato dall’introduzione del tiro da tre punti nella seconda metà degli anni Ottanta.
Poliedricità dentro e fuori dal campo
Krešo, nello specifico, si è distinto per reclutare giocatori capaci di difendere, correre e giocare sul perimetro in ogni reparto, anche e soprattutto in quello dei lunghi. Gli allenamenti da lui diretti, del resto, erano caratterizzati da lunghe e ripetute sessioni di tattica difensiva, corsa e tiro.
La poliedricità di Ćosić è dimostrata anche in altri aspetti della vita dell”Eroe dei due mondi’ del basket mondiale, che nel corso della sua esistenza terrena è stato dapprima vescovo mormone negli Utah, e poi vice ambasciatore della Croazia a Washington nel periodo della dissoluzione della Jugoslavia.
Matteo Cazzulani
Nella foto: il monumento a Krešimir Ćosić e Krešo in azione con la maglia dello Zadar. Credits: Matteo Cazzulani / Muzej Zadarske Košarke