Ma che cuore queste ragazze. Semifinali conquistate dopo trent’anni, ritorno alla World Cup dopo un’eternità, l’Italia del basket si prende tutta l’attenzione con l’impresa delle azzurre che battono la Turchia al termine di 45′ ricchi di agonismo, di continui capovolgimenti di fronte, in una partita che resterà sicuramente nel ricordo di chi ama il nostro basket come una delle più intense e delle più spettacolari disputate dalla nostra Nazionale. Con il lieto fine, che non poteva mancare dopo quello che le ragazze di Capobianco avevano mostrato a Bologna nelle prime tre gare dell’Eurowomen. In fila Serbia, Slovenia, Lituania, Turchia: quattro nobili della pallacanestro continentale lasciate alle spalle. Con coraggio, con cuore, con determinazione senza cedere di un millimetro nemmeno psicologicamente, ad esempio quando ci è stato negato un canestro validissimo, quello del potenziale 50-46, a coronamento di un parziale di 17-2 nel terzo tempo: il pallone aveva lasciato la mano di Jasmine Keys a -0″3 dalla sirena, le riprese tv lo mostravano chiaramente, chissà cosa avrà visto la signora Ariadna Chueca, arbitra spagnola… Subito dopo Francesca Pan avrebbe segnato comunque il 50° punto.
Ma è ugualmente finita bene con Lorela Cubaj protagonista di un supplementare eroico con sei punti consecutivi regalandoci un vantaggio che Cecilia Zandalasini ha poi conservato con il canestro del 76-74 che ha regalato all’Italia la vittoria e l’ingresso tra le prime quattro dell’Europeo, ma che soprattutto ha riscattato la prova non brillante al tiro (4/13) della nostra migliore giocatrice: gioca nel Fenerbahce, compagne e avversarie la conoscono benissimo, hanno fatto di tutto per tamponarne l’efficacia, non le hanno però impedito di firmare una grande vittoria con il canestro decisivo, la sigla di una campionessa assoluta che ha comunque chiuso con 14 punti, 5 rimbalzi, 4 assist e due recuperi a sottolineare quanto la relativa opacità offensiva di giornata non possa limitare il grande ed oscuro lavoro svolto in difesa e a sostegno della squadra, da vera leader.
La semifinale conquistata ha però altre firme importanti: Jasmime Keys. quasi 40′ in campo. Costanza Verona con i suoi 35′, i 12 punti e i 7 assist. Olbis Andre preziosa in difesa, soprattutto Lorela Cubaj che, si è visto a Bologna, sta vivendo un momento particolarmente felice e si è opposta con tutte le sue forze a quel “mostro” della McCowan spina nel fianco con i suoi 2.04 centimetri, ma che non è riuscita ad incidere troppo sulla partita se il suo minus/plus in partita è risultato di -10, il peggiore di tute: la Turchia ha giocato ed è stata più produttiva con lei in panchina potendo opporsi meglio alla velocità delle azzurre.
Conta il risultato, conta tecnicamente la grande prova difensiva obbligando la Tirchia a perdere 15 palloni e la prova corale dell’intera squadra, conta la prova di maturità superata dalle ragazze di Capobianco che aveva dovuto registrare per infortunio assenze importanti, una su tutte quella di Matilde Villa che in questo EuroWomen avrebbe potuto esprimere tutto il suo talento. Conta soprattutto l’immagine nuova che ha offerto del basket femminile, troppo trascurato dai media eppure in grado di offrire emozioni intense come quelle di stasera, che la Rai ha trasmesso in diretta su un canale nazionale, finalmente: un punto di partenza, e non di arrivo. Venerdì affronteranno le campionesse uscenti del Belgio con cui si sono confrontate nel precampionato, o, con minore probabilità, la Germania, Paese ospitante del mondiale del prossimo anno: vanno recuperate in fretta le energie mentali e fisiche e cementare ulteriormente la volontà di raggiungere il podio, che è lì a un passo. Anche quello manca da trent’anni.