Ultime ore di attesa e poi domani a Tampere, quando da noi saranno le 12.30, Gran Bretagna e Lituania daranno inizio all’Eurobasket. Un’ora e un quarto più tardi, a Riga, toccherà a Cechia-Portogallo avviare un girone tra i più interessanti ponendo di fronte la Turchia che Ataman ha rivitalizzato, la Serbia che tutti considerano la favorita d’obbligo, e la Lettonia di Banchi che con Porzingis vuol fare bella figura nell’europeo di casa. A Limassol e Katowice inizierà invece il giorno successivo una rassegna continentale anticipata da non pochi colpi di scena e non priva di assenze illustri: dai giocatori della Nba che hanno rinunciato alla convocazione, a coloro ai quali sono stati i club a suggerire/imporre di marcare visita, a quanti invece, come Wembanyama, sono stati fermati da malanni reali. Il “parterre” resta comunque “de rois”: tanti i protagonisti annunciati, tanti i giovani promettenti, molte anche le sorprese ipotizzabili perché il basket del vecchio continente è in continua crescita e questo Eurobasket potrebbe darne la conferma se si dà fede a quello che ha mostrato il precampionato.
Ad esempio ha sorpreso il cammino della Finlandia guidata da Lauri Markkanen, ala-pivor di Utah Jazz, mentre la Germania di Schroder e Wagner ha dimostrato di possedere qualità e stazza per giocarsela alla pari con la Serbia di Pesic che punta a vincere il suo primo titolo europeo. La Francia ha lasciato a casa i suoi lunghi più importanti: oltre a Wemby che, cranio rasato, ha trascorso l’inizio dell’estate in ritiro spirituale in un tempio Shaolin, anche Gobert e Lessort, ma sembra non sentirne la mancanza guidata da Yabusele e illuminata dai giovanissimi Sarr e Risacher.
La Grecia schiera al completo la famiglia Antetokounmpo, e forse è la prima volta che tre fratelli giocano insieme un europeo. Chiaramente il più atteso è Giannis, tra i più forti al mondo, ma ancora privo di medaglie con la maglia del suo Paese. La Lituania, guidata da una vecchia gloria come Kurtinaitis, fa al solito leva su fisico e talento, la Lettonia gioca in casa, la Slovenia ha vissuto un agosto terribile per risultati negativi nelle gare di preparazione (una sola vittoria sulla Gran Bretagna e cinque nette sconfitte), ma basta Luka Doncic per far crescere le quotazioni della nazionale di Sekulic che non ha gradito la rinuncia di Josh Nebo e Vlatko Cancar richiamati all’ordine dall’Olimpia Milano. La Turchia sembra pronta ad uscire da quel cono d’ombra in cui si era nascosta negli ultimi anni: un ko di misura in Germania e la vittoria di pochi giorni fa a Vilnius sulla Lituania (unico stop dei baltici in sette partite) mostrerebbero una squadra tornata a livelli di competitività soddisfacenti.
SPAGNA E ITALIA SONO LEGATE da un destino comune: è prevedibile che a Cipro sarà il loro confronto diretto ad assegnare il secondo posto nel girone (il primo non dovrebbe essere fallito dalla Grecia che gioca praticamente in casa) che vuol dire accesso ai quarti di finale quasi sicuro. La Spagna fin qui ha un po’ deluso uscendo sconfitta dai doppi confronti con Francia e Germania, ma Scariolo ha volutamente scelto le avversarie più difficili per testare una formazione decisamente rinnovata e ringiovanita dopo aver dovuto rinunciare a Lorenzo Brown, l’eroe dell’europeo vinto tre anni fa a Berlino. Saint-Supery, 18 anni, e De Larrea, 19 anni, le ultime scommesse di Don Sergio intorno ai due Hernangomez e a Santi Aldama, centro di Memphis, puntando comunque sul blocco del Valencia vicecampione della Liga: ben cinque i suoi giocatori in squadra.

Isaia Cordinier – Francia – Credit Foto: Ciamillo-Castoria
L’Italia ha l’improbo compito di aprire il suo Europeo affrontando giovedì la Grecia. Se la Fiba ha rivisto il suo giudizio facendola salire dall’undicesimo al sesto posto in un ideale ranking, e se uno che dovrebbe intendersene come Vlade Divac ha previsto gli azzurri sul podio, è preferibile restare sul concreto riflettendo sul fatto che, dopo le prime quattro vittorie, gli ultimi due test contro Lettonia e Grecia sono stati negativi. Mancava Gallinari (ma nella Grecia erano a riposo Antetokounmpo, Sloukas e Mitroglou), ma è evidente che quando il livello ha cominciato a salire, sono aumentate anche le difficoltà. Pozzecco però ha avuto altri giorni per completare l’inserimento di Thompson e rivedere in campo il nostro uomo di maggiore riferimento, fresco reduce dal titolo di campione del Portorico. Da giovedì sera si farà sul serio, la Grecia è avversaria più che temibile, l’Italia dovrà tirare fuori letteralmente le unghie per partire con il piede giusto.

Matteo Spagnolo – Italia – Credit Foto: Ciamillo-Castoria
Undici squadre con le carte in regola per un posto nei quarti di finale, poi ci sono le altre, come la Polonia che tre anni a Berlino arrivò in semifinale, o la Georgia che arriva all’Europeo maltrattata nelle partite di preparazione, ma è da affrontare con grande attenzione, come la Bosnia: non è un caso che il girone di Cipro è considerato il meno scontato. A Riga, Cechia, Estonia e Portogallo sono molto distanti dalle altre, a Tampere Lituania e Germania si giocano il primo posto, la Finlandia ci prova, al Montenegro non dovrebbe sfuggire il passi per Riga davanti a Svezia e Gran Bretagna. A Katowice, infine, Francia senza problemi, condizioni reali della Slovenia da scoprire, Polonia col fattore campo, Israele, Islanda e Belgio a lottare per il quarto posto.
OGNI GIORNATA RACCONTERÀ STORIE DIVERSE: sicuramente, e su questo concordano tutti, sarà un Europeo di altissimo livello e ricco di equilibrio e di spettacolo, per tanti personaggi affermati che prenotano la scena e altrettanti emergenti che puntano ad un ruolo da protagonisti. Il passaggio della cadenza dell’evento da biennale a quadriennale raddoppiando l’attesa ne ha anche moltiplicato interesse e livello tecnico. Arene grandi e sold-out ripetuti, attenzione globale in continua crescita grazie ai social e agli strumenti digitali che consentono una comunicazione rapida ed incisiva, presenza massiccia di sponsor che confermano la validità, almeno sotto il profilo del marketing, delle scelte della Fiba, anche nell’allargare il numero delle squadre, ormai da anni a 24, e nel frazionare in quattro sedi diverse la prima fase “risvegliando” o conquistando piazze dove la passione per il basket era bassa o quasi inesistente.
L’Eurobasket giunge anche a chiusura di una stagione che si potrebbe definire di svolta per la pallacanestro: l’interesse della Nba in accordo con la Fiba ha sollecitato l’Eurolega a prendere decisioni e assumere importanti impegni per rilanciare la propria immagine e i propri contenuti. Allo stesso tempo la Nba ha fatto un passo indietro, ha preso tempo rinviando un eventuale intervento in Europa al 2028 dopo i Giochi di Los Angeles. Se dietro c’è un disegno serio e già strutturato o si è trattato solo un ballon d’essai, resta il fatto che l’Europeo rappresenta il biglietto da visita più efficace che la pallacanestro del vecchio continente può esibire a dimostrazione del livello raggiunto se vuol convincere i candidati ad una autorevole e rivoluzionaria partnership, ancorché per ora assai ipotetica.
Prima foto: Nikola Jokic – Serbia – Credit Foto: FIBA