Atene piange, mentre Sparta sorride. È con situazioni opposte che si è concluso il secondo doppio turno di Eurolega del mese di ottobre delle compagini di Belgrado, in occasione del quale è stata confermata sia la buona forma della Stella Rossa, che la crisi di risultati del Partizan.

Successi sull’ASVEL in casa (79:65) e sul Maccabi Tel Aviv ‘in trasferta’ alla Aleksander Nikolić Arena di Belgrado (92:99) hanno permesso alla Stella Rossa di raggiungere un primo posto in classifica, con sei vittorie in otto partite disputate, ex aequo con Žalgiris ed Hapoel Tel Aviv, che solo qualche settimane fa pareva un miraggio.

Le sconfitte di misura maturate a Sofia contro l’Hapoel Tel Aviv (97:84) e in casa contro il Barcellona (76:78) hanno invece relegato il Partizan, ora alla terza sconfitta consecutiva in Eurolega, ai bassifondi della massima competizione europea per club, con solo tre vittorie in otto partite disputate.

Aggressività decisiva

Col secondo rating difensivo del torneo, come dimostrano i 109,0 punti concessi ogni cento azioni in difesa, la Stella Rossa ha dato continuità ad un nuovo ciclo al quale coach Saša Obradović ha dato avvio esigendo pressione forte e solida sulla palla da parte di tutti i giocatori del proprio roster.

Rompendo i piani realizzativi degli avversari, oltre a dominare a rimbalzo soprattutto in difesa, con 25,8 carambole difensive catturate a partita, la Stella Rossa è ad oggi in una striscia di successi di otto successi consecutivi tra Eurolega e Lega adriatica, di cui sette ottenuti dal ritorno di Saša Obradović.

Importante, per la compagine biancorossa, sono state anche alcune maturazioni individuali. Chima Moneke è diventato il leader della squadra sia in campo che fuori, Codi Miller-McIntyre il regista che difende, e Dejan Davidovac con Ognjen Dobrić hanno visto il proprio minutaggio divenire sempre più importante.

Una questione di testa

Differente è la situazione del Partizan, che malgrado sia guidato da un allenatore tradizionalmente attento alla difesa come Željko Obradović, e nonostante abbia trattenuto il miglior difensore sia di EuroBasket che della scorsa stagione della Lega adriatica quale Isaac Bonga, possiede il peggior rating difensivo dell’Eurolega, con 124,3 punti concessi ogni cento azioni giocate in difesa.

In particolare, a non funzionare per i bianconeri è la difesa sul perimetro, dal quale il Partizan, la peggiore squadra di Eurolega anche in questo senso, ha ricevuto 12,1 triple a partita. Il problema dei bianconeri è anche mentale. Nelle ultime due partite, il Partizan ha perso sì nei minuti finali, ma solo dopo essersi complicato la vita giocando due terzi quarti a dir poco al di sotto delle aspettative.

Per ovviare a tale situazione, Željko Obradović ha ingaggiato Nick Calathes, che già alla sua prima apparizione contro il Barcellona ha dato prova di quanto la sua esperienza, la sua difesa e la sua visione di gioco possano rivelarsi fondamentali affinché il Partizan torni a vincere. Produttivo, in difesa, è stato anche l’utilizzo di Tyrique Jones assieme a Bruno Fernando, l’altro nuovo acquisto della compagine bianconera.

Matteo Cazzulani

Nella foto: Željko Obradović (a sinistra) e Saša Obradović (a destra)