La pallacanestro è cultura, e su ‘Basket Magazine’ intendiamo sempre (o almeno ci proviamo) a fornire una visione che va al di là della metà cronaca sul campo, adducendo elementi di cultura cestistica, e ove possibile anche generale. Siamo altresì convinti che politica e sport debbano sempre essere ambiti separati, anche se in alcune occasioni trattare di tematiche che lambiscono l’aspetto politico diventa inevitabile se si desidera fornire un’informazione completa e rispettosa del diritto di cronaca, soprattutto se ci si basa su fonti autorevoli.
Le dimissioni di Željko Obradović da capo allenatore del Partizan sono un tema di rilevanza capitale nella pallacanestro europea che richiede un dovere di cronaca rigoroso e a trecentosessanta gradi, interessando esso il coach maggiormente vincente del nostro continente ed uno dei club maggiormente rappresentativi del basket d’Europa.
Al netto delle motivazioni sportive, col Partizan in fondo alla classifica di Eurolega con nove sconfitte in tredici partite, ed una rosa incapace di esprimere bel gioco e carattere, tanto da subire un umiliante parziale di 25:0 in occasione dell’ultima sconfitta, subita ad Atene contro il Panathinaikos, le dimissioni di Željko Obradović sembrano essere legate ad aspetti non solo legati al campo da gioco.
Una questione politica
Come riporta Gazzetta.gr, fonte greca autorevole nel mondo del basket e dello sport in generale, ad aver contribuito alle dimissioni di Željko Obradović sarebbero state pressioni politiche che l’allenatore maggiormente vincente d’Europa avrebbe subito per via del sostegno espresso alle manifestazioni antigovernative degli studenti, soprattutto a seguito dei tragici eventi di Novi Sad.
“Gli studenti devono lottare così che possano vivere meglio di come abbiamo fatto noi” sarebbe la frase che avrebbe posto il coach del Partizan nella lista nera del governo di Aleksandar Vučić, secondo quanto riportato dal collega Giannis Pallas sulla base di confidenze in merito a recenti attacchi ricevuti da ambienti governativi che l’allenatore maggiormente vincente d’Europa avrebbe condiviso con alcuni amici ad Atene a ridosso della partita col Panathinaikos.
La questione, seppur scollegata dal campo da gioco, tocca un punto di forte sensibilità nella pallacanestro serba, ossia la particolare interdipendenza tra i club sportivi maggiormente rappresentativi del Paese e il potere politico, da cui provengono i finanziamenti che permettono alle squadre più emblematiche del panorama cestistico serbo di essere competitive a livello regionale ed europeo.
Pressioni interne
In un altro articolo pubblicato da Gazzetta.gr, questa volta a firma Antonis Kalkavouras, si evince come di recente la comunicazione tra la dirigenza e Željko Obradović si sia incrinata, come dimostrato dal caso di Vanja Marinković e Jabari Parker, che il club avrebbe deciso di punire per non aver rispettato le procedure di viaggio a seguito della trasferta di Lega adriatica contro il Dubai senza informare il capo allenatore, al quale la decisione della dirigenza di sospendere il capitano ed il giocatore maggiormente pagato del roster per una partita sarebbe stata comunicata a sole poche ore dall’incontro successivo.
A arricchire di interrogativi le dimissioni di Željko Obradović sono anche indiscrezioni riportate dalla stampa serba, segnatamente da Mozzart Sport, che in un pezzo a firma del collega Bojan Brezovac ha riportato come il professionista nativo di Čačak non avrebbe comunicato alla squadra la decisione di lasciare, e non sarebbe tornato a Belgrado assieme ai suoi giocatori similmente a quanto fatto dal GM Zoran Savić, che anziché tornare in Serbia coi suoi atleti avrebbe preferito volare a Barcellona.
Trinchieri sempre in pole per la panchina
Alla luce di tali informazioni, appare evidente come la situazione interna al club bianconero sia particolarmente complicata, con una assenza di chiara comunicazione che il successore di Željko Obradović dovrà per forza di cose porre tra le priorità del suo lavoro sulla panchina del club maggiormente seguito di Serbia.
A proposito della successione, sempre Mozzart Sport continua a dare il ritorno di Andrea Trinchieri la soluzione preferita dalla dirigenza bianconera, anche se, come da noi riportato, la lista dei ‘papabili’ per la panchina del Partizan resta lunga, interessando, tra gli altri, anche Sale Đorđević, Aleksandar Džikić e Petar Božić.
SPECIALE BM / PARTIZAN: ECCO I PAPABILI PER LA SUCCESSIONE A ŽELJKO OBRADOVIĆ – DI MATTEO CAZZULANI
Matteo Cazzulani
Nella foto: Željko Obradović. Credits: ABA League / Dragana Stjepanović