Turno pasquale di LBA che si svolgerà nella giornata odierna, eccetto i due match di alta classifica tra Milano che ospita una scatenata Reggio Emilia, e Bologna che, dopo il turno di riposo e il cambio in panchina, ospita Venezia, che si giocheranno domani. Nella parte bassa della classifica Treviso con due vittorie consecutive è ancora aggrappata alla possibilità di salvarsi. Proverà a a mantenere il trend positivo in casa contro Derthona. Cantù ospita Sassari in un match molto importante per la salvezza, chi perde potrebbe trovarsi Treviso col fiato sul collo in un finale di stagione ancora da scrivere. Trieste-Varese è una sfida playoff, così come potrebbe esserlo Cremona-Udine, tenendo conto del turno di riposo di Trento. Cinque squadre in 4 punti.
Nell’avvicinarci a questa giornata di campionato, noi di BM abbiamo intervistato Gregor Fučka, campione d’Europa con l’Italia nel 1999, nonché 2 volte campione d’Italia con Milano e la Fortitudo. Tra gli altri trofei vinti in carriera 1 Eurolega con la maglia del Barcellona. Insieme a lui abbiamo parlato della situazione attuale in Italia, dell’approdo della NBA in Europa, dei giovani, della Nazionale e molto altro.
Qual è il suo pensiero sul progetto di NBA Europe?
Io penso che NBA Europe potrebbe portare delle novità positive però credo anche che noi in Europa dobbiamo tenere la nostra la nostra identità. Per questo spero che tra Eurolega, FIBA ed NBA Europe si trovi un raccordo per creare una Lega europea unica e non due leghe. L’identità del basket europeo congiunta all’esperienza di marketing e di organizzazione della NBA, che è di alto livello, potrebbe funzionare abbastanza bene. Sul discorso delle franchigie nate da zero, io credo che storia sia molto importante, e non è facile creare dal nulla una nuova identità. Dovessero concretizzarsi le ipotesi sorte a Trieste o Cremona, i proprietari delle società perdono moltissimo, e la gente rimarrebbe delusa. Però oggi il mercato è così, io preferirei di no, ma tutto dipende molto dalle regole che ci sono.
In relazione a questa opportunità si parla anche di una riforma del campionato italiano a 20 squadre con due gironi. Lei come riformerebbe il campionato?
Io credo che più basso è il numero di squadre e più alta la qualità del gioco e dei giocatori. Abbiamo avuto già una A2 con tantissime squadre e non lo so se è stata la scelta giusta. Io preferisco meno squadre, però squadre sane, squadre che abbiano soprattutto una situazione finanziaria solida, che permetta anche alla lega di non rimanere orfana di squadre, come successo con Trapani, durante questo campionato. Con una lega più piccola il margine di investimento per le squadre aumenterebbe.
Nel corso della sua carriera ha fatto parte dell’ultima generazione capace di vincere a livello di nazionale e a livello europeo con un club italiano. Oggi cosa manca e cos’è mancato negli ultimi anni?
Io credo che ci manchi più fiducia, più fiducia nei giovani, nel dare più possibilità ai ragazzi, soprattutto italiani. Credo che che questa sia poi stata la nostra la nostra forza. Abbiamo avuto tantissimi giocatori che hanno giocato ad alto livello. C’erano due americani e questo giovava anche alla nazionale perché la maggior parte dei giocatori erano italiani. Adesso sappiamo che non è così. Tutto questo porta la qualità ad abbassarsi. I nostri giocatori per svilupparsi vanno fuori. Tutti i talenti che ci sono praticamente vanno a giocare in Spagna o in altri paesi. Io credo che abbiamo una buona nazionale, ci sono tanti giovani nuovi, alcuni che cominciano già a giocare ad alto livello. Bisogna dargli più fiducia e farli giocare, così potranno migliorare il proprio livello.
Anche la NCAA è diventata una meta che attrae molto i giovani.
Sì, il college americano è sempre un’opportunità per tutti i giovani di tutta l’Europa. Le offerte che vengono fatte sono allettanti, per i giovani non è comunque semplice all’inizio perché anche lì chiaramente il livello è alto. Io penso che anche in Europa ci sia qualità e la possibilità di giocare anche per i ragazzi giovani nelle leghe più basse, che è sicuramente molto positivo. E’ chiaro che quando arrivano quelle offerte lì dai college, la scelta sembra facile, però poi non è detto che giochi perché non è così scontato essere protagonisti al primo anno. I freshman di solito non giocano subito, sono pochi quelli che veramente hanno possibilità subito di giocare.
Un giovane di grande prospettiva che è andato a giocare in Serbia è Luigi Suigo. Sarebbe potuto rimanere a crescere in Italia?
Io credo che un ragazzo come lui così talentuoso, a me dispiace non sia rimasto a Milano, perché mi sarebbe piaciuto vederlo giocare nella prima squadra. Sarebbe stata la cosa più bella, sicuramente. In Serbia ha la possibilità di giocare di più, questo è fuori da ogni dubbio. Mi aspetto molto da lui, l’ho visto giocare anche con la Nazionale e credo che sia uno dei ragazzi sul quale debba puntare la prossima nazionale. Mi è sempre piaciuto sin dalle giovanili di Milano, e credo abbia ancora tanti margini di miglioramento.
Come vede il livello del campionato italiano?
Sappiamo che Bologna e Milano sono le due squadre migliori, anche se dopo gli impegni europei perdono qualche partita. Però credo che saranno le due che combatteranno per lo scudetto. A livello di gioco a me personalmente piace più il movimento anche senza palla. Si vede tanto pick and roll, ed è una cosa importante, però io credo si possano cercare anche tanti altri modi diversi di giocare. Dipende anche dalla filosofia di un allenatore. Un allenatore mette in campo quello che pensa sia appropriato con i giocatori che ha.
Tra dimissioni ed esoneri, in questa stagione abbiamo visto tre grandi allenatori come Messina, Obradovic e Ivanovic lasciare la panchina. L’hanno sorpresa queste tre vicende?
Ormai sono situazioni che colpiscono poco, perché quando le cose vanno male la prima cosa che viene fatta è cambiare l’allenatore. Nel caso della Virtus dipende anche dal programma della società. In generale le società con un allenatore dovrebbero guardare al lungo termine, ma sono situazioni che succedono.
Nella sua carriera le è capitata qualche situazione simile per cui si è dovuto scegliere tra un giocatore e l’allenatore?
Io penso che singolarmente l’allenatore sia più importante del giocatore e quest’ultimo non debba andargli sopra. Sopra l’allenatore c’è solo la società, che deve avere fiducia nell’allenatore. Se un giocatore non segue le idee del coach, anche se è importante, bisognerebbe prima cambiare lui. Non puoi scegliere o allenatore o giocatore, questo non esiste. Se fossero dieci giocatori contro l’allenatore sarebbe diverso, però in una situazione allenatore o giocatore, io penso debba prevalere l’allenatore.
In campionato la zona salvezza si è ti stilizzata con le due vittorie di Treviso, e ora è una corsa a tre con Cantù e Sassari.
Ci sono ancora qualche partita da giocare. Tutti hanno la possibilità di salvarsi. Andare giù è sempre un problema per le società. Tutte le squadre che lottano per la salvezza sono disposte a qualsiasi cosa per non retrocedere.
Passando alla Nazionale di oggi con Banchi che sta cercando di coinvolgere tutti anche nelle serie minori, secondo lei ci sono già presupposti per tornare competitivi nelle grandi manifestazioni?
Sì assolutamente sì. Io credo che con questa squadra formata da tanti giovani si possa fare bene. Questi ragazzi portano entusiasmo e possono dare tanto. Già ora molti giocano ad alto livello, vedremo quando ci sarà da giocarsi qualcosa di importante.
Un pensiero sulle sue ex squadre in A2 Pistoia e Fortitudo?
Pistoia spero possa risalire dalle zone basse della classifica in cui si trova. Mi dispiacerebbe molto dovesse retrocedere con una piazza così, con tanto entusiasmo, con tanta storia. La Fortitudo mi piacerebbe salisse in A1 per vedere di nuovo il classico derby con la Virtus. E’ chiaro che bisogna anche vedere se le possibilità di andare su sono reali anche dal punto di vista finanziario. Spero di sì.
Quali secondo lei saranno le partite più interessanti della prossima giornata?
Sicuramente Cantù contro Sassari. Questo scontro diretto per la salvezza è importante per entrambe. Milano contro Reggio Emilia può succedere di tutto, però io credo che Milano sia superiore. Dovesse vincere Reggio Emilia sarebbe la terza grande vittoria consecutiva dopo Bologna a Brescia. Così da fuori la vedo difficile. La Virtus visto il momento credo che sarà molto concentrata contro Venizia, che è pericolosa come squadra. Però sarà sicuramente una bella partita.
25ª GIORNATA
Sabato 4 aprile
Brescia-Napoli (ore 18.15, LBA TV, Sky SportBasket)
Trieste-Varese (ore 19, LBA TV)
Treviso-Tortona (ore 19.30, LBA TV)
Cremona-Udine (ore 20.00, LBA TV)
Cantù-Sassari (ore 20.30, LBA TV, Sky Sport Basket)
Domenica 5 aprile
Milano-Reggio Emilia (ore 17.00, LBA TV)
Virtus Bologna-Venezia (ore 20.00, LBA TV, Sky Sport Basket, Sky Sport Uno)
Riposo: Trento
Edoardo Tamba
foto: Gregor Fucka (diaridegirona.cat)