Il più grande cestista spagnolo di tutti i tempi torna a casa, “non ho più l’esplosività di 20 anni fa ma l’ambizione è sempre la stessa”.

Il giorno che tutti i tifosi blaugrana, ma in generale tutti gli appassionati di basket, aspettavano è arrivato: in un Palau Blaugrana vestito a festa nonostante le ormai consuete restrizioni, una carrellata di immagini ingiallite dal tempo ha fatto da anticamera al più desiderato dei ritorni.

Pau Gasol fa il suo ingresso sul parquet dribblando le sedie dei giornalisti sistemate a scacchiera e viene accolto dalle parole del neo presidente Joan Laporta: “Abbiamo l’onore di avere di nuovo qui un punto di riferimento del basket, per il Barça e per il mondo. Grazie di aver portato il barcelonismo nel mondo, grazie di essere tornato a difendere la tua maglia”.

Il massimo dirigente blaugrana non riesce quasi ad enumerare tutti i successi dell’ex Lakers e conclude la sua introduzione con un eloquente “Bentornato a casa”.

“Sono molto grato e felice di vivere questa nuova tappa, di avere l’opportunità di tornare a casa; se n’è parlato per tanti anni di un mio eventuale ritorno ed ho sempre detto di non sapere se avrei concluso qui la mia carriera”. – ha esordito Pau –“Avevo lasciato il Barça ma solo come giocatore, sono sempre rimasto un suo ambasciatore globale e negli USA” – ha proseguito –“collaborando nei progetti della Fondazione per i bambini, per i più disagiati e per la promozione dello sport”.

Il miglior giocatore spagnolo della storia ha poi posto subito l’occhio sull’attualità e le sfide del suo Barça: “Sono qui per aiutare questa grande squadra, sono entusiasta di poter apportare loro qualcosa, voglio competere e vincere l’Eurolega, l’unico titolo che mi manca; non sono lo stesso Pau di 20 anni fa, né quello di 10 anni fa, ma voglio essere un giocatore speciale, che possa dare qualcosa di unico alla squadra”.

Come se il tempo non fosse passato, la maglia blaugrana con il numero 16 giallo è tornata tra le mani del suo padrone, evidentemente l’aveva solo prestata, la foto di gruppo è con tutta la famiglia, inclusa la piccola Elizabeth Gianna – “Marc non c’è perchè è a Los Angeles”, puntualizza scherzosamente Pau – che deve il suo secondo nome alla nipotina acquisita che vive ancora nel suo cuore.

Alle domande dei giornalisti, Gasol ha risposto con chiarezza:

“Ho buone sensazioni, le cose stanno seguendo il giusto percorso, ma tengo i piedi per terra” – ha chiarito riguardo a quando sarà possibile rivederlo in campo – “Al momento non penso alle Olimpiadi ma all’allenamento di oggi pomeriggio” – ha proseguito –“e sono entusiasta di essere di nuovo a casa; non volevo che la mia carriera finisse per un infortunio, anche se è una lesione che fa ritirare quasi tutti, specie alla mia età; voglio godermi il finale come si deve”.

Sull’ambiente blaugrana, Gasol non ha lesinato elogi: “è il non plus ultra, voglio ricambiare l’entusiasmo e l’affetto di tutto il club, mi sono sentito di nuovo a casa, con dei magnifici compagni di squadra”.

L’artefice del grande ritorno? “Juan Carlos Navarro” – risponde senza esitazione – “È con lui che ho cominciato a parlare, poi ho dovuto confrontarmi con Saras (Jasikevicius) per fargli capire che ero pronto anche se sono due anni che non gioco una partita ufficiale”.

E poi le prossime sfide: “Abbiamo un’idea per la data del ritorno ma non è tassativa, voglio prendere ritmo perchè voglio contribuire alla squadra. L’infortunio mi ha dato due anni difficili, in cui ho anche perso buone amicizie, ma mi ha dato anche gioie come diventare padre. Mi ha insegnato a relativizzare le cose, capire che, da un momento all’altro, può calare il sipario”.

Idee chiare anche sul cammino che attende il Barça: “Siamo in un buon momento, abbiamo l’opportunità di rendere davvero speciale questa stagione; è ovvio che un club come il Barça sia oggetto di esigenza e pressione, che sia quasi obbligato a vincere, specialmente con un roster come il nostro, ma è una pressione che si addice alle grandi squadre, a chi punta in alto. Attenzione, però, i titoli non te li regala nessuno, te li devi guadagnare” conclude.

Sarà l’ultima stagione? Pau non chiude del tutto la porta: “È un po’ presto per parlare della prossima stagione, dipenderà da come mi sentirò” – spiega – “ma nella mia vita non ho mai escluso nulla a priori”.