Nel momento più delicato, quando serviva una risposta forte e concreta, è arrivata la firma del suo uomo più discusso. La Virtus Bologna ritrova la vittoria contro l’Acqua S.Bernardo Cantù e lo fa cavalcando una prestazione straordinaria di Carsen Edwards, autentico MVP della serata.
34 punti in 34 minuti, sfiorando il suo massimo in maglia bianconera (36 contro l’Asvel), con una prova offensiva di altissimo livello: 4/11 da due, uno scintillante 7/12 da tre e 5/6 ai liberi, a cui aggiunge 2 rimbalzi e 4 assist. L’unico neo sono le 5 palle perse, ma non bastano a offuscare una prestazione che ha indirizzato la partita fin dai primi possessi.
Dopo giorni complicati, finito nell’occhio del ciclone anche in seguito all’esonero di Dusko Ivanovic, Edwards ha risposto nel modo più diretto possibile: sul campo. Non con parole, ma con canestri, leadership e responsabilità.
La sua gara, tra l’altro, assume un valore ancora maggiore se si considera il contesto. L’infortunio di Matt Morgan nel secondo quarto ha costretto l’esterno americano agli straordinari, sia in termini di minuti che di gestione offensiva. Edwards si è caricato la squadra sulle spalle, diventando non solo il terminale principale, ma anche il riferimento emotivo e tecnico della Virtus.
Triple pesanti, ritmo, capacità di accendersi nei momenti chiave: ogni volta che Cantù ha provato ad avvicinarsi, è stato lui a respingere i tentativi di rimonta. Una prestazione da leader vero, di quelli che nei momenti difficili non si nascondono, ma alzano il livello.
Per la Virtus, questa non è solo una vittoria. È un segnale. E dentro questo segnale c’è tutta la firma di Carsen Edwards.

Eugenio Petrillo 

Nell’immagine Carsen Edwards, foto Ciamillo-Castoria