Una notte di playoff dov’é successo veramente di tutto, tra rimonte, canestri decisivi e l’ennesima masterclass di LeBron James. I Toronto Raptors sopravvivono in maniera incredibile: RJ Barrett viene premiato dal ferro a un secondo dalla fine dell’overtime e condanna i Cleveland Cavaliers a gara 7. Gli Orlando Magic vanno sopra di 24 in casa con i Detroit Pistons, poi si spengono completamente e permettono agli avversari di rientrare: anche qui si deciderà tutto nell’ultima partita della serie. I Los Angeles Lakers, invece, chiudono i conti con gli Houston Rockets: i gialloviola dominano sin dall’inizio e vincono agevolmente in Texas.
Toronto Raptors 112-110 Cleveland Cavaliers dopo OT (3-3 nella serie)
Spettacolo pazzesco alla Scotiabank Arena. I Toronto Raptors comandano per tre quarti e rimangono avanti in doppia cifra grazie alla prestazione fenomenale di Scottie Barnes (25+14 assist, con tre stoppate e tre recuperi) e alla mano caldissima di Ja’Kobe Walter (24), il sostituto dell’infortunato Brandon Ingram. Nel quarto periodo, però, i canadesi smettono di segnare (12 punti a referto) e i Cleveland Cavaliers rientrano con le giocate di James Harden (16 con 5/14 al tiro) e Donovan Mitchell (24 con 11/26 dal campo). A 12 secondi dalla fine ci pensa Evan Mobley (26) a pareggiare i conti, mentre Jamal Shead (7) non riesce a trovare il fondo della retina con il tiro della vittoria: si va all’overtime.
Nel prolungamento continua la battaglia furiosa: Harden segna 4 punti consecutivi, ma Barnes e Collin Murray-Boyles (17) rispondono alla grande. A 34 secondi dalla sirena, Mitchell trova l’appoggio per il +2, mentre dall’altra parte Shead fa 1/2 dalla lunetta: i Cavs sono avanti e Toronto è costretta a commettere fallo. Gli ospiti, però, combinano la frittata: Murray-Boyles pressa Mobley, gli tocca il pallone e glielo fa carambolare sul corpo, costringendo a consegnare la rimessa laterale agli avversari.
L’ultimo possesso è dei Raptors quindi: Barnes penetra, scarica per RJ Barrett (24) che si alza dall’arco con la mano in faccia dello stesso Mobley. La palla colpisce il secondo ferro, si impenna e si infila nella retina a un secondo dalla fine: i tifosi canadesi avranno sicuramente avuto un deja-vu con la soluzione decisiva di Kawhi Leonard nella gara 7 del 2019 contro i Philadelphia 76ers. La tripla della disperazione di Cleveland non trova il bersaglio e i ragazzi di coach Rajakovic possono esultare definitivamente: si tornerà in Ohio per il settimo e decisivo episodio di una serie che ci ha regalato emozioni davvero inaspettate.
Orlando Magic 79-93 Detroit Pistons (3-3 nella serie)
Non è sicuramente il primo turno più entusiasmante a livello offensivo, ma la serie tra Orlando Magic e Detroit Pistons ci sta stupendo di partita in partita con situazioni sempre più surreali. I padroni di casa veleggiano nel primo tempo, dominano completamente gli avversari e vanno all’intervallo sul +22, con gli ospiti che sembrano già aver prenotato i voli per le vacanze. Ma nei playoff NBA i match non finiscono mai e al Kia Center va in scena un secondo tempo difficile da spiegare: i Pistons sbarrano completamente il canestro agli avversari, i Magic sbagliano 23 (!) tiri consecutivi e segnano 19 punti in 24 minuti, numeri praticamente impossibili da vedere a questo livello.
La squadra di coach Bickerstaff completa un parziale di 55-19 e surclassa la franchigia della Florida con il solito Cade Cunningham (32+10 rimbalzi) e con Tobias Harris (22+10 rimbalzi). Uno dei fattori più importanti a livello difensivo è Ausar Thompson che, con il suo atletismo, annulla completamente l’attacco dei Magic (4 stoppate). In particolare Paolo Banchero stecca la partita: 17+10 rimbalzi ma con 4/20 al tiro e 0/9 dall’arco, un netto passo indietro rispetto a gara 5. Desmond Bane ne aggiunge 17 ma anche lui sparisce nella ripresa: l’assenza di Franz Wagner, da questo punto di vista, si è fatta sentire. Ora si torna in Michigan per la partita decisiva: i Pistons sono favoriti, ma questa serie ci ha insegnato che può succedere davvero qualsiasi cosa.
Houston Rockets 78-98 Los Angeles Lakers (2-4, Lakers al secondo turno)
La dura legge del Re cade anche sulla testa degli Houston Rockets: i Los Angeles Lakers sbancano il Toyota Center e volano al secondo turno per sfidare gli Oklahoma City Thunder. Partita mai in discussione, con i ragazzi di coach Udoka che tornano a giocare malissimo in attacco come nei primi episodi della serie (35% dal campo) e che sono costretti a buttarsi in area per la scarsa percentuale dall’arco (5/28, 17.9%). La difesa dei gialloviola li aspetta nel pitturato e ha vita facile a bloccare la fase offensiva avversaria. Nell’altra metà campo ci pensa LeBron James: 28 punti, 7 rimbalzi e 8 assist per il numero #23, top scorer davanti a un solido Rui Hachimura da 21 punti. Austin Reaves, ancora molto lontano dalla forma migliore, ne mette a referto altri 15, mentre Marcus Smart domina in difesa con diversi sfondamenti subiti.
I Rockets chiudono nel peggiore dei modi una serie disputata ben al di sotto delle loro possibilità, soprattutto contro un roster senza due dei terminali offensivi più importanti. I texani non hanno mai avuto Kevin Durant, ma l’ex Warriors e Thunder è comunque sembrato un corpo estraneo all’interno di questo gruppo. In gara 6 l’unico a tirare con il 50% dal campo è Amen Thompson (18 punti) e, probabilmente, è anche l’unico a salvarsi in questo primo turno. Alperen Sengun chiude con 17+11 rimbalzi, ma quello che spaventa il front office è la poca leadership dimostrata nei momenti clou. Reed Sheppard e Jabari Smith Jr. vivono una serata terribile, combinando per 19 punti e un terribile 7/30 al tiro.
La stagione dei texani finisce malissimo e bisognerà fare diverse riflessioni in estate, mentre i californiani si apprestano a disputare una serie che sembra praticamente impossibile da vincere. Luka Doncic potrebbe rientrare in una delle gare a Los Angeles, ma i tempi per lo sloveno rimangono incerti. Servirà un’impresa totale ma, quando hai LeBron James in squadra, un minimo di speranza rimane sempre.
Nell’immagine: RJ Barrett Credit photo: Toronto Raptors (Facebook)