Vittoria che dà speranze alla Dolomiti Energia Trentino, ancora in corsa per un posto playoff, pur non dipendendo da sé stessa.

L’Aquila incassa il ritorno di Udine e sprinta nel finale sulle ali di Steward (15) e sulle puntuali giocate dei vari Battle (10), Jakimovski (12) e Bayehe (12).

Per l’APU resta una stagione, conclusa per quanto riguarda il parquet di casa, al di sopra delle aspettative; in gara gli uomini di coach Vertemati, con 16 punti di un ritrovato Bendzius, ci provano fino alla fine ma incappano in errori di frenesia che vanificano lo sforzo difensivo profuso.

 

CRONACA

Avvio subito combattuto ed intenso tra le due squadre, è Trento a trovare i primi punti della giornata con la caparbietà di Steward, la tripla di Hassan e l’inchiodata di Jogela in contropiede (2-8), il 2-10 in appoggio di Jakimovski costringe coach Vertemati al primo time out del match.

La musica, però, non cambia, ancora una tripla del nordmacedone vale il +11, ci pensa Hickey a chiudere oltre 2′ di astinenza offensiva dei suoi (4-13).

L’APU si fa apprezzare per intensità a rimbalzo ma non capitalizza, Hassan replica ma improvvisamente Christon toglie il tappo dal canestro ospite con la tripla (8-15).

L’inerzia resta, però, nelle salde mani dell’Aquila, spinta dall’ennesimo bersaglio grosso, opera di Steward, la replica è di Dawkins ma il rientro è troppo lento e Battle si porta a casa una gita in lunetta (11-22).

L’ingresso del numero 24 rivitalizza l’attacco di coach Vertemati ma la difesa continua a lasciare troppi buchi, anche capitan Forray firma il canestro pesante in uscita dalla panchina, al 10′ è 15-27 per la Dolomiti Energia.

La zona di coach Cancellieri continua a mettere pressione sull’APU, Calzavara ne esce guadagnandosi e trasformando due liberi, poi capitalizzando in contropiede la stoppata con cui Mekowulu cancella il tentativo di Battle, infine servendo in angolo Dawkins per il -5 (22-27) che costringe la panchina ospite a fermare il gioco.

È proprio così che il divario continua a scendere, transizioni veloci ed intensità; Bendzius si sblocca con l’and one, Dawkins realizza anche la terza tripla della sua gara, 30-31, prima che il lituano capitalizzi il sorpasso con il giro dorsale (32-21).

L’Aquila replica con l’ormai solito Jakimovski per riprendersi la testa, tuttavia il prematuro bonus raggiunto manda due volte Christon a fare bottino a cronometro fermo, occasione fin troppo ghiotta per l’ex Brescia, la tripla di Hickey fissa il 41-35 ed obbliga al secondo time out per Cancellieri.

Il passaggio in panchina riattiva gli ospiti, nonostante la tripla di Bendzius, Forray e Steward trovano due canestri dalla lunga distanza e ricuciono fino al 44-43, stavolta è coach Vertemati a fermare il gioco.

Il risultato, però, non si muove oltre, al 20′ si va al riposo con un punto a dividere le due squadre.

Pronti via della ripresa e Udine riallunga; dalla rubata di Hickey nasce la tripla di Bendzius, poi lo statunitense si mette in proprio e risigilla il +6 (49-43).

La sveglia ospite è suonata da Steward, Hickey replica immediatamente dall’angolo, Mawugbe scuote di nuovo l’Aquila e sé stesso affondando la bimane (52-48), Aldridge ricuce fino al -2.

Si viaggia sui binari dell’equilibrio, Dawkins trova la rocambolesca schiacciata, sotto canestro è sempre più una tonnara, fuori dal perimetro è Battle a mettere tutti d’accordo (54-53).

Sempre dal perimetro arriva il sorpasso, scarico per Bayehe a cui Ikangi lascia troppo spazio, solo cotone e 54-56 con tanto di time out per la squadra di casa.

La cosa peggiore è uscire dalla panchina e commettere lo stesso errore, Udine lo fa e Bayehe punisce; i ragazzi di Vertemati commettono errori anche marchiani, Christon riattiva l’attacco ma Jakimovski tocca la doppia cifra per ristabilire il +5, ancora Jogela aggiorna il massimo vantaggio trentino, prima che una serpentina ubriacante di Battle firmi il 56-65.

Resta tempo per un colpo d’orgoglio, lo firma Da Ros con la tripla da oltre 8 metri, si va all’ultimo giro di boa sul 59-65.

L’interesse dell’APU è quello di far saltare gli schemi, quando ci riesce arrivano punti; Ikangi accorcia dal perimetro in transizione.

Dopo un po’ di studio, Aldridge trova il corridoio vincente bruciando Da Ros, tuttavia sono gli errori a caratterizzare la prima metà del quarto periodo.

Ciò implica che ogni canestro ha un peso specifico enorme, quello di Steward che vale il 63-70 obbliga coach Vertemati a fermare il gioco per non far sfuggire definitivamente la Dolomiti Energia.

Il numero 1 trentino, però, non perde ritmo, suo il canestro del +9; l’APU ha un sussulto con Christon che trova 4 punti in fila, 67-72 a 1’50” dal termine.

Trento ritrova i 3 possessi di vantaggio con Jakimovski, le ultime speranze dell’APU sono nelle mani di Bendzius ma la zampata di Aldridge respinge l’assalto, finisce 69-76.

 

IL MIGLIORE: DJ STEWARD

Comincia subito attaccando bene il pitturato, si prende qualche spezzone di pausa ma nel finale piazza la zampata che permette all’Aquila di violare il Carnera.

 

DA RIVEDERE: CHRISTIAN MEKOWULU

Soffre maledettamente i mismatch e si carica presto di falli, Udine perde presto intensità a rimbalzo e concede, di conseguenza, troppe seconde opportunità.

 

PAGELLE

APU OLD WILD WEST UDINE

Christon 6, Spencer 5, Hickey 6,5, Pavan ne, Mekowulu 4, Da Ros 5, Biasutti ne., Bendzius 6,5, Dawkins 7, Calzavara 5, Mizerniuk ne, Ikangi 5, all. Vertemati 5,5.

DOLOMITI ENERGIA TRENTINO

Steward 7, Niang sv, Jogela 5, Forray 6,5, Airhienbuwa ne, Cattapan ne, Mawugbe 6, Aldridge 6, Jakimovski 6,5, Bayehe 7, Hassan 5,5, Battle 6, all. Cancellieri 6,5.