Il basket italiano piange la scomparsa di Piero Pasini, storico allenatore romagnolo spentosi oggi, 8 giugno 2026, all’età di 84 anni. Nato a Forlimpopoli il 31 maggio 1942, Pasini era ricoverato da alcuni giorni e si trovava in coma farmacologico. Con la sua scomparsa se ne va una delle figure più rispettate e apprezzate della pallacanestro italiana, un tecnico capace di lasciare il segno in ogni piazza in cui ha lavorato.
Per tutti era semplicemente “Topone”, soprannome che lo ha accompagnato lungo una carriera lunghissima, attraversando oltre cinquant’anni di basket tra squadre maschili, femminili e settori giovanili. Un percorso costruito con competenza, passione e una straordinaria capacità di valorizzare i talenti.
Il nome di Pasini resterà indissolubilmente legato a Rimini. Arrivato sulla panchina della Marr nel 1983, riuscì immediatamente a centrare quella che ancora oggi rappresenta una delle pagine più importanti della storia del club: la promozione in Serie A1 conquistata nell’aprile del 1984. Un’impresa che fece entrare la società romagnola nell’élite della pallacanestro italiana e che consegnò definitivamente Pasini alla storia del basket riminese.
La sua avventura sulla Riviera proseguì anche nelle due stagioni successive, culminate con uno straordinario sesto posto in Serie A1. Negli anni Novanta tornò poi a Rimini per una seconda esperienza, dal 1990 al 1992, contribuendo ancora una volta alla crescita della società e riportando la squadra dalla Serie B alla massima categoria. In quel periodo risultò inoltre decisivo nella formazione e nello sviluppo di una generazione di giovani giocatori destinati a lasciare un’impronta importante nella pallacanestro nazionale.
Il destino ha voluto che l’addio a Pasini arrivasse proprio nei giorni in cui la “sua” Rimini è impegnata nelle finali promozione, a caccia di un ritorno in Serie A che riporterebbe la piazza romagnola ai vertici del basket italiano. Un intreccio simbolico che rende ancora più forte il legame tra il tecnico forlimpopolese e una città che non ha mai dimenticato le imprese costruite insieme negli anni Ottanta e Novanta.
Prima e dopo le imprese riminesi, Pasini costruì una carriera ricchissima di esperienze. Guidò piazze storiche come Vigevano, Livorno, Brindisi, Treviso, Forlì, Reggio Emilia, Brescia, Caserta, Avellino, Napoli, Cagliari, Fabriano e Trieste, distinguendosi sempre per la sua capacità di creare gruppi solidi e competitivi. Parallelamente lasciò un segno significativo anche nel basket femminile, allenando tra le altre Vicenza, Parma, Schio, Bolzano e Battipaglia.
Nel corso della sua carriera arrivarono anche importanti soddisfazioni a livello nazionale e internazionale, con la conquista di una Coppa dei Campioni femminile, uno Scudetto femminile e quattro promozioni dalla Serie A2 maschile. Traguardi che testimoniano la qualità del lavoro svolto da un allenatore capace di adattarsi a epoche, categorie e contesti differenti.
Oggi il basket italiano perde un allenatore, un educatore e un punto di riferimento. Rimangono le sue imprese, i giocatori che ha contribuito a formare e il ricordo di un uomo che ha dedicato tutta la sua vita alla pallacanestro. Rimane soprattutto l’eredità di “Topone” Pasini, uno dei grandi maestri del basket italiano.
Il direttore di Basket Magazine, Mario Arceri, il vicedirettore Fabrizio Pungetti e la redazione tutta esprimono alla famiglia di Piero le più sincere condoglianze.
Addio a Piero Pasini, il maestro delle promozioni che ha fatto la storia del basket italiano