Caserta è tornata. E lo ha fatto nel modo più bello: vincendo, soffrendo, emozionando e trascinando un’intera città verso una promozione che vale molto più di una semplice categoria. La Juvecaserta ha conquistato la serie A2 e riportato una delle piazze più prestigiosi della pallacanestro italiana nel palcoscenico che più le appartiene. Al termine della serie contro Vigevano, vinta 3-1, è esplosa la gioia del vecchio palazzetto, il cui parquet in pochi istanti è stato invaso dai tifosi che si erano assiepati sulle gradinate del PalaPiccolo. Un’invasione di campo spontanea ma carica di significato, tra abbracci, lacrime, cori e bandiere che hanno trasformato il campo di gioco nel cuore pulsante di una festa che in molti sognavano ad occhi aperti. «È un sogno che si realizza», le primissime parole del presidente Francesco Farinaro rilasciate proprio su quel legno.
La promozione della Juvecaserta non rappresenta soltanto un traguardo sportivo, ma il ritorno dirompente dell’amore per il basket di una comunità, che pur non smettendo mai di credere nella propria squadra, aveva visto il tifo affievolirsi. L’incredibile retrocessione maturata appena due anni fa, con l’esilio ad Aversa e salvata dal ripescaggio, così come il mediocre campionato scorso concluso senza neppure riuscire ad agguantare un posto ai playin, nella loro negatività hanno permesso di ricostruire la tifoseria. Oggi più giovani si sono avvicinati al tifo organizzato, ed è bastato vedere quegli oltre 500 casertani lo scorso lunedì sera a Vigevano. Tanti erano espatriati che hanno colto l’occasione, il che rappresenta quel cordone ombelicale indissolubile.
Alla fine la Juvecaserta è senso di appartenenza, amore per la città e quei colori. E tra i protagonisti di questa cavalcata c’è proprio un nuovo scugnizzo. Quel Mimmo D’Argenzio, figlio di questa provincia, che ha incarnato e trasferito lo spirito combattivo di questa terra alla squadra, diventando un punto di riferimento per i compagni e un simbolo di attaccamento alla maglia. Alla sua seconda annata in maglia bianconera, quello che era il suo sogno sin da bambino, è alla sua terza promozione in A2 dopo quelle con Rimini e Luiss Roma. Come D’Argenzio, nei momenti di difficoltà si è spesso passati per il gigante croato Matej Radunic, una combinazione di stazza e qualità, energia e presenza, diventato un uomo chiave lungo la stagione.
E poi, senza togliere nulla a tutti gli altri componenti del roster, Alessandro Sperduto, l’eroe di gara 1 a Vigevano, che con il suo tiro vincente ha indirizzato questa serie finale, l’unica nella quale Caserta non poteva contare sul fattore campo. Un aspetto decisivo, se si pensa che sia ai quarti che in semifinale contro Herons Montecatini ed Orzinuovi i bianconeri sono andati alla decisiva gara 5, vinta nel catino di viale Medaglie d’Oro. Sperduto, di ritorno all’ombra della Reggia, è stato il valore aggiunto del gruppo e quello che spesso ha tolto le castagne dal fuoco, incidendo nei momenti che contavano.
Il successo della Juvecaserta è comunque il risultato di un lavoro collettivo, tra dirigenza, staff tecnico, giocatori e tifosi, che hanno remato tutti nella stessa direzione, costruendo giorno dopo giorno una squadra capace di meritarsi il salto di categoria. Una vittoria sportiva che porta il marchio di coach Lino Lardo, e che è la dimostrazione di quanto possa essere forte una realtà che ritrova unità, identità e ambizione. Adesso si apre una nuova fase, la serie A2, che rappresenta una sfida impegnativa ma allo stesso tempo straordinaria per continuare il percorso di crescita di questa società, che per la sua gente non sarà mai soltanto una squadra di basket. Bensì un patrimonio da difendere e da mostrare con orgoglio.
In copertina Mimmo D’Argenzio con la coppa della promozione, foto Ciro Santangelo
Giovanni Bocciero