Il conto alla rovescia è iniziato. In casa Pallacanestro Trieste il 15 luglio si profila come una delle date più importanti dell’estate biancorossa, chiamata a sciogliere diversi nodi societari e a dare finalmente continuità al lavoro avviato da Michael Arcieri. Dopo settimane di preoccupazione e indiscrezioni, il messaggio che arriva è chiaro: i ritardi non sarebbero il sintomo di una situazione bloccata, ma il risultato di un confronto ancora aperto tra la nuova proprietà e il management sportivo.
Secondo quanto riferito da Raffaele Baldini nell’ultimo video sul proprio canale YouTube, il rinvio del Consiglio di amministrazione al 15 luglio non rappresenterebbe un semplice slittamento burocratico. Al contrario, servirebbe a consentire alla Newport Holdings LLC e al general manager Michael Arcieri di arrivare all’appuntamento con un quadro più definito sotto il profilo economico e organizzativo.
Tra gli obiettivi immediati ci sarebbe la copertura delle pendenze economiche della stagione appena conclusa, quantificate in circa 400-500 mila euro, oltre alla definizione del primo budget destinato alla costruzione della squadra. Contestualmente dovranno essere chiariti anche organigramma, deleghe operative e ruoli della nuova governance.
Uno degli aspetti che continua ad alimentare dubbi tra i tifosi riguarda proprio Newport Holdings. Baldini invita però alla prudenza, ricordando come una LLC statunitense non abbia gli stessi obblighi di trasparenza di una società italiana e che, di conseguenza, molte delle informazioni circolate nelle ultime settimane non possano essere realmente verificate. I contatti tra Connor Barwin e Arcieri, però, sarebbero costanti e in progressiva intensificazione, elemento interpretato come un segnale positivo per la prosecuzione del progetto.
Nel frattempo il mercato non è fermo. Arcieri è impegnato a Las Vegas per seguire la Summer League NBA, passaggio che rientra nella strategia già adottata nella scorsa stagione. L’idea del dirigente americano resta quella di attendere la seconda metà di luglio e l’inizio di agosto, quando il mercato internazionale offre occasioni tecniche ed economiche più favorevoli rispetto alle prime settimane estive.
Le prime certezze del roster riguardano Michele Ruzzier, Francesco Candussi e il capitano Lodovico Deangeli, destinato a prolungare il proprio rapporto con Trieste con un biennale con opzione per il terzo anno. Rimane aperta anche la trattativa con Markel Brown: il giocatore avrebbe espresso la volontà di confrontarsi innanzitutto con la società giuliana, pur nella consapevolezza che servirà trovare un’intesa economica soddisfacente per entrambe le parti.
Baldini invita inoltre a ridimensionare l’ansia legata al mercato, ricordando come numerose squadre di Serie A abbiano ancora organici incompleti. La costruzione dei roster, soprattutto per quanto riguarda gli stranieri, entrerà nel vivo soltanto nelle prossime settimane e il ritardo apparente di Trieste non rappresenterebbe quindi un’anomalia rispetto alle concorrenti.
Un altro dossier destinato a incidere sul futuro del club è quello relativo al PalaTrieste. Nel video, Raffaele Baldini entra nel dettaglio dei costi legati alla gestione del PalaTrieste, spiegando perché la trattativa tra la società giuliana e il Comune sia principalmente una questione economica.
Secondo il giornalista, il costo complessivo annuo per gestire il PalaTrieste si aggirerebbe intorno a 1,4 milioni di euro, considerando non solo il canone ma anche tutte le spese di esercizio: manutenzione, utenze, personale e gestione ordinaria. Una stima in linea con quanto emerso anche nei documenti e nelle dichiarazioni pubbliche sulla gestione dell’impianto.
L’alternativa presa in considerazione dalla società prevederebbe invece il trasferimento temporaneo delle attività a Gorizia, con uffici in affitto e una diversa organizzazione logistica. In questo caso, il costo complessivo stimato sarebbe di circa 700 mila euro all’anno, ovvero la metà rispetto alla permanenza al PalaTrieste.
Per Baldini è proprio questa differenza economica a spiegare il braccio di ferro con il Comune: da una parte la società cerca di contenere i costi, dall’altra il Comune non avrebbe convenienza a ritrovarsi direttamente in gestione un impianto così oneroso. Da qui la convinzione che esistano ampi margini per arrivare a un accordo che consenta alla Pallacanestro Trieste di restare nel proprio storico palazzetto.
L’impressione, dunque, è che i prossimi giorni rappresentino un passaggio decisivo. Tra definizione della nuova proprietà, prime mosse di mercato e accordo sul PalaTrieste, il 15 luglio potrebbe finalmente offrire le risposte che il popolo biancorosso attende da settimane.