Il caos sull’eleggibilità nel college basket americano si arricchisce di un nuovo capitolo e questa volta riguarda molto da vicino anche Saliou Niang.

La Southeastern Conference ha approvato una nuova politica che impedisce alle proprie università di utilizzare atleti che abbiano già compiuto determinati passi verso il professionismo. Una decisione destinata ad avere conseguenze importanti sul mercato NCAA e che coinvolge direttamente LSU, università scelta dall’ex giocatore della Virtus Bologna.

Il provvedimento riguarda gli atleti che abbiano dichiarato la propria eleggibilità per i Draft NFL, NBA o WNBA senza ritirare il nome entro i termini previsti, chi abbia firmato un contratto professionistico e chi sia stato inserito nel roster di una franchigia professionistica.

Il punto centrale è che si tratta di una norma interna alla SEC, aggiuntiva rispetto alle regole generali NCAA. Anche un giocatore che dovesse ottenere l’eleggibilità attraverso la NCAA o una decisione giudiziaria potrebbe quindi trovarsi davanti a un ulteriore ostacolo per giocare in una delle università appartenenti alla conference.

Ed è qui che entra in gioco LSU.

Il caso R.J. Luis accende lo scontro

Al centro della battaglia c’è R.J. Luis Jr., ex stella di St. John’s e Big East Player of the Year nella stagione 2024/25.

Luis aveva dichiarato la propria eleggibilità per il Draft NBA 2025 e, dopo essere rimasto undrafted, aveva firmato accordi professionistici con Utah Jazz e Boston Celtics. Non ha però mai disputato una partita di regular season NBA o di G League.

Dopo aver deciso di tornare al college scegliendo LSU, il giocatore si era visto contestare la propria eleggibilità. La vicenda è quindi finita davanti a un tribunale della Louisiana, dove Luis ha ottenuto un’ingiunzione preliminare che gli permette, almeno per il momento, di giocare nella stagione 2026/27.

È proprio nella causa relativa a Luis che è intervenuto Greg Sankey, commissioner della SEC.

Come riportato da ESPN, Sankey ha depositato un affidavit chiedendo al giudice di confermare le regole che impediscono il ritorno al college degli atleti passati al professionismo, parlando di «competitive disadvantage and fundamental unfairness», ovvero di uno svantaggio competitivo e di una fondamentale ingiustizia nei confronti degli altri studenti-atleti.

La SEC ha successivamente trasformato questa posizione in una vera e propria politica della conference.

Secondo quanto riportato dall’Associated Press, la nuova norma è stata approvata all’unanimità e riguarda anche il basket, andando oltre il provvedimento inizialmente adottato dalla Big Ten.

Il messaggio della conference è molto chiaro: «College athletes, not former professional athletes».

Perché la nuova regola riguarda Saliou Niang

La situazione diventa particolarmente interessante per il basket italiano proprio per la presenza di Saliou Niang.

L’azzurro ha lasciato la Virtus Bologna per intraprendere l’esperienza universitaria con LSU, ma la sua posizione non è ancora stata definitivamente chiarita.

Niang ha infatti svolto diversi anni di attività professionistica in Italia e, soprattutto, si è dichiarato per il Draft NBA 2025, nel quale è stato selezionato dai Cleveland Cavaliers con la 58ª scelta assoluta.

Ed è proprio quest’ultimo elemento a rappresentare il problema principale.

La nuova politica della SEC comprende espressamente gli atleti che si sono dichiarati per il Draft professionistico senza ritirare il proprio nome entro la deadline. Niang, essendo arrivato fino alla selezione da parte dei Cavaliers, rientra evidentemente in questa categoria.

Non è quindi necessario che abbia firmato un contratto NBA per entrare nel perimetro della nuova norma.

Questo non significa che Niang sia già definitivamente escluso dalla NCAA. La questione è più complessa: il giocatore potrebbe ancora ottenere l’eleggibilità a livello nazionale o beneficiare di ulteriori decisioni giudiziarie, ma dovrebbe comunque fare i conti con la politica interna della SEC per poter scendere in campo con LSU.

LSU al centro del caos sull’eleggibilità

La posizione dell’università è particolarmente delicata.

Il nuovo progetto di Will Wade ha puntato fortemente anche su giocatori provenienti dal professionismo internazionale. Oltre a Niang, LSU attende infatti decisioni relative a diversi giocatori come Brice Dessert, Marcio Santos e Michael Ruzic, mentre anche il nome di Yam Madar è stato accostato al programma.

Secondo quanto riportato dalla stampa americana, la SEC ha inoltre attribuito a Sankey ampi poteri per far rispettare la nuova politica, con la possibilità di intervenire sull’eleggibilità dei giocatori e di applicare eventuali sanzioni alle università che dovessero violare le disposizioni.

Si apre quindi un possibile scontro tra decisioni dei tribunali, regolamenti NCAA e norme delle singole conference.

R.J. Luis ne rappresenta al momento l’esempio più evidente: un giudice gli ha concesso la possibilità di tornare a giocare al college, mentre la SEC ha successivamente approvato una norma che punta esattamente a impedire situazioni di questo tipo.

Anche Yaacov ed Ellis nel dibattito NCAA

Il problema non riguarda soltanto LSU.

Nei giorni scorsi aveva fatto discutere anche il caso di Noam Yaacov, dichiarato ineleggibile dopo aver scelto Utah nonostante l’esperienza accumulata nel basket professionistico europeo.

Il suo caso aveva inevitabilmente portato l’attenzione anche su Quinn Ellis, passato da Trento e Olimpia Milano prima di scegliere St. John’s.

Per Ellis, però, la nuova norma SEC non rappresenta direttamente un problema: St. John’s appartiene alla Big East e non è quindi soggetta alle decisioni della Southeastern Conference. Resta invece da chiarire la sua posizione rispetto alle norme generali sull’eleggibilità NCAA.

Per Niang il quadro è differente. LSU appartiene alla SEC e il suo percorso fino alla scelta numero 58 del Draft NBA 2025 sembra inserirlo direttamente tra i giocatori interessati dalla nuova stretta.

Il caso è quindi tutt’altro che chiuso e potrebbe diventare uno dei passaggi più importanti nella battaglia che sta ridefinendo il confine tra basket professionistico e college basketball.

In foto: Saliu Niang e Quinn Ellis | Foto di Foto M.Ceretti / Ciamillo-Castoria