La corona di re dell’AEK Atene, compagine altrimenti definita ‘la regina’, non esiste, ma sicuramente uno dei sovrani della squadra fondata dalla diaspora greca da Costantinopoli già resa grande da personalità del calibro di Krešimir Ćosić e Duško Ivković è e rimarrà Dragan Šakota. Il professionista serbo classe 1952 ha infatti firmato un contratto per i prossimi quattro anni che de facto lega all’AEK l’allenatore che, oltre a sedere sulle panchine di Fortitudo Bologna, Reggiana e Brindisi in Italia, al timone della squadra di Atene è stato il coach maggiormente vincente della storia del club giallonero.
Affermatosi nel solco della scuola grecoslava, che proprio all’AEK fu iniziata da Krešimir Ćosić, prima che Željko Obradović e Duško Ivković la evolvessero al rango di superpotenza continentale al timone di Panathinaikos e all’Olympiacos rispettivamente, Šakota, predicando difesa aggressiva e solida circolazione di palla, anche da parte dei lunghi, è stato l’unico stratega capace di interrompere il duopolio di dei biancoverdi di Atene e dei biancorossi del Pireo, che sullo scenario cestistico nazionale dura incessantemente dal 1992.
Ruolo ancora da chiarire
Oltre allo scudetto ellenico del 2002, Šakota con l’AEK nel 2018 ha vinto quella FIBA Basketball Champions League che, oggi, resta l’obiettivo principale di una compagine che, proprio per mezzo di un buon piazzamento nella massima competizione europea organizzata dalla federazione internazionale, punta a ritagliarsi uno spazio ai piani alti del basket continentale cercando, come del resto lo stesso stratega serbo ha dichiarato a più riprese, di entrare a fare parte del progetto NBA Europe.
Come sottolinea Gazzetta.gr, da chiarire nel contratto rinnovato è il ruolo che Šakota, che in carriera ha guidato anche Zadar e Stella Rossa, assumerà ad Atene nei prossimi anni. Qualora per qualsiasi ragione non dovesse continuare ad allenare, il professionista classe 1952 nativo di Belgrado potrebbe infatti rimanere in seno alla dirigenza dei gialloneri per garantire continuità al progetto sportivo da lui consolidato.
Matteo Cazzulani
Nella foto: Dragan Šakota. Credits: FIBA