La guardia dell’Olimpia Milano Marko Guduric è stato ospite al Podcast 6.75 ed ha toccato vari temi dal suo rapporto con Ettore Messina fino ad arrivare a parlare anche di coach Poeta. Queste le sue dichiarazioni:

Su Ettore Messina: “È qualcosa che avevo sentito anche io prima di andare lì, ma davvero, per il breve periodo che ho passato con lui e fin dalla nostra prima telefonata, tutto ottimo. Il meglio possibile, almeno nei miei confronti. È stato un periodo breve, tre o quattro mesi in tutto, ma top. Davvero professionale. Ha avuto comprensione per la mia situazione con l’infortunio dopo l’Europeo dell’anno scorso. Ho ricevuto tanto sostegno da parte sua e un paio di volte abbiamo avuto colloqui in cui mi ha chiamato nel suo ufficio”.

Sull’addio di Messina: “Se non ricordo male avevamo giocato a Trieste, avevamo perso, e abbiamo fatto un viaggio di ritorno di sei ore in bus. Durante quel viaggio aveva già avvisato il club e deciso. Il giorno dopo, nella riunione, ci disse che nella partita precedente di EuroLeague, mentre saliva le scale verso il palazzetto, aveva capito che non ce la faceva più. Ci disse che aveva pensato se uscire o meno, poi era uscito, ma in quel momento aveva capito che non poteva più continuare. Aveva questa pressione. Ce lo disse tutto apertamente”.

Su Peppe Poeta: “Sì, l’energia era tanta, soprattutto all’inizio. Questo succede spesso quando cambia un allenatore, nelle prime partite. Però lui ha davvero quell’energia ed è sempre positivo. Forse è troppo buono. Gliel’ho detto anche io. Forse in alcune situazioni è troppo buono. Ma lui dice: io sono fatto così, non posso urlarvi contro. Gli ho detto un paio di volte: se serve, urla anche contro di me, così magari svegliamo un po’ la squadra. Però va bene, ha il suo stile. Io forse sono un po’ abituato alla nostra mentalità. Ho avuto tanti allenatori e molti erano di quella scuola. Per questo mi sembrava strano: tutto bello, tutto tranquillo. Ma ognuno ha il suo stile”.