Prima amichevole per la Tezenis Verona, che tra le mura amiche del PalaMagis ospita Treviso, al secondo impegno della propria preseason dopo la vittoria su Cividale. Punteggi azzerati al termine di ogni quarto per questa prima uscita stagionale.
Assenti tra le fila gialloblù Andrew Andrews, in attesa del visto e atteso in Italia nel corso della prossima settimana, e Andrea Loro, tenuto precauzionalmente a riposo. Ospiti al completo.
Dopo la scoppiettante presentazione dei padroni di casa, che scalda i circa 1500 spettatori presenti, viene alzata la prima palla a due della stagione veronese. Coach Alessandro Ramagli parte con Zampini, Massinburg, Brockington, Melendez e Tobey, a cui Marcelo Nicola risponde con Russell, Macura, Miaschi, Chapman e Croswell.
Macura apre le danze dalla lunga distanza e Melendez risponde in entrata; dopo le triple di Zampini e Tobey, gli ospiti chiamano subito timeout sull’8-4 dopo meno di due minuti di gioco.
I carichi di lavoro si fanno sentire, soprattutto a livello difensivo, con gli attacchi che hanno la meglio ed entrambi i coach che danno ampio spazio a tutti gli effettivi disponibili: 17-14 dopo cinque minuti.
Brockington prova a mettersi in ritmo ma non riesce a trovare il fondo della retina, mentre l’ex di serata Cappelletti sorpassa con quattro liberi consecutivi. Massinburg, allo scadere e da quasi metà campo, infiamma il tifo gialloblù e Samuels si presenta ai propri tifosi con una tripla. È ancora Cappelletti a tenere a contatto i suoi con un canestro in transizione per il 25-23 di fine primo quarto.
Il secondo parziale si apre con due liberi di Zampini e una strepitosa schiacciata in backdoor di Melendez. Macura rimane caldo dalla linea dei tre punti e porta Treviso avanti 6-10. Tobey dispensa cioccolatini dal post alto e, dopo Melendez, manda a schiacciare anche Poser.
Ramagli getta nella mischia anche il giovane Mane, Verona va presto in bonus e Treviso trova punti facili dalla lunetta, oltre a sfruttare le iniziative di Chery e Russell, per il +4 sul 18-22. In uscita dal timeout Massinburg riavvicina i suoi, ma Cappelletti dalla lunetta sigla il 20-24 su cui si chiude il secondo periodo.
A inizio secondo tempo polveri bagnate per entrambe le compagini. Brockington muove il punteggio dalla lunetta e spara poi la tripla del personale 5-0. Croswell non esita a rispondere con quattro punti in fila. L’ex New Zealand Breakers è on fire e, dopo due triple di Chapman, riporta Verona avanti a metà quarto, ancora una volta dalla lunga distanza: 11-10.
Il nativo del Maryland non smette di segnare e risponde con quattro punti filati alla tripla dall’angolo di Macura, che si conferma il migliore dei suoi. Samuels e Croswell si scambiano canestri e il 2+1 del prodotto di Villanova porta i gialloblù sul 20-19.
Il finale di quarto è all’insegna dell’equilibrio, con canestri da una parte e dall’altra, e si chiude con due liberi e un appoggio in contropiede di Massinburg, prima che Cappelletti fissi il punteggio sul 28-27.
Treviso parte meglio nell’ultimo parziale, spinta dai cinque punti di Miaschi. Verona fatica offensivamente e soffre la difesa molto fisica degli ospiti, con Macura che continua a colpire per il 4-10 di metà quarto. L’aggregato Bossi scuote i padroni di casa dalla lunga distanza, a cui risponde Cappelletti con la stessa moneta.
Brockington prosegue nel suo ottimo momento segnando da tre, prima di commettere un ingenuo sfondamento nell’azione successiva. Treviso mantiene il vantaggio nonostante i tentativi di rimonta finale dei padroni di casa, che paiono però in debito d’ossigeno. Anche l’ultimo quarto viene così vinto dai biancazzurri per 12-15.
Nonostante la sconfitta nel computo finale dei quarti (85-89), arrivano buone indicazioni per coach Ramagli, che si presentava a questo match senza due elementi importanti come Andrews e Loro. Buone cose soprattutto da Massinburg e Brockington, con quest’ultimo che, dopo aver litigato con i ferri nel primo tempo, si è scatenato nella ripresa. Buone cose anche da Tobey, soprattutto in veste di passatore e da Melendez che, nonostante la troppa foga difensiva, ha lasciato intravedere sprazzi di atletismo di altissimo livello.
Foto: Camillo Castoria