Siamo onesti, abbiamo ancora un bel po’ di amaro in bocca per la sconfitta di venerdì contro la Bosnia. Non è per la partita persa, che in trasferta ci può stare, ma è per come è maturata. Esclusa la prima metà del quarto iniziale e i pochi secondi dell’ultima frazione dopo la tripla di capitan Melli che ci aveva fatto compiere il sorpasso, l’Italia è sempre stata costretta ad inseguire. E non è neppure quello il problema più grande, ma si tratta di una questione di ‘personalità’. Proprio quella che il ct Banchi ha chiesto a gran voce in un timeout della gara di Tuzla.
In una serata deficitaria al tiro, con l’attacco che ripetutamente ha sbattuto contro il muro bosniaco, abbiamo perso un’infinità di palloni anche a metà campo e concesso una miriade di rimbalzi offensivi. Che sarebbe stata una partita ostica ce lo immaginavamo, e proprio per questo bisognava essere più pronti nelle pieghe del match. Soprattutto quando la Bosnia ha cercato in un incredibile finale di regalarcela, la vittoria.
Andiamo avanti, nulla è perduto, ma ci aspetta una durissima partita con la Serbia. Il recente passato ci sorride, visto che abbiamo un conto aperto di tre successi in fila: finale del Preolimpico 2021 a Belgrado, ottavi dell’Europeo 2022 a Berlino e seconda fase al Mondiale 2023 di Manila. Tre gare belle ed avvincenti, anche se in una sola occasione c’era Nikola Jokic, lo spauracchio da dover fermare in qualche modo questa sera, nella seconda gara della seconda fase delle qualificazioni al Mondiale 2027.
Se Nurkic ci ha dominato in area, Jokic può fare di più. Molto di più. Ma contiamo sul pubblico della Vitrifrigo Arena di Pesaro, per l’occasione esaurita in ogni ordine di posto, affinché possa spingere gli azzurri con il cuore oltre l’ostacolo. Ovvio che rispetto alla Bosnia, saranno anche i giocatori chiamati a dover cambiare registro. Per la gara che si giocherà alle ore 19.30, c’è un solo cambio nei dodici: al posto di Ferrari è convocato Akele, con Mannion, Melli, Niang, Fontecchio, Thompson, Tessitori, Baldasso, Spagnolo, Ricci, Emejuru e Tonut.
Foto di copertina, credit Fiba
Giovanni Bocciero