L’Italia batte gli Stati Uniti 52 a 55; per loro.
La matematica se ne farà una ragione, per stasera è solo un’opinione. È un’Italia più forte di tutto. Un’Italia senza paura di sfidare le più celebrate giocatrici del mondo, senza cedere un istante alla soggezione. Un’Italia che fa il suo gioco dal primo minuto all’ultimo tiro di Zandalasini che taglia in due il fiato di tutta America, da New York a San Francisco. Sul tabellone vincono loro, ma se ne vanno quasi a testa bassa, mentre il palazzetto è tutto per le azzurre. Difficile distribuire meriti, impossibile ricapitolare le singole prodezze, soprattutto difensive, che minuto dopo minuto hanno visto protagoniste tutte le ragazze del roster. In ordine sparso, come frammenti di un sogno: Martina Fassina che sradica a rimbalzo una pertica a stelle e strisce alta il doppio e tripla per stazza; Francesca Pan che stoppa – stoppa! – Caitlin Clarke; Francesca Pasa in versione coltello nel burro nella difesa avversaria, Mariella Santucci elettrica che neanche un tostapane nella vasca da bagno. E poi Matilde Villa – scuola di magia al binario 9e 3/4 – il ruggito di Cecilia Zandalasini dopo ogni canestro che ci tiene incollati al sogno tutta la gara.

Costanza “Cocca” Verona | Foto FIP
Nel grido con cui protesta dopo l’ultimo fallo non fischiato, sull’ultimo tiro decisivo, diventa la voce di ognuno di noi, aggrappati al suo braccio anche dal divano. Una preghiera, un miracolo che accade anche se la palla non entra. Perché è un intero Paese che questa sera scopre di poter essere più America dell’America. Basta smettere di giocare da soli, imparare a fidarsi di chi abbiamo accanto. Azione per azione, errori compresi. Impossibile – e forse anche ingiusto – stabilire una migliore in campo tra le azzurre. Più semplice definire l’MVP degli Stati Uniti: l’arbitro.
Ma è inutile recriminare. Inutile – e forse anche riduttivo – dedicarsi a un’analisi tattica, benché il sistema Capobianco questa sera abbia dimostrato quanto sia sempre la realtà, il lavoro, il sacrificio, a rendere possibile l’impensabile. Abbiamo insegnato come si vince a chi è condannato a non perdere.
Il presidente federale Gianni Petrucci commenta così la prestazione delle azzurre: “Arbitri così bravi che meritano di arbitrare la finale. Sono orgoglioso di queste ragazze!”
di MARCO PINTI
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In foto: Cecilia Zandalasini | Fonte FIP