Alla fine della fiera, la prima giornata di Lega adriatica è stata posticipata a data da destinarsi per via dell’impasse originatasi dall’assenza di arbitri disponibili per dirigere le prime partite della stagione del campionato che raccoglie il meglio della pallacanestro della ex Jugoslavia. A dichiararlo è stata una nota del torneo, che ha confermato quanto trapelato nelle scorse ore.
La situazione più paradossale la si è vissuta a Zara, dove lo Zadar è rimasto senza conferme da parte della Lega adriatica se ospitare o meno la prima partita della stagione fino a meno di ventiquattro ore dalla palla a due, mentre la Bosna ha viaggiato da Sarajevo inutilmente, fatto salvo il solo allenamento mattutino che la compagine di coach Dario Gjergja effettuerà nella mattinata in Dalmazia.
Mancano gli arbitri, dunque, e per questo niente Lega adriatica. La situazione è stata originata per via di un nuovo processo di reclutamento completato a tempo record, e di una serie conseguente di comunicazioni strane che avrebbero dato il benservito ai direttori di gara appena assunti.
Una questione politica
La ricerca di nuovi arbitri, che avrebbero portato a dirigere incontri di Lega adriatica profili ‘esotici’ non propriamente apprezzati in patria, come il polacco Robert Mordal, è stata motivata dalla mancata volontà da parte degli organizzatori di incrementare il salario dei ‘vecchi’ direttori di gara.
Alla situazione arbitri si è sommata una frattura interna all’assemblea dei soci della Lega adriatica, con Partizan, Budućnost e Cedevita Olimpija contestate da Stella Rossa, Zadar, Mega, Igokea e Mega per via di una conduzione non chiara del torneo ex jugoslavo.
Considerando la situazione nella sua complessità, la Lega adriatica ha disatteso quell’impressione di campionato solido, trasparente e organizzato che un torneo che ambisce a collocarsi tra i migliori del continente avrebbe dovuto dare.
Matteo Cazzulani
Nella foto: la Krešimir Ćosić Arena di Zara. Credits: ABA League / Dragana Stjepanović