La prima partita ufficiale della gestione di coach Stipe Modrić è stata vinta, e anche bene a dire il vero se si considera il punteggio. Ciononostante, per dare allo Zadar una promozione a tutto tondo c’è bisogno di molto altro. Il successo sul Samobor (81:59) della compagine della basket city d’Europa per eccellenza, dalla quale sono usciti talenti del calibro di Krešimir Ćosić, Pino Giergia, Branko Skroče, Stojko Vranković, Arijan Komazec, Dejan Bodiroga, Petar e Marko Popović ed Emilio Kovačić, solo per citarne alcuni, è infatti un bicchiere pieno solo a metà.

Se il secondo tempo della partita, che ha contrassegnato il primo turno del campionato nazionale di Croazia, è stato su livelli accettabili, l’incontro nel complesso ha visto lo Zadar approcciare l’appuntamento in maniera troppo incostante, tanto da sperperare un vantaggio tredici lunghezze creato nel primo quarto per trovarsi sopra di soli tre punti alla pausa lunga. Malgrado il break decisivo sia stato segnato subito a inizio ripresa, a Zara è mancato un elemento fondamentale del proprio gioco.

Trattasi di quell’aggressività difensiva che, per proporre quel ‘caos organizzato’ basato su ritmi alti e soluzioni veloci prevalentemente perimetrali desiderato dal nuovo coach, deve essere a un livello decisamente più alto. Nella partita, Zara ha invertito possessi dominando a rimbalzo, ma nella metà campo, laddove la sfera bisogna intercettarla, o per lo meno sporcarla, a figurare meglio è stato un Samobor autore di ben 15 recuperi che hanno costretto i dalmati a 21 palle perse.

Questione europea irrisolta

Oltre al risultato di per sé, e a una difesa che ha concesso 59 punti in quaranta minuti, risultando in tal maniera nel complesso inattaccabile, segnali positivi sono arrivati dalla conferma dello stato di grazie del giovane Niko Šare, top scorer con 18 punti e 4 rimbalzi, di un Krševan Klarica con sempre più responsabilità, e di un Ivan Vraneš che, ricordando le prestazioni che la scorsa stagione hanno portato la Juventus Utena a una storica finale in Lituania, è finito in doppia doppia.

In vista della cruciale partita casalinga di Lega adriatica di lunedì prossimo, nella quale lo Zadar affronta un rivale diretto nella lotta salvezza nel torneo che raccoglie il meglio della pallacanestro della ex Jugoslavia, ovvero l’Estudiantes Podgorica, lo Zadar deve decisamente migliorare, per lo meno per quanto riguarda la concentrazione, che deve, senza dubbio alcuno, essere distribuita nell’arco di tutti i quaranta minuti di gioco.

Per Zara, il problema resta tuttavia più generale. Una piazza storica che vive e respira di pallacanestro, ma che è piuttosto povera in termini di budget, non può e non deve rimanere fuori dall’Europa del basket. In contemporanea alla partita col Samobor, a giocarsi la Supercoppa di Grecia c’erano Olympiacos e PAOK, due squadre, decisamente più ricche dello Zadar, che un tempo erano avversari abituali in coppe europee dove la partecipazione era assicurata dal merito sportivo.

Matteo Cazzulani

Nella foto: Stipe Modrić. Credits: KK Zadar