Il basket in Europa è molto chiaro. Per vincere non basta mettere la palla-a-canestro, ma occorre subire un punto in meno dell’avversario. Ennesima dimostrazione di tale teorema è stata fornita dalla vittoria del Partizan in trasferta a Parigi (79:92) nella seconda giornata di un’Eurolega nella quale Belgrado ha ottenuto due successi in altrettante partite disputate basandosi proprio sulla difesa.

Luca Vildoza in particolare è stato l’MVP dell’incontro che il Partizan ha vinto sul Paris Basketball in una Adidas Arena piena di tifosi serbi. A rendere la guardia argentina il giocatore maggiormente impattante non sono stati i 16 punti realizzati, bensì i 6 recuperi, 2 dei quali a favorire il break decisivo di 4:14 iniziato a fine terzo quarto, col quale l’ex atleta della Virtus Bologna ha contribuito ad interrompere la manovra di gioco degli avversari.

Difesa slava e ritmi catalani

Quando si difende bene, la fase realizzativa guadagna lucidità. Per questo, lo sforzo difensivo di Vildoza, senza tralasciare, sempre in difesa, il contributo di gregari come Arijan Lakić, e più in generale le 21 palle perse che Belgrado ha provocato in trasferta nel corso dell’incontro, sono state alla base dei 20 punti e 5 assist realizzati da Carlik Jones, il leader della squadra, e, più in generale, del 42% col quale il Partizan ha tirato dalla lunga distanza.

La prestazione di Vildoza è specchio dello stile di gioco col quale Joan Peñarroya, al Partizan, potrebbe segnare una svolta nella pallacanestro ex jugoslava. Lo stratega bianconero ha infatti trovato una sintesi interessante ed efficiente tra il tradizionale rigore difensivo della scuola slava e il basket ad alti ritmi tipico della Catalogna.

Matteo Cazzulani

Nella foto: Luca Vildoza (in maglia bianca numero 3) e Arijan Lakić (in maglia bianca numero 19) sotto il muro dei tifosi del Partizan. Credits: Partizan B.C.