Marcus Carr la decide sulla sirena, con una tripla difficile al termine di una partita di alto livello. La Virtus vince in casa, al PalaDozza, la prima partita della sua campagna europea 96-94 sul suo nuovo asse play-pivot. A fare da spalla al sopracitato Carr, da 22 e 10 assist, ci ha pensato Diarra. Il maliano ha dominato sotto i tabelloni, finendo con 18 punti e 14 rimbalzi, 6 dei quali offensivi. Per l’Oly Dorsey, 22 punti con 6/9 da tre e Vezenkov, 20+6, guidano la squadra, anche se è l’exploit di Ndiaye, 23 punti punti 17 dei quali nel quarto quarto, a spaventare la Virtus. Chiave della partita i rimbalzi in attacco, con i bianconeri che ne conquistano ben 20.
LA CRONACA
La tripla di Vezenkov apre i giochi, con il bulgaro che parte fortissimo e segna 10 punti nei primi quattro minuti. La Virtus risponde presente e, guidata da Carr e Diarra rimane decisamente in partita. Dopo 7 minuti è +2 Virtus, 24 a 22 grazie al sottomano di un Alston più connesso rispetto alle ultime uscite. Dorsey segna triple a raffica, 5/5 nel primo quarto, ma la Virtus risponde colpo su colpo e mantiene il vantaggio. 33 a 30 alla prima sirena.
Fournier appena entrato ristabilisce la parità con una tripla impossibile, Carr risponde in penetrazione ma i campioni in carica di Eurolega salgono di fisicità e tono. Il parziale del secondo quarto dice 13-2 prima del time-out di coach Mumbru. La Virtus sfodera la zona 2-3 e piazza il contro-break di 14 a 2, con tripla del sorpasso firmata Alston Jr, presa per mano da Carr e ancorata da Diarra. Ndiaye e Fournier riportano sotto l’Olympiacos, poi Vezenkov appoggia il sorpasso 49-50. Moore sbaglia la replica e alla pausa lunga i greci conducono di 1, dopo un secondo quarto da montagne russe.
La Virtus riparte dal suo pivot, con Diarra che si fa trovare al posto giusto per due comode schiacciate, e dal solito Carr. L’Oly risponde con i suoi uomini migliori, Vezenkov e Dorsey e la partita prosegue sui binari dell’equilibrio. I padroni di casa, nonostante il divario di esperienza, sono bravi a mandare presto i greci in bonus e dalla lunetta allungano, anche grazie al tecnico preso da un Tyrique Jones nervoso e fuori partita. L’Olympiacos continua ad appoggiarsi alle sue certezze, con Dorsey che arriva a quota 21 e Vezenkov a 18. La tripla estemporanea di un Frazier fino a lì confusionario fissa a 75-70 il punteggio per le Vu Nere.
L’Oly prova a piazzare la zampata con un 12-3 di parziale di Montero e di un Ndiaye attivissimo sotto i ferri, tamponato solo dalla tripla di Moore dopo un rimbalzo in attacco di Diarra. Si alza il tono della lotta a rimbalzo, Diarra prende tecnico per proteste e gli ultimi 5 minuti iniziano 80-83 per gli ospiti. Ndiaye non si può sedere in panchina e allora coach Bartzokas abbassa il quintetto, con Vezenkov che rientra per Dunston. Frazier commette una fesseria da rimessa dal fondo , la Virtus non paga pegno in difesa e Moore pareggia a 89 con un minuto e spiccioli da giocare, con un possesso conquistato da un Diarra in formato lusso, che prende rimbalzo, in difesa fallo e segna i liberi del +2. Ndiaye però sbuca ancora sotto il ferro virtussino e si conquista il gioco da tre punti, 91-92. Gli ultimi 30” sono un film. Fournier si addormenta e Moore gli otcca il pallone, Carr alza per Diarra che vola sulla testa del francese a schiacciare il 93-92. Il centro maliano sbaglia il libero e allora on l’appoggio di Montero a 6 secondi dalla fine l’Oly controsorpassa, 93-94. L’ultima parola però spetta a Marcus Carr: la guardia americana si apre in palleggio verso destra e, buttandosi indietro, insacca la tripla della vittoria. 96-94 Virtus, tripudio al PalaDozza.
QUI le statistiche
Foto Ciamillo-Castoria
Nell’immagine, in palleggio Marcus Carr
Riccardo Pirrò