Una serata senza appello per la Virtus Bologna, travolta 109-91 dall’Hapoel Tel Aviv sul neutro di Sofia, all’Arena 8888. Una partita mai realmente in discussione, indirizzata fin dai primi possessi dalla squadra di Dimitris Itoudis, capace di imporre ritmo, fisicità e qualità offensiva contro una Virtus arrivata in emergenza e mai davvero in grado di opporsi.
Le pesanti assenze – Luca Vildoza, Alessandro Pajola, Daniel Hackett, Francesco Ferrari e Momo Diouf – hanno inevitabilmente condizionato l’approccio e le rotazioni, ma non bastano da sole a spiegare un primo tempo in cui la differenza tra le due squadre è apparsa netta, quasi impietosa. Dopo un avvio ad alto ritmo, con le due squadre a rispondersi colpo su colpo, l’Hapoel ha preso il controllo sfruttando le crepe difensive bianconere e tirando con percentuali irreali: al 10’ il tabellone dice già 34-19, con un perfetto 10/10 da due, 4/6 da tre e ben 10 assist, fotografia di una superiorità tecnica e collettiva evidente.
La Virtus fatica a contenere l’uno contro uno, perde ritmo offensivo e si scioglie progressivamente anche mentalmente. Il secondo quarto diventa così un lungo monologo israeliano: il parziale si dilata fino al clamoroso +34 sul 61-27, un divario che di fatto chiude la partita con largo anticipo. Solo nel finale di tempo arriva una timida reazione, utile quantomeno a rendere meno pesante il passivo all’intervallo, con il punteggio che si assesta sul 65-40.
Nel secondo tempo il copione non cambia nella sostanza, anche se la Virtus riesce almeno a evitare un passivo ancora più severo. L’Hapoel abbassa leggermente l’intensità, gestisce e continua a produrre con continuità offensiva, mentre i bianconeri trovano qualche soluzione in più soprattutto nell’ultimo quarto, quando dal -34 riescono a “salvare la faccia” rendendo il punteggio finale meno duro di quanto visto per lunghi tratti. Il 109-91 conclusivo racconta solo in parte il divario reale espresso sul parquet, con il terzo periodo chiuso sull’86-62 e una gara ormai trasformata in pura accademia.
Tra le poche note positive per la Virtus ci sono i 24 punti di Matt Morgan e i 24 di Derrick Alston Jr, oltre ai primi punti in EuroLeague per i giovani Matteo Accorsi (6) e Matteo Baiocchi (2), segnali di un gruppo che, pur in difficoltà, ha trovato energie per reagire almeno sul piano dell’orgoglio. Dall’altra parte l’Hapoel manda cinque uomini in doppia cifra: 22 di Jonathan Motley, 14 a testa per Don Oturu e Antonio Blakeney, 12 per Vasilje Micic e 12 per Collin Malcolm, in una prestazione corale di altissimo livello.
Per la Virtus Bologna è un’altra battuta d’arresto in EuroLeague, la quinta nelle ultime sei gare, che spegne definitivamente le residue speranze di agganciare il treno play-in. Uno scenario ormai chiaro, che sposta inevitabilmente tutte le attenzioni sul campionato: domenica al PalaBigi di Reggio Emilia servirà – con ogni probabilità ritrovando Daniel Hackett e Luca Vildoza oltre a Francesco Ferrari e Momo Diouf – una risposta immediata per consolidare il primato in LBA e ritrovare certezze dopo una serata che ha lasciato poche attenuanti e molti segnali su cui riflettere.

QUI le statistiche complete del match 

Eugenio Petrillo 

Nell’immagine Matt Morgan, foto Ciamillo-Castoria