Terza giornata di Eurolega dal gusto amaro per l’Olimpia Milano che cade 86-76 alla Fernando Buesa Arena di Vitoria al cospetto di un Baskonia che, nel momento più difficile, ha tirato fuori il carattere che la tradizione sportiva spagnola è solita attribuire alla maglia blaugrana.

Decisiva la scintilla di Damion Baugh, silente per quasi tutto il match ma indiavolato quando sembrava che questo sfuggisse dalle mani sue e dei suoi compagni.

È stato un match condotto quasi sempre dai padroni di casa, partiti a razzo e scappati nel punteggio a scapito di un’Olimpia che ci ha messo un po’ troppo a scendere in campo al di là della formalità.

Ne scaturisce una lunga e faticosa rincorsa, portata avanti principalmente da uno splendido Devon Hall che mette insieme 12 punti e 12 assist, principalmente per Moses Wright (17) ma anche per i lampi di Burnell, due triple nel miglior momento meneghino, Bolmaro e RJ Cole.

Da rivedere la continuità di Peters, 10 punti e sprazzi interessanti nel secondo quarto, ancora oggetto misterioso Mathews.

 

LA CRONACA

L’avvio è tutto nel segno di DJ Stewart, abile a costruirsi da solo i primi 5 punti per gli uomini di Galbiati. L’Olimpia fatica a trovare la via del canestro e subisce anche le triple di Simmons e Lawson ed i punti di Faried con il solo Bolmaro a muovere il punteggio (13-2) prima del minuto di sospensione televisivo.

Di ritorno dalle panchine, Devon Hall e Moses Wright svegliano le Scarpette Rosse costruendo un parziale di 8-2 (15-10), la replica baskonista è però veemente, Simmons ed il canestro pesante di Lawson riportano Galbiati sul +10, Marcio Santos ristabilisce il massimo vantaggio (22-11).

Coach Poeta prova a ruotare i suoi in cerca dell’equilibrio giusto, tuttavia gli errori non cessano, solo un sussulto di Booker e Mathews altera il corso del primo quarto, al 10′ è 26-16 Baskonia.

L’Olimpia muove nuovamente il punteggio a cronometro fermo con i liberi di RJ Cole; la seconda frazione di gioco è una fiera degli errori non solo al tiro, a una rubata di Kurucs, infatti, segue il fallo in attacco di Joksimovic. Nonostante tutto è sempre la squadra di casa ad uscire vincitrice quando la palla entra nella retina, Booker trova due punti in area, Lawson risponde con la terza tripla della sua serata, Milano trova altri due punti con tanta fatica con Wright prima della seconda interruzione televisiva (31-22).

Non basta il minuto di colloquio, è ancora la squadra di casa a fatturare e riportarsi sul +12 (37-25), stavolta il time out lo chiama coach Poeta.

In uscita dalla panchina serve un altro schiaffo, il primo di Spagnolo (40-27) a riattivare la circolazione all’Olimpia, Peters inanella 4 punti in replica a Faried, Wright si guadagna un giro in lunetta e coach Galbiati, intuito il leggero cambio di momentum, ferma il gioco per un minuto di sospensione.

Stavolta, però, Milano ne esce meglio, incassa il canestro di Lawson ma reagisce, Hall pesca con il suo settimo passaggio vincente Pippo Ricci, tripla a bersaglio e -8 (44-36), altro time out per la panchina di casa ma nulla cambia nei 14″ che portano all’intervallo lungo.

È un’Olimpia diametralmente opposta quella che rientra dagli spogliatoi, uno scatenato Hall, coadiuvato da Bolmaro, apre definitivamente la via del tiro pesante e rimette in scia gli ospiti (46-44), si sveglia anche Peters, mentre il Baskonia trova punti e ossigeno da Stewart e Duarte, la tripla di Bolmaro, sul nono assist di Hall, vale il nuovo -4 (58-54), come direbbero dall’altra parte dell’Oceano, è close game alla Buesa Arena.

La replica baskonista è veemente, parziale di 7-0 firmato Marcio Santos e Chris Duarte, Burnell piazza la schiacciata per scuotere i suoi (65-56).

L’ultimo minuto del terzo quarto si accende con qualche scaramuccia tra i giocatori in campo, nel marasma emerge RJ Cole che segna a cronometro fermo, stoppa Simmons sul capovolgimento di fronte, poi trova il canestro in penetrazione, infine sfiora la tripla sulla sirena, all’ultimo giro di boa è 65-60.

Accelera subito Lawson in apertura di quarta frazione, la risposta biancorossa, però, non si fa attendere, decimo assist di Hall per la tripla di Burnell, altro canestro di RJ Cole per il -2 (67-65), è ancora Lawson a farsi vedere con il bersaglio grosso centrato al termine di una parabola altissima, tuttavia c’è un buon Booker a capitalizzare sotto canestro.

E non solo, da una giocata a mezz’aria con rimbalzo e assist senza toccare terra, il lungo biancorosso pesca Burnell in angolo, parità a quota 70 e time out per Galbiati.

È il preludio al sorpasso, esegue ancora Hall sfruttando il contatto per tenere a distanza Faried.

Al Buesa, però, esiste un fattore chiamato “carácter Baskonia”, Baugh pareggia da sotto ed inanella due difese perfette, il backdoor di Duarte vale il nuovo vantaggio locale, poi Marcio Santos decolla ad inchiodare la bimane, 76-62, Poeta ferma il cronometro per riprendere in mano l’inerzia.

Adesso l’Olimpia fatica in attacco, la palla si ferma troppo e diventa impossibile trovare vantaggi, in difesa subisce l’accelerazione di Baugh con layup incluso.

A 2′ dalla fine Baugh pesca anche il jolly dal perimetro, una vera e propria mazzata sul morale dell’Olimpia, se poi Kurucs fa altrettanto ubriacando dal palleggio Cole, la sentenza sulla gara passa in giudicato (84-74), si chiude con altri due punti per lato.

 

MVP: Damion Baugh (Baskonia)

Non è quello che segna di più, è quello che segna quando più serve. Lascia a lungo la scena a Lawson, Stewart ed il neo arrivato Marcio Santos, tuttavia nel momento del bisogno segna, difende, spacca una partita che, sul 70-72, pareva totalmente nelle mani dell’Olimpia.

 

Da rivedere: Garrison Mathews (Olimpia Milano)

Il suo curriculum parla chiaro. Altrettanto chiaramente genera lecite aspettative che, ad oggi, stanno venendo pesantemente disattese. Nello sport si può passare da colpo di mercato ad oggetto misterioso. E da oggetto misterioso a problema. Urge svegliarsi.

QUI le statistiche della gara.