I nostri voti ai giocatori di Dolomiti Energia Trentino e Hamburg Towers dopo il successo della squadra tedesca che elimina in volata per 89-87 i bianconeri dall’Eurocup.
HAMBURG TOWERS
SCHOORMAN 5: Impreciso al tiro e maldestro in difesa, il suo impiego cala con il passare dei minuti e le statistiche parlano chiaro: tre punti, zero assist e zero rimbalzi tirando 1/4 e commettendo tre falli in 21 minuti.
CLEARY 5.5: Poco più di sei minuti in campo dove non fa mancare energia e combattività, ma paga la differenza di centimetri e chili con Forray e Spagnolo. Due punti.
POLITE 9: Autentico faro in attacco per i tedeschi, mette la sua firma su tutte le giocate decisive di un match da incorniciare e chiuso con la bellezza di 27 punti, facendo ammattire a turno tutti gli esterni di Trento.
PHILLIPS 5: Parte in quintetto ma Grazulis lo mette in difficoltà fin da subito, costringendolo a spendere diversi falli e limitandolo così per il resto della gara. Due punti e tre assist in un quarto d’ora sul parquet.
MEISNER 8: Poco lucido nel primo tempo, infallibile nel secondo. Le sue tre triple a cavallo fra terzo e quarto periodo permettono ad Amburgo di contenere i danni di fronte allo scatenato Crawford, e gli valgono un bel tabellino da 16 punti e 7 rimbalzi.
SAMAR 6: Poco preciso al tiro (3/12), rivedibile nella gestione dei possessi più importanti inclusa l’ultima forzatura che offre a Trento l’occasione di tirare per la vittoria, in regia però trova spesso sotto i tabelloni l’indemoniato Childs a facilitargli il compito. Otto assist distribuiti.
HINRICHS 7: Il più “silenzioso” ma presente fra i giocatori tedeschi, si fa apprezzare in tanti modi diversi con la sua versatilità che causa diversi problemi agli accoppiamenti difensivi avversari. Quattro punti, altrettanti assist e otto rimbalzi.
WOHLFARTH-BOTTERMAN: Prezioso in attacco ma distratto in difesa nei nove minuti in campo, in una serata in cui Amburgo vince prevalentemente grazie ai rimbalzi il centro di riserva ne cattura appena uno. Nove punti.
KOZAK ne
CHILDS 9: Il tabellino parla da solo: 18 punti e 20 (!) rimbalzi, di cui 11 solo in attacco. In doppia-doppia già a metà secondo periodo, 36 di valutazione, domina il pitturato per tutti e quaranta i minuti senza concedere nulla agli avversari. Si fa trovare nelle migliori condizioni possibili nel miglior momento possibile.
COACH BARLOSCHKY 7.5: Imposta la partita chiedendo ai suoi aggressività nel pitturato, e le prove di Childs e Polite dimostrano la bontà dell’idea. Ogni volta che chiama timeout nei momenti più complicati della serata, i suoi escono sempre con una giocata importante.
DOLOMITI ENERGIA TRENTINO
CONTI 5: Questa volta Molin gli concede tanto spazio perchè dia una mano sotto i tabelloni contro i lunghi avversari, ma nemmeno il prodotto del vivaio trentino riesce a porre freno al dominio avversario. Pesanti alcune distrazioni su tiri liberi sbagliati, rimane a secco in 15 minuti.
SPAGNOLO 8: Sempre più leader e sempre più in forma in questo momento della stagione. Il nr.9 di Trento firma un’altra prova da top scorer dei suoi, con 21 punti frutto di 8/12 al tiro e impreziositi da quattro rimbalzi e sei assist per un 28 di valutazione. Peccato per lo 0/3 da oltre l’arco, che rovina leggermente una partita molto positiva.
FORRAY 6.5: Tante giocate importanti nel primo tempo, ma tantissima fatica nel contenimento di Polite che più di una volta si porta a casa canestro e fallo subito dall’italoargentino. Nemmeno uno specialista come lui riesce a contenere lo strapotere avversario a rimbalzo. 13 punti.
FLACCADORI 5: Momento di evidente calo fisico per l’esterno ex Bayern, che dopo la serataccia contro Tortona si ripete anche in Germania. Batte un colpo con due triple consecutive che fermano il parziale avversario a inizio terzo periodo, ma per il resto poco da segnalare: 0/4 da 2, due rimbalzi e un solo assist in 22 minuti sul parquet.
UDOM 6: Nel momento migliore della sua serata, a inizio quarto periodo, commette due falli ingenui nel giro di due azioni che obbligano Molin a richiamarlo in panca. Peccato, perchè a rimbalzo è l’unico fra i suoi a farsi sentire: cinque punti e sette carambole catturate in 18 minuti.
CRAWFORD 7: Il risveglio è tardivo, ma se Trento arriva ad un solo tiro dalla vittoria il merito è soprattutto dell’ex MVP del campionato che disputa un quarto periodo clamoroso inanellando quattro triple consecutive. Forse per questo, sull’ultima azione, sarebbe stato meglio chiamare lui in causa. 16 punti.
LADURNER 5.5: Per tutta la serata a Molin manca la solidità a rimbalzo, e anche il lungo altoatesino ha le sue responsabilità per questo nei sette minuti sul parquet, conditi comunque da un buon bottino di cinque punti.
GRAZULIS 6: Come troppo spesso accaduto in questa Eurocup, parte benissimo per poi calare col passare dei minuti. In difficoltà come tutta la squadra a rimbalzo, in attacco attira continuamente raddoppi della difesa avversaria aprendo spazi soprattutto nel finale per le triple di Crawford. Peccato per l’ultimo tiro sbagliato, ma comunque ben costruito. Dieci punti.
ATKINS 4.5: Vero che la cattiva posizione è spesso frutto degli aiuti che è chiamato a portare sulle penetrazioni degli esterni avversari, ma comunque non è giustificabile concedere 20 rimbalzi al diretto avversario di cui 11 solo in attacco in una partita da dentro o fuori. Serata da incubo per lui, che non offre granchè nemmeno in attacco: sei punti e tre assist.
LOCKETT 4: Noto per le sue doti difensive, ma non prende mai le misure a Polite e nel finale commette anche l’ingenuità più grave di tutte, la palla persa con tanto di fallo e canestro concesso in contropiede per il +3 di Amburgo. Esce per falli senza mai incidere né in attacco né a rimbalzo, tre punti in 17 minuti.
COACH MOLIN 5.5: Forse non si aspettava una simile aggressività nel pitturato, fatto sta che mentre Trento in attacco si adegua bene a tutte le scelte della difesa di Amburgo, a rimbalzo non riesce mai a trovare risposte contro il dominio di Childs e compagni. Impossibile vincere in trasferta lasciando la bellezza di 24 possessi aggiuntivi agli avversari.
Nell’immagine Drew Crawford, foto Ciamillo-Castoria
Di Massimo Furlani