Nel giorno in cui Bologna celebra la propria storia cestistica con l’inaugurazione del museo del basket italiano al PalaDozza, anche il presente della Virtus Bologna si prende la scena attraverso le parole del patron Massimo Zanetti. A margine della presentazione del MUBIT, il numero uno bianconero ha tracciato un bilancio tra orgoglio cittadino e ambizioni sportive.
“Sono molto contento perché il museo del basket non poteva che essere fatto a Bologna: è sicuramente la capitale italiana del basket. Per la città questa apertura penso sia una grossa soddisfazione”.
Un riconoscimento forte al ruolo storico del capoluogo emiliano, da sempre cuore pulsante della pallacanestro italiana, che oggi aggiunge un ulteriore tassello alla propria identità sportiva.
Ma lo sguardo di Zanetti si sposta subito sul campo e su un finale di stagione che si preannuncia decisivo. Il patron non si nasconde e indica con chiarezza la priorità assoluta per la sua squadra: “Il nostro obiettivo è lo scudetto, abbiamo lavorato tutto l’anno per questo obiettivo. L’EuroLeague, come ha anche detto Poeta, è un po’ un sogno. Quindi ora il nostro obiettivo è il campionato, siamo in una buona posizione e speriamo bene”.
Parole che ribadiscono una linea precisa: concentrazione totale sul campionato, con la consapevolezza di avere le carte in regola per arrivare fino in fondo.
Infine, un passaggio sulla situazione della squadra, tra infortuni, cambiamenti e segnali di crescita. Zanetti sottolinea il percorso di avvicinamento alla miglior condizione, soffermandosi anche su un innesto atteso: “Non siamo mai stati particolarmente fortunati. Uno alla volta torneranno tutti a disposizione e domani (oggi ndr) farà il suo esordio Yago Dos Santos. È un giocatore molto forte quindi pensiamo possa dare un contributo importante. Siamo reduci da un cambio di allenatore e abbiamo visto partita dopo partita dei miglioramenti. La squadra sta tornando su livelli buoni quindi speriamo in un futuro roseo”.
Infine, Zanetti apre anche a riflessioni sul futuro della società, tra continuità e possibile passaggio di consegne, senza perdere di vista gli obiettivi a breve e medio termine: “Se arriva qualcuno che vuole la Virtus, e ne ha voglia e mezzi, tanti mezzi, mi siedo e l’ascolto; la società oggi è mia, ribadisco che, come ho già spiegato, ancora un anno lo farò, e pure di più, se non arriverà nessuno al mio posto. Però anch’io mi avvicino agli ottanta, e sono tanti, per cui starò a sentire eventuali offerte. Occorre però sapere a chi va in mano qualcosa che rappresenta un patrimonio della città, come vedo oggi a questa bella festa di inaugurazione del Museo del Basket. Quindi ripeto: tutto procede, stiamo facendo i piani per la nuova stagione, siamo a colloquio con l’Eurolega per avere una licenza migliore, e quell’orizzonte del 2026 significa che vorrei essere io il presidente della Virtus che in autunno entrerà nella nuova arena in Fiera, magari conservando un ruolo, casomai ci fosse allora una gestione diversa da quella attuale. Sarebbe il giusto compimento di questo bellissimo decennio. Da proprietario arrivai in A2, cominciai con promozione e Coppa Italia, vicino ad Alberto Bucci, e di lì un trofeo all’anno l’abbiamo portato a casa. Manca questo, già… Diamo tempo al nuovo allenatore, stiamogli vicino, la squadra lo segue, gli infortunati torneranno e già nelle ultime partite s’è vista una crescita. A me l’annata fin qui sarebbe piaciuta, non ci fosse stata quella sfortuna accanita. Ma siamo sempre primi in classifica”.
Tra orgoglio per la tradizione, ambizioni sportive e uno sguardo lucido sul futuro, la Virtus si prepara così a vivere il momento più importante della stagione, con l’obiettivo dichiarato di riportare lo scudetto sotto le Due Torri e con un orizzonte societario che potrebbe aprirsi a nuovi scenari.