Quattro le partite nella notte di preseason NBA. I Brooklyn Nets travolgono una Charlotte decimata dagli infortuni 124-90, mentre i New Orleans Pelicans rimontano da -24 e superano gli Oklahoma City Thunder 116-110. Denver si prende la rivincita contro Utah imponendosi 117-106 nonostante i 23 punti di Darryn Peterson. A chiudere la notte è il netto successo dei Golden State Warriors sui Los Angeles Lakers, battuti 124-98 nella Nellie Night, la serata dedicata a Don Nelson.
CHARLOTTE HORNETS-BROOKLYN NETS 90-124
Parte con una vittoria nettissima la preseason dei Brooklyn Nets, che passano 124-90 sul campo degli Charlotte Hornets. La partita resta equilibrata per tutto il primo tempo, con Brooklyn avanti soltanto 56-52 all’intervallo, ma cambia completamente volto nella ripresa: i Nets piazzano un 36-21 nel terzo periodo e chiudono definitivamente i conti con il 32-17 dell’ultima frazione.
Brooklyn trova una prestazione offensiva di alto livello: 55% dal campo, 20 triple realizzate su 37 tentativi e 31 assist. Michael Porter Jr. è il miglior realizzatore con 16 punti e 4/6 dall’arco, mentre Julius Randle ne aggiunge 13. Dalla panchina arrivano anche i 10 punti di Nolan Traore.
Soddisfatto nel post-partita anche coach Jordi Fernández, che ha sottolineato soprattutto l’atteggiamento mantenuto per tutta la gara, i 31 assist su 44 canestri realizzati e la pressione difensiva che ha portato alle 25 palle perse di Charlotte. «Abbiamo giocato duro per 48 minuti», ha spiegato il tecnico dei Nets, evidenziando anche come Brooklyn sia riuscita a vincere tutti e quattro i quarti.
Charlotte si presenta alla gara con un roster fortemente ridotto dagli infortuni. Brandon Miller ha riportato una contusione alla tibia durante un allenamento, mentre Christian Anderson è stato fermato da una distorsione alla caviglia sinistra: entrambi sono considerati day-to-day. Kon Knueppel e Grant Williams salteranno invece tutta la preseason rispettivamente per un problema al bicipite femorale sinistro e destro e saranno rivalutati nella prima settimana di regular season. Fuori anche Coby White per uno stiramento al polpaccio sinistro, che verrà rivalutato prima dell’inizio della stagione.
Il miglior realizzatore degli Hornets è Liam McNeeley con 14 punti, seguito dai 13 di Naz Reid e Grayson Allen.
Nel post-partita coach Charles Lee ha evidenziato le due facce mostrate dalla sua squadra. Soddisfatto della comunicazione e dell’esecuzione nel primo tempo nonostante qualche momento di confusione, il tecnico è stato invece netto sulla ripresa: «Il secondo tempo semplicemente non rappresenta ciò che vogliamo essere, indipendentemente da chi sia in campo».
CHARLOTTE HORNETS-BROOKLYN NETS 90-124 (31-33; 52-56; 73-92)
Charlotte Hornets: McNeeley 14, Reid 13, Allen 13, James 8, Steinbach 7, Salaün 6, Schröder 5, Joiner 5, Diabaté 4, Hall 4, O’Neale 3, Ajayi 3, Kalkbrenner 2, Fricks 2, Connaughton 1.
Brooklyn Nets: Porter Jr. 16, Randle 13, Traore 10, Wolf 9, Powell 9, Sharpe 8, Saraf 8, Clowney 7, Mann 6, Johnson 6, Minott 6, Dëmin 6, Ellis 5, Wagner 5, Nelson 5, Bilodeau 5, Dainja 0, Humrichous 0.
OKLAHOMA CITY THUNDER-NEW ORLEANS PELICANS 110-116
Grande rimonta dei New Orleans Pelicans, che recuperano uno svantaggio arrivato fino a 24 punti e battono gli Oklahoma City Thunder 116-110.
OKC parte fortissimo nonostante le numerose assenze e chiude il primo quarto avanti 34-28, aumentando ulteriormente il vantaggio nel secondo periodo fino al 67-52 dell’intervallo. Nella ripresa, però, cambia completamente la partita: New Orleans segna 38 punti nel terzo quarto e torna a -3, prima di completare la rimonta con un ultimo periodo vinto 26-17.
A guidare i Pelicans è soprattutto la second unit: Bennedict Mathurin chiude con 13 punti e 5 assist, Jeremiah Fears ne aggiunge 12, mentre Derik Queen sfiora la doppia doppia con 10 punti e 9 rimbalzi. Zion Williamson e Trey Murphy III terminano entrambi a quota 11.
Per Oklahoma City si mette in mostra Bennett Stirtz con 15 punti, 5 rimbalzi e 6 assist. Bene anche Aday Mara, autore di 12 punti, 9 rimbalzi e 3 stoppate, e Jared McCain con 12 punti e 5 assist.
La prova di Aday Mara non è passata inosservata nemmeno all’interno dello spogliatoio dei Thunder. Nel post-partita il veterano Kenrich Williams si è spinto fino a parlare per il rookie di un possibile futuro da giocatore All-Defensive. Un attestato di stima accolto con soddisfazione dallo stesso Mara, che ha sottolineato il valore delle parole di un compagno con molti anni di esperienza NBA.
OKLAHOMA CITY THUNDER-NEW ORLEANS PELICANS 110-116 (34-28; 67-52; 93-90)
Oklahoma City Thunder: Stirtz 15, Mara 12, McCain 12, Barnhizer 12, Mitchell 11, Dix 11, Williams 9, Tilly 9, Pritchard 7, Oweh 6, Holifield 4, Smith 2.
New Orleans Pelicans: Mathurin 13, Fears 12, Murphy III 11, Williamson 11, Queen 10, Poole 9, Jones 7, McGowens 7, Watford 7, Missi 6, Murray 6, Bufkin 6, Bey 5, Matković 3, Pierre Jr. 3, Houstan 0.
UTAH JAZZ-DENVER NUGGETS 106-117
Dopo il successo di Utah per 109-97 nella prima sfida di preseason tra le due squadre, Denver si prende subito la rivincita e passa al Delta Center 117-106.
I Jazz partono meglio e chiudono avanti 31-24 il primo quarto, ma i Nuggets cambiano completamente ritmo nella seconda frazione con un parziale di 41-28. Denver va così all’intervallo sul 65-59 e allunga ulteriormente nel terzo periodo, chiuso sul 95-81, prima di amministrare il vantaggio nell’ultima frazione.
Aaron Gordon è il miglior realizzatore dei Nuggets con 18 punti in appena 15 minuti. Dalla panchina arrivano i 15 punti di Julian Strawther, i 14 di Cam Whitmore e i 10 di Marvin Bagley III. Nikola Jokić gioca 16 minuti e chiude con 6 punti, 4 rimbalzi e 5 assist.
La nota più interessante per Utah è invece il rookie Darryn Peterson. Dopo i soli 3 punti della prima uscita contro Denver, la seconda scelta dell’ultimo Draft risponde con 23 punti, tirando 10/18 dal campo, oltre a 3 rimbalzi e 3 assist. Ace Bailey aggiunge 10 punti e 7 rimbalzi, mentre Mo Bamba chiude con 8 punti e 10 rimbalzi.
Coach Will Hardy si è soffermato proprio sulla prestazione di Darryn Peterson: «Darryn è un giocatore offensivo davvero talentuoso». Il tecnico dei Jazz ne ha sottolineato la maturità, nonostante la giovane età, nella gestione del ritmo e nel lavoro di piedi, oltre alla capacità di utilizzare il corpo per creare separazione dal difensore. Hardy ha comunque evidenziato come il rookie debba ancora adattarsi alla lunghezza e alla rapidità delle chiusure difensive NBA.
UTAH JAZZ-DENVER NUGGETS 106-117 (31-24; 59-65; 81-95)
Utah Jazz: Peterson 23, Bailey 10, Mykhailiuk 9, Ingram 9, Okogie 8, Bamba 8, Jackson Jr. 7, Hayes 7, Alexander 7, George 6, Aidoo 6, Collier 6, Bates 0, Hinson 0, Green 0.
Denver Nuggets: Gordon 18, Strawther 15, Whitmore 14, Johnson 10, Bagley III 10, Diallo 8, DeRozan 7, Jokić 6, Nnaji 6, Braun 5, Murray 4, Holmes II 4, Brazile 4, Jones 2, Nembhard 2, Hopkins 1, Walker IV 1.
GOLDEN STATE WARRIORS-LOS ANGELES LAKERS 124-98
La notte si chiude al Chase Center con il netto successo dei Golden State Warriors sui Los Angeles Lakers per 124-98.
Golden State domina sin dall’inizio: 45 punti nel solo primo quarto e addirittura 81 all’intervallo, raggiunto sull’81-53. I Lakers riescono a ridurre leggermente lo svantaggio nel terzo periodo, ma il risultato non viene mai realmente rimesso in discussione.
Nonostante le numerose assenze e il back-to-back, JJ Redick non ha cercato alibi nel post-partita. Il coach dei Lakers ha definito «folle» l’approccio iniziale della sua squadra e soprattutto «inaccettabile» il primo tempo. Redick ha invece visto una reazione nella ripresa, sottolineando il ritorno a una maggiore fisicità difensiva e citando in particolare Adou Thiero e Jake LaRavia.
In evidenza il rookie Yaxel Lendeborg, miglior realizzatore della gara con 17 punti e 9 rimbalzi. Stephen Curry segna 16 punti con 5 assist in appena 14 minuti, mentre Brandin Podziemski aggiunge altri 16 punti. Draymond Green segna soltanto 3 punti, ma distribuisce 8 assist in 14 minuti.
I Lakers arrivavano dalla gara disputata appena ventiquattro ore prima contro Sacramento e JJ Redick ha scelto di tenere a riposo Luka Dončić, senza alcun problema fisico. Lo sloveno era reduce dai 21 punti realizzati in appena 16 minuti contro i Kings. Il miglior realizzatore di Los Angeles è così Sandro Mamukelashvili con 15 punti, seguito dai 13 di Jaden Hardy e dai 12 di Quentin Grimes.
Ma quella del Chase Center non è stata una normale partita di preseason. Golden State ha infatti celebrato la “Nellie Night”, serata dedicata a Don Nelson, una delle figure più importanti nella storia dei Warriors e dell’intera NBA, scomparso lo scorso 9 agosto all’età di 86 anni.
Per l’occasione si sono ritrovati diversi protagonisti legati alla sua esperienza nella Bay Area: Larry Riley, Stephen Jackson, Matt Barnes e Chris Mullin. Ed è proprio la presenza di Mullin ad aggiungere alla serata un interessante collegamento con il basket romano.
Il legame tra Mullin e Nelson andava però ben oltre il rapporto tra giocatore e allenatore: fu proprio Nelson ad avere un ruolo importante nel percorso personale dell’ex stella dei Warriors alla fine degli anni Ottanta, e negli anni tra i due nacque un rapporto molto profondo.
Un legame che arriva indirettamente anche fino a Roma: Mullin è oggi nell’Advisory Board della BC Roma, il progetto guidato da Donnie Nelson, figlio di Don.
GOLDEN STATE WARRIORS-LOS ANGELES LAKERS 124-98 (45-31; 81-53; 96-75)
Golden State Warriors: Lendeborg 17, Curry 16, Podziemski 16, Williams 10, Melton 9, Santos 7, Niang 7, Kelly 6, Ike 6, Richard 5, Leons 5, Payton II 4, Bassey 4, Terry 4, Green 3, Toohey 3, Cryer 2.
Los Angeles Lakers: Mamukelashvili 15, Hardy 13, Grimes 12, Knecht 11, LaRavia 9, Swider 9, Thiero 7, Manon 7, Carr 5, James 4, Okereke 4, Vanderbilt 2, Looney 0, Kyle 0.
Di Flavio Tarabù
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In foto, da sinistra: Zion Williamson, Larry Riley, Stephen Jackson, Matt Barnes e Chris Mullin | Fonte: New Orleans Pelicans via X, Golden State Warriors via X