Dopo tanti, troppi, anni torniamo a vivere il PalaEur di una volta: pieno e caldo con una passione nuova e francamente imprevista visti i disastri del recente passato che avevano allontanato gli amanti del basket. Pigri, disincantati e un po’ scettici: è il marchio di fabbrica dei romani che sotto i ponti del Tevere ne hanno vista passare tanta di acqua. Anche per questo l’improvvisa esplosione di interesse per la pallacanestro sorprende, ma mica tanto. Perché, se andiamo a guardare, le cento e più società che la città conta e il numero crescente dei bambini che scelgono il minibasket narrano una realtà diversa, una Roma che questo sport l’ha avuto sempre nel sangue e che, quando lo spettacolo merita, ha sempre risposto: con attenzione, con interesse crescente fino a diventare appunto passione. Fa leva su una tradizione antica, quella della Ginnastica Roma che si prese tre scudetti negli anni trenta dopo che il professore Guido Graziani, di ritorno dalla Niagara University, agli inizi del secolo scorso, aveva importato il basket originale, quello di Naismith, e poi, limitandoci al vertice, la Lazio di Cafiero Perrella e dei fratelli Santi che, nata nel 1932, si avvicina al secolo di vita, la Stella Azzurra di Francesco Ferrero e Tonino Costanzo, i tanti altri tecnici che qui costruirono una vera scuola: Nello Paratore, Giancarlo Primo, Carlo Cerioni, Giancarlo Asteo, per finire naturalmente a Valerio Bianchini che a Roma e con la Virtus Banco di Roma ha consolidato il suo mito regalando alla città l’unico scudetto del dopoguerra. Insomma, l’humus c’è e a farlo tornare fertile ha cominciato Pasqualini e la sua Virtus 1960 che ha riportato il sold out al Palazzetto dello Sport, e lo conferma rivendicando tradizione e spirito di identità anche ora che sulla città sono piombate due “major” che hanno subito monopolizzato l’attenzione ma senza scalfire lo zoccolo duro virtussino.
Il PalaEur ha vissuto momenti storici: dai quasi 16.000 della finale scudetto del 1983 alle tante serate di Eurolega, alle tante partite di playoff. Senza dimenticare la prima volta, per i Giochi di Roma ’60, e la prossima che dovrà richiamare, per l’importanza della posta in palio, il grande pubblico: l’appuntamento del prossimo 26 novembre quando la Nazionale, tornando nel grande impianto dopo un’assenza di 19 anni, affronterà la Lituania in una partita già decisiva per la qualificazione alla World Cup in Qatar del prossimo anno e avrà bisogno del sostegno di tutta la sua gente.
Domani il PalaEur torna ad ospitare un grande evento e un grande momento di basket cittadino il cui precedente in questi giorni si è tornato a ricordare: l’ultimo derby è vecchio di 46 anni, vinto dalla Lazio (96-94) sulla Stella Azzurra, società divise da sana rivalità per le quali, tuttavia, quell’occasione, il 27 gennaio 1980, fu anche abbastanza dolorosa, visto che a fine stagione furono entrambe retrocesse. Ma saliva il Banco di Roma e cominciava un’altra storia.
Di fronte Maxima e BC Roma, la squadra catapultata a Roma acquisendo i diritti di Brescia e quella di Nelson e Doncic che hanno trasferito nella Capitale i diritti di Cremona. Due novità in assoluto per il campionato e per la città, che tuttavia hanno dato alla Serie A una scossa profonda. Non a caso questa è stata definita la stagione del rilancio del basket italiano, e le prime giornate hanno confermato – pur essendo ancora alla prime battute – quello che si era intuito in estate: livello di qualità più alto, equilibrio più accentuato, migliore spettacolo. Il timore a Roma era che potesse prevalere lo scetticismo: l’inizio sembra averlo fugato, anche se serviranno conferme.
La novità ha riempito subito alla prima giornata Palazzo e Palazzetto (troppo piccolo per la BC Roma), il richiamo del derby con “tifoserie” ancora da definire esattamente è un’altra opportunità ed è importante che arrivi subito per consolidare l’interesse di chi attendeva appunto una “scossa” di questo genere per tornare a gustarsi una domenica di sano basket. Al resto dovranno pensarci le due squadre che hanno avuto un discreto avvio e che sembrano destinate ad una stagione di buon livello. La Maxima arriva al derby con due sconfitte e con una matrice comune: la difficoltà a capitalizzare nel finale quanto di buono costruito per almeno tre quarti di gara. È accaduto all’esordio con Napoli, è successo a Bologna contro la Virtus: avanti 81-70 dopo 34′, ha subito un crollo verticale sotto i colpi di Marcus Carr. Peccati di gioventù: Matteo Cotelli sa come dare più equilibrio soprattutto chiedendo ad Aaron Holiday un contributo maggiore. A Basket City ha comunque disputato per almeno tre quarti una gara da grande squadra con Lemar, Brown e un Moon in crescita.
La BC Roma, invece, dopo l’allegra avventura di Treviso ha stretto la difesa (109 punti al passivo sono francamente troppi senza trovare il modo per contenere Macura, Cappelletti e Russell), ma ha dato una bella risposta la settimana successiva mantenendo inalterato il suo potenziale offensivo sull’asse Mannion, Stevenson, Simonovic, ma registrando decisamente la difesa: 108-70, lasciando ad un’avversaria ben più qualificata come Tortona, considerata – e lo è – squadra da vertice, davvero le briciole in una partita senza storia a dimostrazione di come Alessandro Magro sia intervenuto subito e con successo.
Di fronte comunque due squadre inevitabilmente in costruzione, siamo appena alla terza giornata, e i primi confronti in Eurocup sono indubbiamente servite, ma in grado di offrire spettacolo ed emozioni, entrambe con un grande potenziale offensivo, ma soprattutto con giustificate ambizioni di un ruolo da protagonista in Serie A con sullo sfondo un futuro in Nba Europe ancora da definire con esattezza ma che resta il vero traguardo dei due club oltre al progressivo radicamento in una città che può dare molto se sa essere coinvolta nel modo giusto: visti i primi risultati, sotto questo profilo hanno lavorato bene non trascurando storia e tradizione. Per il consolidamento servirà la… classifica: a squadre vincenti è più facile affidare sostegno e speranze.
La terza giornata è di lusso: Milano, già sull’orlo della crisi, ospita Treviso che sta dando più di quello che ci si aspettava, Napoli a Cantù sostiene un bel banco di prova e Venezia-Virtus Bologna è confronto d’alta classifica tra due protagoniste delle ultime stagioni.
Mario Arceri