Se la difesa non funziona, anche la corazzata Panathinaikos è battibile in un’Eurolega alla quale la compagine di Atene si è presentata con la voglia di strappare a tutti i costi il titolo di campione d’Europa agli arcirivali dell’Olympiacos. La prima sconfitta europea della nuova gestione di Željko Obradović per i biancoverdi è arrivata in casa alla sesta giornata di Eurolega per mano di Dimitris Itoudis, ex assistente del coach maggiormente vincente d’Europa proprio sulla panchina ateniese, che ha guidato l’Hapoel Tel Aviv a una partita perfetta contro la favorita per la vittoria finale (81:91).

Così come contro il Fenerbahçe, il Panathinaikos ha sofferto la fisicità degli avversari a inizio partita, senza tuttavia trovare la forza di mettere l’incontro su una rotta favorevole nel corso della contesa. Atene è apparsa stanca e priva di quella verve difensiva che, per mezzo di una considerevole aggressività su portatore di palla e linee di passaggio, avrebbe dovuto mettere in ritmo una fase realizzativa che, in maniera troppo tardiva, si è sbloccata solo nel quarto periodo.

Reazione tardiva

A dare l’impressione di riuscire a reagire al meno dieci accusato a inizio ultimo quarto è stato un parziale di 11:0, favorito soprattutto da Jerian Grant, Juancho Hernangomez, Brancou Badio e un Matthias Lessort che ha dato un grande contributo difensivo, col quale il Panathinaikos ha messo il naso avanti a cinque minuti abbondanti dalla fine, salvo subire la pronta risposta dall’Hapoel che, con un contro parziale, ha ripreso immediatamente il vantaggio.

A non funzionare per la difesa di Željko Obradović è stato un po’ tutto, a partire dai 91 punti subiti in casa, di cui ben 29 solamente nel primo quarto. Inoltre, Atene ha concesso un 45% dalla lunga distanza che ha pesato nell’economia generale dell’incontro assieme ai 22 assist messi a segno da Tel Aviv. Debole è stata la prova del Panathinaikos anche sotto le plance, con 34 rimbalzi concessi, e solo 27 catturati nell’arco della partita.

Matteo Cazzulani

Nella foto: Sylvain Francisco (a sinistra con la maglia numero 3) e Nigel Hayes-Davis (a destra con la maglia numero 11) del Panathinaikos. Credits: Sport24.gr