Capitolo numero diciassette di Eurolega per la Segafredo questa sera in terra catalana, dovendo affrontare nell’ultima di andata, una delle formazioni più quotate della competizione, il Barcellona di coach Jasikevicius. Come col Fener, la gara si presenta inaccessibile, specialmente per una Virtus in condizioni fisiche decisamente deficitarie, messe in evidenza dall’Olimpia lunedì scorso nello scontro al vertice del campionato. La Segafredo vista contro i turchi aveva dato l’impressione di una squadra combattiva e attaccata alla partita sino al finale, mentre quella di qualche giorno dopo, si è dimostrata completamente sgonfia ed in balia di una Milano tornata prepotentemente in palla. In realtà, questa doppia personalità del gruppo di coach Scariolo, ha solo fatto capire quanto sia difficile per qualsiasi squadra che affronta due competizioni in parallelo, sostenere uno sforzo fisico importante se i propri giocatori non sono al meglio della forma. Al momento in Virtus, ci sono più acciaccati che sani, la lista da stilare sarebbe troppo lunga, fra quelli che accusano malanni, e quelli che sono rientrati da infortuni, quindi in difetto di condizione, il risultato è disarmante, specialmente nei confronti di chi deve gestire questo gruppo e metterlo in campo. Oltre a ciò, ci sono delle evidenti lacune di esperienza nella massima competizione continentale di una parte del gruppo, che sommate alle non perfette condizioni atletiche, portano ad avere un gap importante nei riguardi degli avversari, in campo europeo. Molto difficile il compito di Sergio Scariolo in questo momento, oltre a dover scegliere chi in quel momento può ancora dare qualcosa, deve anche far quadrare i conti con le diverse regole fra campionato e coppa, risultando ancor più penalizzato quando si tratta del torneo nazionale. Che la Virtus potesse avere delle difficoltà di esperienza in Europa lo si sapeva dall’inizio, che potessero esserci così tanti inconvenienti a livello fisico, non era oggettivamente prevedibile, ad oggi la situazione è davvero critica, e la gara odierna contro una delle più quotate formazioni del lotto, non è certo la migliore situazione che si potesse sperare.

La squadra di Jasikevicius non ha bisogno di tante presentazioni, quando nel roster a tua disposizione puoi schierare nomi come quelli di Cory Higgins, Tomas Satoransky, Nikola Kalinic, Nikola Mirotic, Mike Tobey e Jan Vesely, tutti gli altri discorsi diventano superflui. Il Barca oggi è primo in classifica, in coabitazione con Monaco e Baskonia con un record di undici vinte e cinque perse, ma ha trovato nell’ultimo periodo un buon assetto di gioco e continuità di rendimento, nell’ultimo turno è andato a vincere in casa della Stella Rossa dopo aver perso di un punto nel turno precedente a casa del Valencia.

Non sarà una serata facile per i ragazzi di coach Scariolo, serviranno tutte le energie possibili, la difesa delle grandi occasioni e soprattutto una prova corale importante, cercando di evitare di giocare troppo spesso uno contro uno come successo con Milano dove la palla ha girato pochissimo. Serviranno inoltre prove più convincenti di giocatori esperti come Shengelia e Mickey, apparsi piuttosto appannati nella gara contro l’Olimpia, ed un deciso passo avanti di Semi Ojeleye, appena rientrato dall’infortunio, la sua forza fisica è essenziale per provare a contrastare quella dei catalani. Ci si attendono miglioramenti anche da Jaiteh e Bako sotto le plance, mentre fra gli esterni, dove mancherà Daniel Hackett, rimasto a Bologna a curare i malanni (oltre ad Isaia Cordinier, Awudu Abass e Leo Menalo), ci sarà bisogno del massimo supporto di tutti, e non solo l’estro immaginifico di Milos Teodosic, l’unico che ha provato da solo ad arginare Milano.

Palla a due alle ore 20,30 agli ordini del croato Sreten Radovic, dello sloveno Saso Petek e dell’inglese Eduard Udyanskyy. La gara sarà trasmessa da Sky Sport Arena, Eleven Sports ed EuroLeague TV, mentre il buon Dario Ronzulli racconterà la cronaca dell’incontro sulle frequenze di Radio Nettuno Bologna Uno.

 

Alessandro Stagni